Radiolina scende dall’etere
Il nostro progetto di assalto all’etere si ferma qui. Dopo anni di costruzione di un futuro in cui la frequenza dei 104.9 FM a Napoli potesse essere liberata e riconsegnata a una comunità di produzione/ascolto, abbiamo deciso di fermarci.
Sarebbe troppo lunga da riproporre qui la lista delle iniziative ideate, delle difficoltà incontrate, della solidarietà ricevuta, degli attacchi respinti o degli errori commessi. L’occupazione di una frequenza ci ha visti impegnati tutte e tutti in un tentativo di riproporre a Napoli l’idea di radio, dell’ascolto e della trasmissione, della diffusione tra i soggetti potenzialmente interessati o tra la gente che oggi vive immersa in un mondo di decoder, connessioni e ricezioni da cellulari. Forse un compito improbo ma di certo molto interessante. Lungo il nostro percorso in più di un’occasione ci siamo sentiti vicini alla realizzazione della nostra idea di radio, per poi dopo pochi giorni dover affrontare difficoltà tecnico-economiche titaniche; e allora sotto con la riproposizione del progetto, con i concerti di autofinanziamento, con i cd da distribuire in città, con le dirette dai cortei e dai luoghi del conflitto sociale. A un certo punto però tutto ciò non è bastato più e di fatto il meccanismo si è inceppato. Quando si riesce a essere più importanti singolarmente all’interno di un progetto piuttosto che solo uno dei tanti pezzi del mosaico allora c’è qualcosa che non va. In questo facciamo autocritica e diciamo tra di noi e a tutti coloro che ci guardavano allora o osservano oggi, da vicino o lontano, che di errori ne abbiamo commessi e che partiamo da questi per decidere di fermarci. Le diverse forme di comunicazione, tutte le trasmissioni prodotte, le collaborazioni con le radio sorelle dell’allora circuito di radioGAP, il ponte con il progetto di comunicazione di indymedia, gli scambi di mail con radiomuda in Brasile, le dirette da gianturco, da pianura, da chiaiano e da bagnoli, le interviste semiserie e gli scherzi telefonici, i bambini del quartiere in regia, i gruppi musical/precari ospitati, le centinaia di ore di musica trasmessa, le serate organizzate con il CSOA Officina99, l’interazione con il TerzoPianoAutogestito della facoltà di Architettura e il LinaBOX mmiez ‘a via: questa è la nostra storia, insieme a tanto altro. Ne abbiamo coscienza e ne andiamo fieri, rispettiamo a fondo ciò che abbiamo costruito in 6 lunghi anni, lo riteniamo al contempo nostro e di tutti, locale e globale, un progetto allo stesso tempo andato in porto e bloccatosi. Viste le energie, viste le difficoltà suddete, e visto il bene che vogliamo a Lina preferiamo decisamente fermarci e chiudere qui il nostro arrampicarci al ripidissimo etere.
Il progetto così come lo abbiamo immaginato e portato avanti fino ad oggi finisce qui.
Per non disperdere le esperienze accumulate e il positivo lavoro di informazione fatto sul territorio napoletano, continueremo a comunicare attraverso il sito www.radiolina.info.
I modi e i tempi del nostro impegno sono le cose di cui discuteremo nei giorni a venire assieme a chi ritiene importante continuare a lavorare ad un progetto di radio Libera, Comunitaria e Indipendente.
La voglia e l’entusiasmo a noi non mancano: appiccia a radio!

Da una "mamma" di Radiolina
Sono stata tra quei/quelle folli che hanno fatto nascere Lina, a partire dal brain storming per trovare un nome alla radio. Ho dedicato con passione non so quante ore al progetto, dalle rassegne stampa e le interviste, ai banchetti, alla
riaccensione di quel benedetto trasmettitore che ogni tanto si inceppava, alle collaborazioni con altre radio. Ricordo le prove al terzo piano per registrare "Lina, appiccia 'a radio". Ricordo la frenesia, l'entusiasmo, ricordo gli scazzi e le feste. E un amore per la radio che e' nato proprio li' e che ho ancora, che ho messo nella valigia quando sono andata via da Napoli. Lina, intanto, e' diventata grande, ha fatto i suoi percorsi, ha visto tante altre persone entrare nella sua vita, alimentarla. Noi ci siamo perse un po' di vista, salvo sporadici, ma attenti ascolti, e un nuovo incontro, emozionante, un anno e mezzo fa, quando incontrai facce amiche, ma anche tante facce nuove, le persone che rappresentavano la voce, le mani, le competenze di Lina.
In bocca al lupo per questa fase di ridefinizione!
Un abbraccio
Una "mamma" di Lina