DONNE rESISTENTI – strategie femminili di resistenza

in
16/05/2008 - 18:30
16/05/2008 - 23:59
Etc/GMT+1
Autore:
Dario

Il Doria 83 promuove un’indagine a più voci sui linguaggi, le azioni e le pratiche femminili di resistenza alla negazione dell'identità nei luoghi del controllo, presenti Silvia Baraldini, Silvia Giacomini, Valentina Quintano.

Istituzioni totali come il carcere, il cpt e l'ospedale psichiatrico giudiziario, costituiscono di fatto i luoghi dello sradicamento e dell'emarginazione, piuttosto che della presa in carico o della cura. La reclusione femminile è ancor meno visibile e rappresentata di quella maschile perché sottoposta alla stessa differenziazione di genere che esiste in tutte le istituzioni sociali al pari della pena, della detenzione amministrativa e della reclusione psichiatrica. L'esperienza della detenzione femminile coinvolge, oltre alla limitazione delle libertà civili, la percezione di sé e della propria corporeità e modalità alternative di relazione tra recluse e recluse e tra recluse e istituzione.

L’iniziativa ‘DONNE rESISTENTI – strategie femminili di resistenza’ ai luoghi totali promossa dal Doria 83 è volta proprio a mettere in discussione gli apparati medici, giuridici, legislativi, e i codici di riferimento culturali che stanno alla base dei concetti di reato, malattia, sanzione, riabilitazione e cura, a partire da prospettive, esperienze e vissuti diversi, e attraverso il racconto delle pratiche quotidiane di vita comune nei luoghi di detenzione, tra violenze fisiche e psicologiche, ma anche necessario spirito ludico e sovversiva ironia.

Programma della serata:

h 18:30 dibattito

Intervengono:
Silvia Baraldini
Silvia Giacomini - curatrice del libro  "Delperdutocorpo, piccoli stratagemmi di una vita ristretta" pubblicato dall'Associazione Ora d'Aria
Valentina Quintano – fotografa e autrice del reportage "ERGASTOLO BIANCO, viaggio in un O.P.G. italiano"
Donne migranti testimoni della vita all'interno dei CPT
INGRESSO SU INVITO
[GLI INVITI POSSONO ESSERE RITIRATI OGNI GIORNO DALLE ORE 19:30 IN POI PRESSO IL DORIA 83]
h 22:00 live acustico

Dario e Diego (Foja)
Alessio (The Collettivo)
Ennio e Basetta
Raffaele Giglio (The Gentlemen's Agreement)
Fabrizio e Marino (Punkina)

INGRESSO LIBERO
Il Doria 83 è in via Doria, 83 – Vomero (parallela via L.Giordano, nei pressi del cinema Arcobaleno), Napoli

Siamo allibiti, indignati, dispiaciuti.

Siamo allibiti, indignati, dispiaciuti.
Non riteniamo che incontri come questo debbano avere luogo soltanto in centri sociali, pensiamo però che “il contenitore” sia importante quasi come il contenuto.
Da (ex) avventori saltuari, consapevoli del fatto che le compagne e i compagni che hanno organizzato e che partecipano a questa iniziativa ovviamente non conoscono le dinamiche e la gestione del posto, riteniamo opportuno dare loro qualche notizia in più.
Spesso ci è capitato di leggere in questo locale (Doria 83) cartelli che recitavano frasi del tipo “cercasi cameriera carina e single -non è uno scherzo!” oppure “cercasi cameriera, astenersi cessi”, o meglio ancora “chi mostra un capezzolo al bancone (donna!!) avrà un cocktail in omaggio”: non crediamo di essere moralisti né bigotti, né di mancare di senso dell’umorismo, ma ci hanno disgustato. L’antisessismo non si può praticare a giorni (anzi sarebbe meglio dire a serate) alterne!
Che un locale scelga per farsi pubblicità, allargare il suo giro di clienti, o darsi un tono, di ospitare iniziative di vario genere possiamo trovarlo anche comprensibile, ci dispiace però che una compagna come Silvia, che noi tutti ammiriamo profondamente per la sua fierezza e coerenza, e le altre compagne che hanno organizzato questo incontro si trovino costrette a parlare di questioni di genere nell’intervallo tra un concorso di miss maglietta bagnata e l’altro.

