Indy-Colombia: E le altre vittime? Le altre atrocità?
Rodrigo Uprimny, direttore di DeJuSticia (*), argomenta che la giusta condanna della pratica del sequestro da parte delle Farc non deve rendere invisibile le altre vittime e gli altri carnefici.
Le prove di sopravvivenza dei sequestrati in mano alle Farc sono risultate anche prove di ignominia, poiché hanno mostrato quello che già si sapeva: le terribili condizioni in cui vivono i sequestrati. Era quindi naturale che queste prove risvegliassero la sensibilità dei cittadini e che provocassero proteste contro i sequestri delle Farc, una pratica che è totalmente inaccettabile.
Però l’indignazione cittadina contro il sequestro e la protesta contro le Farc, pienamente giustificata, divengono moralmente e politicamente problematiche quando non si accompagnino ad una condanna ugualmente vigorosa delle altre atrocità che si verificano in Colombia. E la ragione è semplice: le Farc non detengono il monopolio in fatto di crudeltà nel nostro paese.
Negli ultimi due anni, le versioni libere di alcuni capi paramilitari che hanno aderito al processo di smobilitazione, il processo della “parapolitica”, la riesumazione di centinaia di fosse comuni e le numerose condanne della Corte Interamericana contro la Colombia, hanno dimostrato che le denunce delle organizzazioni nazionali ed internazionali dei diritti umani contro il fenomeno del paramilitarismo erano inesatte: erano troppo leggere.
Oggi è chiaro che negli ultimi vent’anni, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, migliaia di colombiani furono massacrati dai gruppi paramilitari, diventando spesso “desaparecidos”. Questi gruppi, in più, hanno potuto contare sulla complicità degli alti comandi della Forza Pubblica e delle elites politiche ed economiche.
Un solo esempio: nella sua libera dichiarazione dell’ottobre dell’anno scorso, il capo paramilitare HH confessò che in soli due anni (1995 e 1996), solo in una piccola regione del paese (i quattro municipi dell’Urabà antioqueño), il suo gruppo paramilitare, agendo con la complicità dei capi militari della zona, assassinò tra le 1200 e le 1500 persone.
Se però questa cifra, oltre al dolore che esprime, non dovesse commuovere il lettore, lo invito a leggere una qualunque delle recenti decisioni della Corte Interamericana contro la Colombia, che descrivono in concreto le atrocità commesse. Per esempio, nella sentenza di Ituango, questo tribunale riconosce che tra il 22 ottobre e il 12 novembre 1997, nell’Aro, “un gruppo paramilitare che si mosse per alcuni giorni a piedi con l’aquiescenza, la tolleranza, o l’appoggio di membri della Foza Pubblica” assassinò numerose persone, dopo averle torturate.
La Corte descrive così uno dei crimini: “il signor Marco Aurelio Areiza Osorio, commerciante di 64 anni, fu obbligato a seguire i paramilitari che lo accompagnarono nelle vicinanze del cimitero, dove lo legarono e lo torturarono fino ad ucciderlo. Il suo corpo presentava segni di tortura agli occhi, alle orecchie, al petto, agli organi genitali e alla bocca”.
La dimensione dell’orrore paramilitare non è solo confermata a livello giudiziario: oggi è totalmente pubblica.
Queste atrocità, però, non ricevono lo stesso ripudio da parte della cittadinanza, dei crimini delle Farc. Esiste una sorta di asimmetria morale della reazione della popolazione urbana, che protesta in massa contro le Farc ed i sequestri, ma che si mostra molto più silenziosa di fronte all’orrore paramilitare
Esistono alcuni fattori sociologici che potrebbero spiegare questa asimmetria: le vittime dei paramilitari di solito sono contadini e coloni poveri, che non hanno voce politica altrettanto forte delle vittime della guerriglia; la percezione, totalmente errata, che il paramilitarismo sia stato debellato mentre al guerriglia continua ad operare; le Farc tendono a minacciare gli abitanti delle città mentre i paramilitari pretendono di apparire come loro protettori; le complicità che i paramilitari hanno intrecciato in questi anni assicurano loro appoggio politico in alcuni settori; le stesse reazioni del Governo, che condanna molto più duramente le atrocità della guerriglia dei crimini dei paramilitari contribuiscono allo sviluppo di questa asimmetria, etc..
