Forum 2013 tra polis e polizia
Nel 2013 si svolgerà a Napoli la IV edizione del Forum Universale delle Culture 2013: una manifestazione internazionale, promossa dall’Unesco, che ogni tre anni organizza in una città diversa alcuni mesi di mostre, spettacoli ed incontri ispirati a temi come la diversità culturale, la conoscenza, la pace, lo sviluppo sostenibile.
Dietro queste magniloquenti parole si cela però la realtà di un evento massimamente artificiale e patinato, estraneo alle contraddizioni ed alle vitali peculiarietà culturali dei territori ospitanti, interessato soprattutto ad operazioni di speculazione commerciale. La prima edizione del Forum si è tenuta nel 2004 a Barcellona, risolvendosi in un ampolloso festival del generico, sotto le cui bandiere è stato realizzata un massiccio intervento di speculazione edilizia sul quartiere popolare del Poble Nou ed il litorale cittadino.
Anche l’edizione napoletana del Forum si presenta come un volano per favorire la terziarizzazione turistica della città e connesse speculazioni urbanistiche, collegandosi al programma di recupero del centro storico sotto tutela Unesco ed alla riqualificazione dell’area flegrea. Non si sa ancora chi gestirà l’evento ed a quanto ammonteranno i relativi finanziamenti pubblici, dato lo scontro in atto tra istituzioni locali e governo centrale, ma già questo la dice lunga sulle logiche che guideranno l’iniziativa.
Intanto alcune realtà di base napoletane si mobilitano per costruire una campagna che da qui al 2013 critichi puntualmente le iniziative del Forum e nel contempo delinei con iniziative autorganizzate un’altra idea di città. Il primo appuntamento è per giovedì 19 novembre alle 10, a Castel dell’Ovo, per contestare l’inaugurazione del workshop sull'Identità Urbana organizzato dal Comune di Napoli in preparazione del Forum; venerdì 20 novembre alle 16, presso palazzo Gravina, si è tenuto invece un incontro pubblico con la partecipazione di esponenti dei comitati di base di Barcellona che contestarono nel 2004 la prima edizione del Forum, l'evento è stato trasmesso in diretta streaming su:
www.radioazioni.tk
www.radiolina.info
www.radiodimassa.tk
www.radiossina.info
::Approfondimenti::
- Leggi la lettera all’assessore alla cultura Nicola Oddati e al dottor Renato Vardaro, responsabile logistica ed organizzazione del Forum
- Forum delle culture 2013? N'ata pall! La protesta del coordinamento NoForum alla presentazione dell'evento
- Guarda il video della protesta
- sito web della Fondazione comunale per il Forum 2013
- sito del comune sul programma di interventi per il centro storico sotto tutela Unesco
- sito con materiali sulla questione di bagnoli
::Articoli::
- Forum delle culture, arriva il commissario e circolano i primi nomi dei pretendenti
San Nicola Varco: Sgomberati dalla loro miseria
Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino. Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini (in tre turni..) tra poliziotti, carabinieri, finanzieri. Non mancava neanche la forestale per procedere allo sgombero coatto dell’insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, una traversa anonima della Statale 18 a Eboli.
Vivono qui, nella piana del Sele, quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant’anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro meno i tre che trattiene il caporale. La "colpa" di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale costata miliardi di vecchie lire. Un mercato ortofrutticolo mai inaugurato e trasformato in una una favela di lamiere e baracche sorte come funghi intorno alle carcasse di silos ed edifici. Pochissimi i bagni, ancor meno le docce, San Nicola Varco è una straordinaria fotografia dell'ingiustizia: di fronte al ghetto si estendono infatti a perdita d’occhio i campi e le serre delle multinazionali dell’agroalimentare che questa manodopera sfruttano a piene mani.
Ai primi novembre la magistratura si accorge che ci sono "problemi igienico sanitari" e intima lo sgombero, funzionari e assessori della Regione Campania, a conoscenza dell'azione delle forze dell'ordine, non si cura di tutelare i migranti di San Nicola. Politici, affaristi locali e camorristi gongolano.