Le compagne e i compagni del centro sociale occupato autogestito TerraTerra

Come compagni/e del

Come compagni/e del Collettivo Orientale, che partecipano al percorso del Coordinamento Antisessista Napoletano, ci aggiungiamo alle perplessità del C.S.O.A. Terra Terra circa la presenza della compagna Silvia Baraldini al Doria, 83.
Ci sembra alquanto contraddittorio che un locale che espone scritte sessiste possa essere il posto “adatto” per discutere di “linguaggi, azioni e pratiche femminili di resistenza”!!! Ci dispiace maggiormente che una compagna sia costretta a parlare di temi così importanti ed attuali in un luogo gestito da persone che reputano, evidentemente, più importante allargare la propria schiera di clienti, anche attraverso questo tipo di iniziative, piuttosto che fare propri (quotidianamente) contenuti e pratiche anti-sessisti.
Purtroppo non è l’unico posto in cui è portata avanti questa linea di “marketing sessista”. L’anti-sessismo non è una teoria astratta e non si riduce ad un senso di “solidarietà” nei confronti delle donne… É partendo dalla pratica che alcuni atteggiamenti, idee, luoghi comuni, costrutti sociali vanno combattuti, a partire dai luoghi in cui lavoriamo, studiamo, ci divertiamo.

Compagne e compagni del Collettivo Orientale

ragazzi...scusate... ma

ragazzi...scusate...
ma credo che stiate montando una questione che non esiste assolutamente. conosco bene il Doria83, è un posto, uno dei pochi a napoli, in cui la gente è contenta di incontrarsi, in cui si discute, si chiacchiera, si creano idee, semplicemente. credo che anche voi lo conosciate come tale. i posti a napoli in cui si fa aggregazione "sana" chiudono, sono strozzati dalla malavita o dalla camorra...e sinceramente, discutere in questi toni di un'associazione culturale mi sembra davvero inutile, in un momento in cui vivere a Napoli è davvero dura (e camminare per strada...e lo dico da donna)
..ma vi è mai venuto in mente che quei cartelli fossero delle provocazioni?o la provocazione è oramai bandita, come la cultura?
oppure semplicemente un gioco delle ragazze che ci lavorano?
insomma...invece di stare sempre a criticarci, smettiamo di boicottare iniziative importanti e interessanti, e cerchiamo di occuparci di quelli che sono "veramente" i problemi di napoli.
ve lo ripeto...a me, da donna, mi disturba che non posso camminare per il centro storico se non con un uomo;mi disturbano gli occhi addosso, mi disturba che i locali, le associazioni, posti a napoli in cui le donne possono stare tranquille siano sempre meno. mi discturba essere minacciata da un parcheggiatore che esige soldi, o magari dover fare la cameriera per un gestore che mi osserva la scollatura....
a volte mi stupisco di come siamo bravi a puntare il dito, ma poi, appunto, guardiamo il dito e non la luna.

il tuo concetto di

il tuo concetto di aggregazione "sana" è piuttosto singolare applicato ad un pub!...e poi provocazioni di che!??le scritte sui cartelli mi sembrano gravissime....

A proposito di resistenza femminile

La comunicazione riguardo all’iniziativa 'DONNE RESISTENTI strategie femminili di resistenza ai luoghi totali', postata dai compagni e dalle compagne del CSOA terraterra diventa incentivo per ricominciare ad affrontare questioni che sono all’ordine del giorno, ma che sono finite per sembrare normali, in quanto “naturali” al sistema di cose presente acriticamente subito. Perciò proponiamo alcuni elementi per una riflessione, più ampia, su quanto viene riportato dai compagni e compagne del terraterra.

Nella fase attuale, in cui tutto è sordidamente inghiottito dal mercato, in cui anche le pratiche di lotta, i simboli, gli slogan vengono impiegati come una qualunque strategia di marketing ed in cui anche chi fa informazione, tra noi, pensa di poter scindere questo da una reale prospettiva rivoluzionaria, o per lo meno, di apertura di nuove contraddizioni, una riflessione sui luoghi e metodi in cui sviluppare le pratiche, appare fondamentale.

Il capitalismo è come un secchio d’acqua in una stanza … invade tutto …. In questo nulla di nuovo, la rappresentazione del genere femminile che esso fa, attraverso i propri apparati ideologici, è evidente a tutti, cosa meno evidente è più subdola è però l’uso strumentale e mercificante che esso fa delle stesse dinamiche di lotta e che fa si che una esperienza di resistenza e liberazione diventi anche essa merce da vendere.

Parlare di donne, di lotta, di resistenza in luoghi pervasi dalle logiche della mercificazione e del sessismo, a nostro avviso, significa decontestualizzare, destrutturare, normalizzare completamente le contraddizioni lasciandole permanentemente su di un piano teorico abbandonando qualsiasi prospettiva di pratica!!