Che questa asimmetria, però, possa essere spiegata non significa che sia giustificabile. Essa è inammissibile, poiché implica una sorta di gerarchia tra le vittime. Le vittime dei paramilitari e di alcuni agenti statali ed i loro familiari soffrono in silenzio, mentre le vittime della guerriglia ricevono una maggiore attenzione da parte dei media e delle autorità. O, peggio ancora, alcuni sembrano ammettere implicitamente che le atrocità dei paramilitari siano un “male minore” per potersi liberare di quello che molti vedono come il “male maggiore”, ovvero la guerriglia.
Queste teorie sono inaccettabili ed esprimono una profonda debolezza etica e politica della nostra democrazia. Dobbiamo superare questa asimmetria, essere solidali con le vittime di tutti gli attori armati e condannare tutte le atrocità.
Le considerazioni di cui sopra non significano che non dobbiamo protestare contro il sequestro: il dolore dei sequestrati e dei loro familiari merita tutta la nostra partecipazione e la nostra solidarietà; ed è importante che la cittadinanza esprima la sua condanna alle Farc ed a tutte le altre organizzazioni che ricorrono a questa pratica disumana. Questa giusta condanna non deve però far passare sotto silenzio le atrocità compiute dai paramilitari e da alcuni agenti statali, né la terribile sofferenza delle loro vittime e dei familiari di queste.
In questo contesto, la marcia del prossimo 4 febbraio contro le Farc e contro il sequestro, convocata tramite internet ma appoggiata dal governo e dai grandi media di comunicazione, non manca di risultare ambigua, per l’insistenza dimostrata da parte dei suoi organizzatori nel limitare la condanna espressa, alle Farc e al sequestro.
Volendo fugare ogni dubbio, è molto positivo che in Colombia, paese caratterizzato da un’enorme difficoltà a creare mobilitazioni collettive e da una certa indolenza di fronte alla sofferenza delle vittime, la cittandinanza rifiuti in massa le atrocità compiute da uno degli attori armati. Però, se noi colombiani ci limitiamo a protestare contro il sequestro e le Farc, andrà accentuandosi l’inaccettabile asimmetria nella risposta cittadina di fronte alle vittime e alla violenza.
Non possiamo ribellarci unicamente alla crudeltà delle Farc.
Da noi, come cittadini, dipenderà quindi che la marcia del 4 febbraio accentui questa sgradevole asimmetria, o che, al contrario, si muti in un passo importante per la conformazione di un ampio movimento sociale che, condannando le atrocità, da qualsiasi parte provengano, fortifichi la nostra precaria democrazia.
* Il Centro di Studi di Diritto, Giustizia e Società –DeJusticia– (www.dejusticia.org) è stato creato nel 2003 da un gruppo di professori uniersitari, al fine di contribuire al dibattito sul diritto, le istituzioni e le politiche pubbliche, creando alla base studi rigorosi che promuovano la formazione di una cittadinanza senza esclusioni e la permanenza della democrazia, dello Stato Sociale di diritto e dei diritti umani

"Ignominia? Le terribili condizioni in cui vivono i sequestrati?
Le Farc-Ep rispettano i Prigionieri di Guerra come in Colombia nessun altro attore del conflitto può dimostrare di fare.
Ingrid Betancur (di cui è interessante anche conoscere la vita di cui alleghiamo una breve sintesi) prima di inoltrarsi nella selva e finire in potere delle Farc-Ep, aveva subito diverse minacce di morte da parte di pezzi delle istituzioni legate al paramilitarismo e al sevizio dell'oligarchia, suoi a lei e ai sui figli che, infatti, fu costretta ad allontanare dalla Colombia, come lei stessa racconta nel suo libro pubblicato prima di candidarsi alla presidenza:
http://www.cuntrastamu.org/recensioni/nat1.htm
Enrico Natoli, lo stesso recensore del libro, pubblicato, in Italia, per la Sonzogno editore, dice:
"Oggi, nell’agosto 2002, dopo la pubblicazione del libro, Betancourt è in mano ai guerriglieri del FARC (Fronte Armato Rivoluzionario Colombiano) che così le hanno impedito di partecipare alle presidenziali di quest’anno."