Per l'irruzione di mercoledi erano stati comunque "prenotati" centocinquanta posti nei CIE di Lamezia e Crotone. Il ministero dell'Interno voleva probabilmente il suo pacchetto di espulsi da esibire. Alla fine le persone che la polizia trova nel campo sono circa duecento, quelle portate in questura per accertamenti sui documenti di soggiorno una quarantina almeno. Gli altri si erano allontanati la sera prima.
Il giorno dopo, come se non bastasse, sono partiti i rastrellamenti. Alla Questura di Salerno è stato organizzato un presidio di solidarietà.
:: Approfondimenti ::
Comunicato Della rete antirazzista campana
Il report completo di Nicola Angrisano
Radiovostok
Il racconto di Halim
:: Video ::
Radiovistok - Lo sgombero è la risposta dello Stato
Insu^tv - Al mercato degli schiavi
:: Foto ::
Il mercato degli schiavi
Noi ricordiamo ancora...
Noi resistiamo ancora, noi manifestiamo ancora, nonostante il tempo che passa, ricordiamo ancora e continueremo a mantenere intatta la nostra memoria! Passano gli anni, si susseguono le manifestazioni, e con loro gli arresti, le perquisizioni e tutti gli atti del copione "Repressione" che oramai abbiamo imparato a conoscere bene. Dopo arrivano i processi, dove la storia, quello che davvero e' successo in piazza, quello che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, viene messo alla sbarra, e cosi', dopo 8 anni, si aggiungono ancora capitoli alla lunga storia iniziata il 17 Marzo 2001 a Piazza Municipio.
Continuare a ricordare è un dovere per chi in piazza c'era e per chi, col passare degli anni, ne ha raccolto l'eredità.
Il corteo che arriva di fronte la Zona Rossa, i primi scontri e poi le forze dell'ordine che chiudono la piazza caricando quelli che in piazza erano riusciti ad arrivare e inseguendo, in una lunga caccia all'uomo, quelli che nella piazza non erano neanche riusciti ad entrare. La giornata si concluse con 85 manifestanti portati nella caserma Raniero e sottoposti a trattamenti che abbiamo visto ripetersi anche a Genova pochi mesi dopo.
I palloni clandestini
Dopo le balle sulla sicurezza, inculcate per alimentare fobie e limitare l’autonomia e l’aggregazione delle persone, arrivano i palloni irregolari. A San Giorgio a Cremano entra in vigore un’ordinanza che prevede il divieto di gioco con la palla, individuale o di gruppo.
Sta crescendo in questi anni a livello internazionale l’interesse per lo spazio pubblico e Napoli non è da meno.
Si costituiscono comitati, si organizzano iniziative, dibattiti, convegni, la cittadinanza attiva si mette in rete, si impegna per recuperare gli spazi pubblici dal degrado e dall’abbandono delle istituzioni, per ridare vivibilità a questi luoghi, dignità ai suoi abitanti; e lo fa lavorando, per, ma soprattutto con, gli abitanti, piccoli e grandi, perché la strada è di tutti, così come dovrebbe essere la dignità. Allora, se le istituzioni sembrano aver già troppi impegni per servir la gente d’altri paraggi, anche da soli ci si prova a organizzare, per cercare di rimediare alla desolazione imposta da piani urbanistici che tengono conto degli appalti più che degli abitanti che quegli spazi dovrebbero poterli vivere; lottando contro la disgregazione sociale e la segregazione crescente delle periferie e della popolazione emarginata dal sistema capitalistico imperante.
Verso le Quattro giornate di Napoli
Venerdì 18 settembre i vicoli di Materdei si riempiono di manifestanti. Salutano con una certa avversione quello che sembra essere il primo tentativo di occupazione da parte di casapound a Napoli. La risposta adeguata di una città che ripudia il fascismo visceralmente.
