La crisi non la volevamo pagare!

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Nel 2004 oltre 200 precari, casalinghe e lavoratori, a fronte dell'effettiva difficoltà di arrivare a fine mese, realizzarono un presidio all'interno dell'Ipercoop di Afragola. L' iniziativa si iscriveva all'interno di una campagna nazionale contro il carovita e per il diritto al reddito. Sebbene i media nazionali non parlassero ancora di "crisi" le fasce deboli avvertivano chiaramente sulla propria pelle gli effetti dell'impennata dei prezzi, primo segnale della recessione globale in cui qualche anno dopo ci siamo accorti di essere.
Il presidio all'Ipercoop si concluse con la messa a disposizione volontaria da parte dell'azienda di alcuni chili di pasta e pelati, generi di prima necessità prontamente distribuiti ai presenti, per un importo complessivo 350 euro.
L'iniziativa colpì nel segno, se si pensa che la stessa direzione dell’Ipercoop accettò di intavolare con i Comitati per la Quarta Settimana una contrattazione che definì e rese fruibile un elenco di prodotti di vario genere a prezzi calmierati in vendita nei propri supermercati.
Qualcun altro invece non deve aver preso troppo bene azioni come questa, che si svolsero in molte città italiane.

A Napoli come a Roma furono aperti provvedimenti giudiziari contro alcun* attivist* protagonisti di quella campagna di protesta.
Nel capoluogo partenopeo un'incredibile sentenza di primo grado condannò alcuni dei presenti al presidio a 3 anni e 4 mesi di pena più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, con l'accusa di estorsione.
Martedì 28 aprile si terrà l’udienza di appello, per i fatti dell’ipercoop di Afragola ed in concomitanza si terrà un presidio nei pressi del tribunale.
Siete invitati tutti e tutte.

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