Da una parte, dimostra di conoscere così 'bene' le attitudini delle FARC-EP da sbagliarne anche il nome (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia - Esercito del Popolo e non 'Fronte Armato') e dall'altra, dopo sei anni di permanenza nella selva, avendole impedito di continuare la sua campagna presidenziale, le hanno anche impedito di fare la fine, eliminazione fisica, degli altri candidati presidenziali dell'opposizione non riconducibili agli interessi dell'oligarchia, Jaime Pardo Leal, Bernardo Jaramillo, Luis Carlos Galan e Carlos Pizarro, eleminati tra il 1987 ed 1990, per non tacere degli oltre 3.000 militanti politici della sinistra progressista e comunista massacrati, in un paese che conta, all'oggi, il maggior numero di sindacalisti assassinati.
Gli atti considerati criminali dallo stesso Governo amico della narco-mafia colombiana e serva dei diktat di Washington, sono ascrivibili per la stragrande maggioranza (dal 75% al 98% secondo la tipologia degli atti considerati 'crimini' e ‘terroristi’) a soggetti legati e assoldati dalla oligarchia stessa. Di contro, le Farc-Ep hanno liberato, volontariamente e di forma unilaterale, oltre 300 prigionieri negli ultimi periodi, senza che, evidentemente, nessun giornalista, o ben pochi, abbia sentito la necessità di diffondere tali notizie. Nelle carceri imperialiste del fascismo uribista, invece, sono secuestrati oltre 500 prigionieri rivoluzionari di cui le Farc-Ep chiedono la liberazione per lo scambio umanitario.
Personalità di fama internazionale come, tra gli altri, la lider argentina de las Madres de Paza de Mayo, Hebe de Bonafini, http://www.youtube.com/watch?v=aTzJJ-1oqds, l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, lo stesso Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Hugo Chavez, hanno riconosciuto la necessità del riconoscimento di questa organizzazione politico-militare e di riconoscere e rispettare il progetto politico rivoluzionario, socialista e bolivariano; come si evince dall’intervista del giornalista brasiliano Aluisio Bevilacqua ad Ivan Marquez, del segretariato delle Farc-Ep, visibile nel sito di Cuba Informacion TV:
http://www.cubainformacion.tv/
Sfortunatamente, tutto il fiume di menzogne che si abbatte sulle Farc-Ep, come dice la giornalista argentina Stella Calloni – articolo di seguito - sono alimentate da un ‘giornalismo prigioniero’ e ‘di bassa intensità’, che spesso si autodefinisce ‘di sinistra’, ‘progressista’, o addirittura ‘comunista’ che si nasconde dietro l’ipocrisia ‘dell’opportunità’ e della ‘convenienza’.
Senza peli sulla lingua, quindi, e in maniera chiara e determinata è necessario dire che le atrocità, i crimini contro il popolo e il narco-terrorismo sono saldamente nel campo del governo e dei paramilitari suoi servi.
Colombia: anno zero.
di Stella Calloni
Quando la verità si impone sopra il potere controinsurgente
e la miseria del giornalismo a bassa intensità.
Gli ultimi fatti accaduti in Colombia il 10 gennaio 2008, con la consegna dei due ostaggi tenuti dalle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC), così come impegnatisi con il Presidente del Venezuela Hugo Chavez, la missione internazionale e, specialmente, con i familiari delle persone sequestrate nel quadro di un conflitto che ha prodotto migliaia di vittime dalla metà del secolo passato in questo paese, mostrano che molto è cambiato in America Latina, al contempo rivelano anche la miseria di un giornalismo prigioniero.
Questo giornalismo si è prestato, senza nessuna obiezione, ad una delle maggiori falsificazioni di questi tempi.
Sembrava che il presidente Chavez e i familiari delle vittime del conflitto avessero fallito nel loro intento per aprire una porta verso la pacificazione della Colombia.
I familiari, unitamente a sacrificati organismi dei diritti umani di questo paese - decimati negli ultimi anni dall'esercito della Dottrina di Sicurezza Nazionale che ancora domina in Colombia e da parte della controinsorgenza paramilitare che agisce in tutta impunità - sono i protagonisti di questo fatto storico, insieme a quelli che li hanno appoggiati ed hanno agito attivamente per conquistarlo.