Più di mille persone dicono con decisione NO a quella che gli stessi occupanti chiamano "occupazione non conforme", giocando con la consueta ambiguità di termini e appropriandosi di pratiche e temi solo in apparenza ad alto contenuto sociale. Sessismo, razzismo e discriminazione del diverso, sono gli ideali che portano avanti, camminando e spesso inciampando nel solco della tradizione fascista a cui fanno riferimento. La loro tattica è l'ambiguità, a chi si avvicina al loro movimento e a chi li interroga sui loro ideali danno risposte vaghe utilizzando neologismi volti solo a confondere l'interlocutore. Dicono di essere per il superamento dell'opposizione destra/sinistra, idea che hanno ereditato dall'organizzazione neofascista a cui più si ispirano: Terza Posizione. Eppure il loro leader, Gianluca Iannone, rivendica pubblicamente il suo essere fascista. Dicono di guardare al futuro e poi organizzano convegni addirittura per ricordare i "contributi del fascismo all'igiene mentale e razziale" con l'intento di riscoprire "il valore politico delle discipline della salute mentale e dell’eugenetica al servizio della patria". Dicono di non essere razzisti, ma a Viterbo riempiono la citta di scritte contro lo spettacolo di Ascanio Celestini "Il razzismo è una brutta cosa".
I "fascisti del terzo millennio" vogliono apparire come una struttura slegata dai partiti e talvolta si nascondono dietro la veste di "associazioni di volontariato". Nella scuola e nell'università si presentano invece come Blocco Studentesco organizzazione venuta alla ribalta mediatica nazionale dopo gli scontri di Piazza Navona.
Un'altra ambiguità si nota nell'appoggio economico e politico che viene dato loro da noti esponenti delle destre locali (istituzionali), che si affianca a una copertura mediatica fornita da giornalisti fintamente ingenui. Appoggio che viene costantemente smentito da chi siede su poltrone poste gerarchicamente nei piani alti degli stessi partiti di riferimento.
Guarda il calendario completo delle iniziative per l'anniversario delle "Quattro giornate di Napoli".
Leggi la lettera aperta della società civile contro l'occupazione neofascista a Napoli
I "bravi ragazzi" di casapound sono i fascisti di sempre.
Sempre la stessa sarà la risposta di Napoli.
:::Approfondimenti:::
Guarda il video del Cau che spiega cosa è realmente CasaPound
Leggi il dossier del Cau
Indymedia for dummies. Ovvero: Impara a usare Indymedia!
A due anni dall’apertura del nodo napoletano di Indymedia abbiamo pensato di scrivere una feature di How To per spiegare a tutti coloro che utilizzano Indy, per informare ed essere informati, come farlo al meglio sfruttando tutte le potenzialità che il sito mette a disposizione. Vogliamo inoltre ribadire alcune piccole regole da rispettare per il miglior funzionamento di questo portale di informazione. Sono cose che molti probabilmente conosceranno già. È un po’ lunga ma vi preghiamo comunque di perdere tutti cinque minuti per leggerla interamente.
PUBBLICAZIONE DI UN POST (ARTICOLO)
Innanzitutto tenete presente che dal momento della pubblicazione di un articolo alla sua comparsa sul Newswire può passare un po’ di tempo. È quindi inutile che non vedendolo lo ripubblichiate dieci volte. Portate pazienza e vedrete che apparirà.
Il Newswire è diviso in 4 categorie a seconda del tipo di post che si pubblica.
NOTIZIE
In Notizie bisogna inserire tutti quegli articoli scritti dal singolo o dal collettivo/organizzazione allo scopo, chiaramente, di informare su un fatto, inserendo notizie di “prima mano” o prese da altri organi di informazione e rielaborate in modo da renderle proprie e originali. È importante citare sempre le fonti per dare ai post maggiore credibilità. Una notizia scritta da un anonimo e senza fonti può essere infatti considerata da molti inattendibile.
I copia e incolla da altri siti o dalle agenzie non rientrano in questa categoria e neanche i Comunicati stampa che hanno apposite sezioni. Spesso abbiamo la sensazione che molti tendano a pubblicare su Notizie perché così i propri articoli appariranno più in alto nel Nw. Questo oltre ad essere scorretto è anche stupido perché, così facendo, il tempo di permanenza delle notizie in homepage si riduce drasticamente a causa dell’eccessivo numero di post in questa sezione.
La risacca
Egidio e gli altri arrestati son stati scarcerati!