Qui non si tratta di portare una questione di grande rilevanza al di fuori dei tradizionali luoghi politici in modo da permettere una maggiore partecipazione, una maggiore risonanza. Effettivamente, se le cose stanno come descritto dai compagni e compagne, è realmente assurdo poter pensare di poter realizzare una iniziativa che voglia affrontare una questione come le pratiche femminili di resistenza alla negazione dell'identità nei luoghi del controllo, in un luogo esso stesso del controllo, in quanto sappiamo bene che, dietro a questo tipo di pratiche “commerciali”, che fanno un uso strumentale del corpo e la sessualità femminile, c’è il modello patriarcale ovvero la forma strutturale di controllo e relegazione ad un ruolo di subalternità della donna funzionale allo sfruttamento capitalista.

Non possiamo prestarci ad essere oggetto di una sbieca strategia di mercato che mira semplicemente alla creazione un nuovo “target” di clienti … (ancora una volta perdi più sulle donne!) del resto questo è uno tra i tanti motivi che ci ha portato in questi anni ad impegnarci nella liberazione di spazi Okkupati Autorganizzati, per spezzare questa logica di una socialità fatta di consumo di stereotipi..

Il luogo del politico è e deve rimanere i luoghi in cui prassi e teoria si incrociano costituendo un tutt’uno!!

Piuttosto che servirsi delle pratiche messe in campo da donne per resistere alle istituzioni totali, perché gli organizzatori non partono dalla messa in discussione delle proprie pratiche sessiste che assediano la propria realtà e la negazione di un’identità di genere che esse determinano??

In nessuna altra città

In nessuna altra città (tipo Roma) dei centri sociali o realtà antagoniste avrebbero scritto dei comunicati del genere. Al massimo non sarebbero venuti all'iniziativa! Anzi ci sarebbero venuti e alla fine, avrebbero parlato con gli organizzatori facendogli notare le loro perplessità sul luogo scelto. Punto. Magari proponendo di replicare l'iniziativa in un posto occupato, che ne so...Se consideriamo che iniziative come quella di DONNE RESISTENTI sono merce rarissima in una città del cazzo come Napoli (io sono di Napoli) dove ci facciamo solo le pippe mentali e impariamo a scrivere comunicati politici che poi leggiamo solo noi, allora questo la dice lunga sull'autolesionismo degli antagonisti. Che il Doria o come cavolo si chiama il locale venda due tre birre in più per una sera non mi pare sto grande dramma, anche perchè i cari amici antagonisti italiani (non solo napoletani, attenzione) poi se la fanno tranquillamente in locali pure peggiori, senza farsi troppi problemi. Me compreso, sia chiaro. Sono consapevole che la scelta del pub o quello che è non è stata felicissima, perchè era chiaro che avrebbe dato adito a polemiche, ma se uno non conosce nessuno del Terra Terra, del Collettivo Orientale ecc. che deve fare, si deve autocastrare e non organizzare niente?

Un saluto,

Palmiro

Mi sembra doveroso, per

Mi sembra doveroso, per dovere di cronaca, sottolineare che da partecipante all'incontro ho notato che durante tutta la durata dell'incontro con la Baraldini non è stata svolta nessuna attività
commercicale all'interno del Doria83....il bar è rimasto chiuso!.....Mi faccio una domanda......la questione delle scritte sessiste è stata sollevata verbalmente ai gestori del pub prima della serata di ieri?.......In ogni caso....si sta veramente dando della sprovveduta alla Baraldini e a tutte le compagne e i compagni che hanno preso parte all'iniziativa di ieri?...Ferma restando la perplessità nei confronti di frasi dai toni sessisti come quelle citate nel comunicato, non mi sento di condannare quanti hanno preso parte all'incontro.
Un saluto.
M.A.

sinceramente sono arrivata

sinceramente sono arrivata al Doria abbastanza prevenuta...non c'ero mai stata e questa discussione, come le mal girate, mi avevano messo in guardia...
insomma...come dice il post prima del mio...dal bar chiuso durante l'iniziativa ai cartelli sparsi per li locale, alla presenza massiccia femminile che c'era nel posto...non mi è sembrato un posto così preoccupante...
il dibattito è stato interessante e davvero costruttivo, e tutte le persone che hanno partecipato erano interessate...

alla fine mi dispiace per tutti quei compagni e compagne che non hanno appurato di persona, che non sono passati ieri, sia per capire di cosa effettivamente si trattasse, sia per parlare con i ragazzi che gestiscono il doria, sia (ma soprattutto) per ascoltare quello che Silvia Baraldini e le altre partecipanti avevano da dire.
peccato...avete perso un bel momento...