In accordo con i presunti 'analisti' internazionali di turno hanno sostenuto in vari media, alcuni di loro non conoscono nemmeno la storia colombiana, che il piccolo Emmanuel non stava nelle mani delle Farc, quando queste presero l'impegno a liberarlo insieme a sua madre Clara Rojas, facendosi eco delle parole del presidente Alvaro Uribe.
Uribe si è presentato personalmente a Villavicencio per annunciare che in realtà erano loro ad avere il bambino che avrebbe potuto essere Emmanuel, senza spiegare le modalità di come ciò fosse avvenuto.
Era affiancato dall'alto comando militare del suo paese, nelle loro facce si poteva scorgere un cinico sorriso, quando annunciava che il bambino stava nelle sue mani.
Però nulla ha detto su come e quando si sarebbe appropriato di Emmanuel né
ha spiegato che aveva sequestrato una famiglia intera per questo caso.
In realtà il bambino stava in mano ad una famiglia di fiducia delle Farc, alla quale le fu strappato, grazie ad una confidenza o attraverso apparecchiature di alta tecnologia, sensori, cimici o altro, che usano le truppe speciali degli USA in questo paese occupato da tempo.
La Colombia è in mano ai "signori della guerra" padroni della vita e della morte nelle zone da loro controllate e dai paramilitari, che dal 1948, dopo l'assassinio del lider liberale Jorge Elíecer Gaitán, hanno seminato la morte in tutto il territorio colombiano. Paramilitari armati ed addestrati dagli USA e uomini dell'intelligence israeliana, come è di dominio pubblico.
Solo a coloro che non conoscono il territorio colombiano, o che non sono protagonisti del conflitto, gli può essere balenato per la testa che le Farc potessero attraversare il campo minato di criminali che è la Colombia, con un piccolo di pochi anni in una azione clandestina pericolosa come la consegna di ostaggi.
Solo chi si ricorda ciò che accadde in tutti i casi nei quali la pace fu ad un passo dall’essere conquistata, come negli anni '80 quando furono assassinati circa 3 mila dirigenti politici della Union Patriotica o una buona parte dei dirigenti del Movimento guerrigliero 19 Aprile (M-19) per impedire qualsiasi accordo di pace, può aver parlato infangando uno di maggiori sforzi umanitari degli ultimi tempi.
Ciò di cui nessuno si è preoccupato è di ciò che ha subito la famiglia che teneva Emmanuel, la quale è caduta in mano ai grandi torturatori che agiscono in Colombia con la totale impunità, senza nessuna azione internazionale che li fermi.
Sono gli stessi che terrorizzano le zone contadine, quelli che abbandonano i cadeveri squartati seminati lungo i sentieri, come 'avvertenza' o che utilizzano la sega elettrica con la quale tagliano gli alberi per mozzare le teste o mutilare i corpi.
La Colombia è il paese dell'America Latina dove esistono più morti e desaparecidos dal secolo passato, senza che si sia fatto nulla per fermare questo genocidio. Occultato sotto un tappeto di sinistra impunità si trovano migliaia e migliaia di assassinati, i rifugiati interni, le comunità devastate e i piccoli che il sistema ha gettato per le strade della miseria, torturati ed assassinati dagli squadroni della morte.
Fino a quando l'America Latina pensava di continuare a guardare dall'altra parte?
La Colombia è il paese dove l'esercito controinsurgente più grande d'America Latina continua ad agire come ai tempi della Guerra Fredda e dove esiste la più grande organizzazione paramilitare che la regione ricordi nella sua storia.
Perciò i successi di questi giorni sono una vera rivoluzione, in quanto mettono sulla scena una storia dimenticata e reclama per un genocidio che l'America Latina registra in silenzio.
La imposizione del Plan Colombia, il maggiore piano geostrategico per la ricolonizzazione della regione che abbiano progettato gli USA, con le appendici controinsurgenti di altri piani come il Plan Patriota, il Puebla Panama, la Iniziativa Andina o il Trattato di Libero Commercio per le Americhe (ALCA) elementi classici del nuovo disegno della guerra di bassa intensità organizzata negli uffici del Pentagono e delle istituzioni di intelligence di questo paese, impediscono qualsiasi progetto di pacificazione.