Che l’Onda non si sarebbe arrestata lo sapevamo un po’ tutt* e pure che i tentativi di arrestarla sarebbero stati molti.
Il passaggio dall’ipotesi ai fatti arriva però con straordinario tempismo.
All’indomani del G8 dell’Aquila, dopo ben due mesi dagli scontri di Torino per il "G8 University Summit", scatta l’emissione di 21 ordinanze di custodia cautelare per l'inchiesta "Rewind" del giudice Caselli, eseguite con 12 arresti in tutta Italia.
Nel clima di repressione che ha accompagnato i giorni del G8, e che ha visto anche Roma teatro di molte intimidazioni e fermi, questi fatti assumono una duplice gravità: materiale e simbolica.
Un fiore per Petru
Giovedì 4 giugno presso la cumana di Montesanto, associazioni che operano nel quartiere e cittadini dello stesso, hanno indetto un'iniziativa pubblica per ricordare e denunciare l'assurda morte di Petru Birladeanu, musicista nomade. Un composto presidio, senza spettacolari fiaccolate, e privo della solidarietà di massa a cui si è abituati in circostanze simili, ha commemorato la scomparsa prematura di Petru. Petru è stato colpito durante una pazzesca sparatoria che il 26 maggio ha attraversato il centro di Napoli.
Che sia stato colpito a morte da proiettili vaganti o perchè si voleva colpire un obiettivo ben preciso nel mezzo della folla, a noi, francamente non interessa. Quel che conta, purtroppo, è che ci troviamo dinnanzi l'ennesimo morto di camorra; il presidio chiede con determinazione che alla famiglia di Petru (che lascia insieme alla moglie due bambini) sia riconosciuto il diritto di usufruire del fondo nazionale per le vittime di mafia
Il presidio è terminato con la deposizione collettiva di un fiore, proprio nel punto in cui Petru si è accasciato senza vita. A due passi da quell'obliteratrice che ogni giorno attraversava per raggiungere il suo posto di lavoro.
Questa non è la città in cui vogliamo vivere
Giustizia o Inquisizione?
Il 7 Maggio si è tenuto il processo di appello a carico di A., la ragazza slava, che esattamente un anno fa diventava capro espiatorio del libero (e incontrastato) sfogo della barbarie razzista nel quartiere napoletano di Ponticelli. L'episodio che diede inizio alla premeditata(e auspicata in maniera trasversale da rappresentanti politici del posto)cacciata selvaggia delle comunità rom, vedeva la giovane ragazza accusata del "tentato rapimento"di una neonata.
Dagli atti del processo e dal dispositivo di sentenza in 1° grado, si evince chiaramente la mancanza di prove a carico di A. se si esclude la testimonianza della madre della neonata. Il teorema accusatorio che ha portato alla condanna della giovane slava si basa unicamente sulle contraddittorie deposizioni dell'accusatrice sulla quale grava, peraltro, un passato reato di "falso ideologico".
1° Maggio: Festa del Lavoro, per il Lavoro
Dal 1891 in Italia, tranne durante il ventennio esplicitamente fascista dove certi diritti non erano contemplati, ogni anno, il 1 Maggio, si celebra la festa dei lavoratori. Alle origini di questa data c'è la volontà di ricordare le numerose battaglie operaie condotte per affermare e ribadire quei diritti che, dalla riduzione dell'orario di lavoro, allo sciopero, alla pensione, oggi appaiono decisamente in bilico. In una crisi su scala globale che fa emergere, tra le altre, le difficoltà e l'inadeguatezza dei governi a garantirlo, lo stesso diritto al lavoro non è cosa scontata. Lavoratori, disoccupati, inoccupati, precari scendono così anche quest'anno in piazza, reclamando in varie forme – dalle Euromayday parades ai cortei nelle strade - le istanze di una moltitudine di categorie che hanno in comune la condizione, l'aspirazione e la necessità di esprimere il proprio diritto di lavorare per vivere... e non viceversa!
A Napoli diverse organizzazioni sindacali e movimenti di lotta hanno indetto una manifestazione che partirà il 1 Maggio da Piazza Cavour alle ore 10.30 fino a Piazza del Plebiscito.
Foto del corteo 1 - 2