Per Washington, la Colombia è la sede del progetto geostrategico per riappropriarsi del suo cortile di casa in tempi di una America Latina poco ubbidiente.
Come avvertono alcuni consiglieri del governo del terrorismo di Stato Mondiale, diretto da George W. Bush, questa America "le sta sfuggendo di mano".
Perciò è così importante la notizia di questo 10 gennaio 2008 sulla consegna di Clara Rojas e la ex legislatrice Consuelo Gonzales alla Croce Rossa Internazionale, come risposta storica a tutti quelli che hanno tentato di stigmatizzare miseramente la missione latinoamericana, frustrata tra il 31 dicembre del 2007 ed il primo gennaio 2008, dall'azione controinsurgente scatenata dal governo Uribe.
E’ stata posta una pietra miliare storica dopo la notizia diffusa dalla Croce Rossa e dal presidente Hugo Chavez la quale mette fine alle miserabili speculazioni politiche di quelli che sono fuori dalla storia e dal giornalismo, che tante volte si è prestato ad essere una arma delle peggiori cause.
Un giornalismo che accetta, senza obiezioni, di diventare un'arma di controinsurgenza, nelle nuove e criminali guerre preventive di un impero in decadenza.
La meschinità politica di provare ad evitare che Chavez avesse successo alla fine è fallita. Il presidente Chavez, appoggiato in seguito da una missione latinoamericana, che onora chi vi ha preso parte, ha avuto il merito di ascoltare i familiari e mettersi in gioco in una dinamica che avrebbe potuto farlo uscire in malo modo per l'enorme difficoltà obiettiva di tali azioni, dando priorità al senso umanitario di questa causa.
La verità si fa strada e si conosce ora l'impossibiltà per gli uomini delle Farc, in quel momento, di attraversare un territorio dove erano dispiegati più di 20 mila soldati e altre migliaia di paramilitari.
Questa ultima azione umanitaria è stata molto curata. La responsabile della Croce Rossa a Bogotà, Barbara Hintermann, ha ordinato che gli elicotteri che dovevano trasportare a Caracas le due donne liberate aspettassero un 'momento sicuro' a terra prima di andare via, al fine di permettere ai ribelli di rientrare nella selva in quella zona di San José del Guaviare.
Si sa che le Farc contavano su un tempo molto ristretto nel momento dell'arrivo degli elicotteri per consegnare Clara Rojas y Consuelo González, senza correre il rischio di essere intercettati da alcuni dei tanti protagonisti del conflitto colombiano, che sfortunatamente per questo popolo, è diretto da interessi stranieri.
E' stata una missione difficile dove molti hanno rischiato la vita, ma è stata anche la possibilità di aprire uno spazio verso il futuro per la pace e la verità in un paese così martoriato.
[trad. Ciro Brescia]
Chi è Ingrid Betancour ....
Figlia di un'ex regina di bellezza, Yolanda Pulecio Vélez, e di un delfino dell'oligarchia colombiana, Gabriel Betancour Mejia, a chi l'accordo, conosciuto come Frente Nacional (1958 - 1974), tra i due partiti dell'oligarchia colombiana, liberale e conservatore, per spartirsi pacificamente il potere, sottrae la possibilità d'occupare il posto di presidente della Colombia al quale era destinato. Ingrid, a differenza dei bambini di strada di Bogota beneficiari delle opere di beneficenza a cui è dedita la madre, demagogicamente conosciuta come "Mamá Yolanda", trascorre un'infanzia-adolescenza dorata a Bogotà, tra le feste del Country club e i compagni del liceo Francese, fino al 1980 quando si trasferisce a Parigi, dove il padre, a titolo di risarcimento del furto della presidenza, era stato nominato ambasciatore. Ingrid si stabilisce nel XVI arrondissement e si iscrive a l'École des Sciences Politiques, frutto di questi suoi studi sarà il suo libro "La rabbia nel cuore" pubblicato originalmente in Francia, dove l'opera, insieme a un grande successo di vendite, le valse la consacrazione a "Giovanna d'arco colombiana", da parte della borghesia francese, che scorse un atto eroico nella condanna che la Betancourt, sorretta dalle teorie politiche dei classici francesi del pensiero liberale, fa della corruzione politica della propria casta. Il matrimonio con un diplomatico Francese di stanza in Ecuador, che per Ingrid è soltanto un paese vicino alla Colombia, la riporta in America latina. Il suo sciovinismo e la sua megalomania la condurranno naturalmente in Colombia dove, come era d'aspettarsi, intraprende la carriera politica e nel 2002 si lancia come aspirante alla carica che gli era stata sottratta al padre. In piena campagna elettorale, l'ambizione di fare un colpo pubblicitario la fa addentrarsi, nonostante gli intenti di dissuasione degli stessi militari, in territorio de la guerrilla, dove viene sequestrata dal fronte Teofilo Forero delle FARC.
a questo indirizzo
a questo indirizzo l'intervista ad Ivan Marquez del segretariato dello Stato Maggiore delle FARC-EP
le FARC
quale è la principale fonte di finanziamento delle FARC? il narcotraffico giusto?
apriamo gli occhi
Si infatti, apriamo gli
Si infatti, apriamo gli occhi:
Che cosa è il "narcotraffico"? Chi ci guadagna davvero?
Le Farc-Ep propongono da anni un piano di riconversione delle coltivazioni che non verrà mai realizzato fino a quando non si imporrà tale volontà politca che è osteggiata da chi guadagna realmente dal narcotraffico: le cerchie oligarchiche di Bogotà legate a doppio filo con Washington. Le Farc-Ep, in quanto organizzazione politica e militare, difendono i contadini - che nella stragrande maggioranza coltivano la coca poichè qualsiasi altra coltivazione è resa dal mercato interno ed esterno economicamente sconveniente - stabilendo un prezzo minimo sotto il quale chi vuole acquistare il prodotto (pasta di coca, la base per realizzare la polvere di coaina) non può andare. Riscutono una tassa rivoluzionaria per questo (definita "tassa per la pace" per contrasto alle tasse per la guerra riscosse dal governo di Bogotà) proporzionale alle capacità economiche di coloro a cui viene chiesto di versarle, pongono in arresto chi contravviene (ovviamente stiamo parlando di danarosi benestanti) alla riscossione fino a quando la posizione non viene regolarizzata.
Per il governo fascista di Colombia e tutti i media asserviti ciò viene liquidato come "narcotraffico", "sequestro", più o meno velata "alleanza con la mafia e altri criminali", tentando di mettere sullo stesso piano e nello stesso calderone, un po' tutto ed un po' tutti: il governo corrotto e filoimperialista, i paramilitari, i narcotrafficanti e le guerriglie (tutti ugualmente ed ovviamente cattivi perchè poco 'pacifici' poichè armati), tutti accumunati dallo stesso intento di continuare la guerra per il gusto della guerra mettendo in un angolo la società civile (quella sì, buona perchè 'pacifica' e 'non-violenta') e amenità di questo genere.
Tanto giornalismo alternativo ed indipendente, che sotto sotto, di indipendente ed alternativo ha poco o nulla, tranne la superficiale apparenza, che, in ultima analisi è del tutto funzionale poichè riproduce il messaggio idelogico dominante dei circoli pro-imperialisti.
sulla questione del narcotraffico
il link sulla questione del narcotraffico, dei desplazados e dell'ingerenza crescente dei paramilitari nel territorio venezuelano.
Nel 2008 io fui profeta sul link mafia Colombia Banca Mediolanum
· Nell’ottobre 2008 io, Abogado Jose Bonton de Medellin Colombia, scribeste todo isso: · La differencia tra una sociedad per bene come la Unipol, davvero a disposicion del pueblo, del "pueblo che unido jamais sera' vencido"(y io soi da siempre de centrocentrocentrosin y no de sinistra pura, ma "el pueblo" es un termine nobilissimo, sin collocasion politica)y una mafiosa y fascia como la maf..ascistissima Banca Mafiolanum Nazistanum Camorranum Riciclanum Mediolanum dei porci del credito Massimo Doris, Paolo Sciume’, Giorgio Pirovano, Ennio Doris y Edoardo Lombardi.La Unipol remborsera' el nominale delle polize hacide con la satanistona avidissima ex Lehman.I mafiosi de Banca Ndrangolanum, Delinquentanum, Malavitosanum, Assassinanum, Piduistonanum Mediolanum dei ladroni freak le chic Massimo Doris, Paolo Sciume’, Giorgi Pirovano, Ennio Doris y Edoardo Lombardi, no.I Doris: che i soldi li han fatti grazie a riciclaggio de danaro criminale mondiale a oceani, dividend washing a palate hacido via Lehman, non per niente appena fallita de stra verdad (vedi 1,99 pc de Generali, 1.99 per cento, porque sopra detta soglia sarebbe dovuta partire una opa, che essi han hacido nel 1999, por el quale el corrottissimo, Giulio Tremonti, predispose una sanatoria fiscale "ad Camorranum hoc"; Giulio Tremonti il cui partner sexual mas frequentado es el marchettaro omosessuale Marco Brotto di Centrosim, messo li a trabajar, infatti, proprio por la larghezza del suo an; ci siam capiti, no? y tambien porque, non per niente, Centrosim es llamada en todo el mundo: Centronazistsim; nada contro los gay, ma se noti, ammettenti, outing facenti, trasparenti, tipo quelli del centro sin italiano o mondiale; ma se marchettari segreti tipo el prostituto sfondato riccionazista Marco Brotto de Centrosim dico no e no y che no). I Doris, che han fatto zozzi assassini quattrini uccidendo la concorrenza anti Berlusconiana attraverso schifosissimo abuso di mercato, mas manipolaciones dei corsi dello stesso, sistematicamente hacido attraverso el puerco super corrupted Xuxluxkluniano Daniel Hegglin de Morgan Stanley Hong Kong, y attreverso los dos riciclador del danaro della mafia Usa y ndrangheta calabresa Ruggiero Magnoni y Franco Fornasiero della ex Lehman brothers di Londra, como cosi’ tambien attrverso er monnezzaro sciacqua sciacqua mafia Usa y camorra napulitana Giorgio Magnoni de Sopaf.Main punto, now.Voi sapete, che al momento, Banca Narcoscolombianum, MicheleSindonanum, LicioGellionanum, MafiaColombainum Mediolanum degli insaponador de danaro assassino Paolo Sciume’, Massimo Doris, Giorgio Pirovano, Ennio Doris y Edoardo Lombardi, es indagata en mezzo mundo por aver riciclato quintali de dinero della criminalidad russa, thailandese, turca, italoamericana, siculo/calabro/campana/pugliese, mas tambien, principalmente, sudamericana?Googlate Banca Mediolanum Jose Bonton y leggerete.George W Bush hace de tutto para tener todo esso emboscado, para non imbarrazzare l'Al Kapo..ne italianicchio Silvio Berlusconi, ma essa, es la pura verdad. Forse quando el faltera’ fra poco, in vista dell’arrivo dell’ottimo Obama Barack, things may change de stra verdad.Y el cerebro che de verdad burattina atras de Banca Goebbelsianum, Cocainonanum, Prostitutanum, Estortanum, sMazzettanum MagnaMagnanum Mediolanum, dei criminalissimi mafiosi Abi, Paolo Sciume’, Massimo Doris, Giorgio Pirovano, Ennio Doris y Edoardo Lomabrdi, al momento, es el puerco cocainomane traviado sexual ( beccato a fare orgie con ragazzini en Vietnam) , addirittura pedofilo extreme, Attilio Ventura. Pedofilo y assassino de facto, pure. Porque? Porque infatti, indusse al suicidio 4 suoi ex dipendenti nella sua satanistissima ex Banca Leonardo, insieme a un altro pari assassino Michele Milla, ossia el protagonista de insider trading su Pirelli Cornig, su Elsag Bailey y su Drs Finmeccanica, tambien. Mas fu atras dei fallimenti de ipo su Freedomland con ordine de assassinio dato dal satanista fascio Michele Milla, gia’ appena citato, da realizzare contro el creador de Freedomland misma: Virgilio De Giovanni. Ve fu uno scontro tra el Virgilio De Giovanni y un tir, burattinato dagli assassini Michele Milla Attilio Ventura, y Silvio Berlusxuxluxkloni via massonerie fascicte mondiali varie, per via che I tre eran stati todo fottuti da quell ipo Freedomland misma. Essi furono tambien artefici del fallimento de loro ipo su Finmatica. Mas de scandali enormi su Banca Popolare de Intra y muchissimo more and more come nel caso del Bertolini. Ma torniamo al ( si dice) pedofilo extreme Attilio Ventura che ora, cacciato dalla stessa Banca Leonardo, si e' rifugiato, guarda caso, non per niente, tra altri super stradelinquenti como el, nel Board di Mafiaset Nazistset Mediaset;Che schifo i Berluscones, che assassini, che mafiosi, che nazisti, che luridi, che carogne, che puzzoni, che ..... sia, revolucioooooooooooooooooooooon Jose Bonton Medellin Colombia Ps Attencion, ricicla para la mafia colombiana tambien el corruttissimo Michele Calzolari a capo de Assosim como asi’ de Centrosim tambien ( guarda caso, la misma del prostituto omosessuale fascista Marco Brotto de Centrosim, andante sia con Giulio Tremonti, como asi’ tambien, si soffrendo, con Iva Zanicchi, paresse) y ricicla por la camorra el verme massone Francesco Perilli de Equita sim tambien. Fate I vostri controlli y poi me direte, de stra verdad ///////////////// Bueno, ora es febrero 2009. Dopo che scrissi el sopracitato lo schifoso Mafioso massone fascista piduistone de Bortologia, y el puerco piduista Davide Maggio, me attaccarono su ovvi ordini dei loro kapo de Arcorleone ( solo loro pero’, da todo el resto de Italia io riceveste comngratulasiones y muchissimo calor y carinho de stra verdad). El puerco de Bortologia, y el mafioso Davide Maggio, pero’, non hablan nada che el riciclador de dinero Mafioso y camorrista Paolo Sciume’ de Banca Mediolanum fu arrestato pochi mesi fa para aver cercato de riciclare un mare di capitali assassini presso la Banca Arner di Lugano. Banca Arner di Lugano e’ usata dai mafiosissimi Berlusconi y Berluscones per I fondi neri di Fininvest, anzi, direi Mafininvest ( non quotata en Bolsa a differencia de Mafiaset Nazistset Mediaset porque controllata da 13 scatole finanziarie occulte con dietro la mafia italoamericana; che schifo Italia attuale, dittaturata en todo da una biscia putrida riciclante danaro colante oceani di sangue di morti ammazzati, Silvio Berlusconi; vergogna, de stra verdad). Banca Mafiolanum Camorranum Ndrangolanum Riciclanum NarcosColombianum dei porci sciacqua capitali colanti di sangue de morti ammazzati Edoardo Lombardi, Paolo Sciume’, Massimo Doris, Ennio Doris y Giorgio Pirovano, es monnezza mega riciclatrice de dinero mafioso mondiale, ei stra verdaaaaaaaaaaaaaaaaad Soi l’abogado Jose Bonton Medellin Colombia josebonton@yahoo.com.co Ex collaborador, ora pentitissimo, dei Doris, che conobbi attraverso il Lions Club Petrarca de Medellin y attraverso el Club Rotario de Medellin, asi’ como attraverso la Loggia massonica Nueva P3 de Medellin, che facevano de facto tramite por del riciclaggio magneficente de danaro mafioso colombiano hacido dai Doris mismi. El riciclaggio de danaro dei narcos de derecha colombiana, veniva perfecionado specialmente attraverso Paolo Sciume’ y Edoardo Lombardi de Banca Mediolanum coi Doris y quell’altro mafioso chic le freak de Stefano Preda de Banca Esperia ( misma fogna mafiosa Berlusconiana) dietro a manovrare todo, ovviamente. Y los Berluscones sono esperti de riciclaggio de danaro assassino, da mezzo secolo ormai, google Banca Rasini riciclaggio mafia Luigi Berlusconi Silvio Berlusconi P2, a tal proposido de stra verdad. Saluti italianos por bien, ossia antiBerlusxuxluxklones, mai mi scordero’ la chica eroticona y zoticona Raffaella Carra’ degli anni 70, quando con suo ombellitico super sexy sexone cantava “ Tuca tuca tuca te lo dico io, Tuca Tuca Tuca….” Scusate me sta venendo da piangere now, a ricordar quando andavo allora a ballar alla balera de Medellin de un colombiano napoletano amigo mio, che se llamava Jose Cucchione, y ballavamo todo unidos, el Tuca tuca, te lo dico io, …quasi lloro adesso, muchissimo, sorry de lloro y de stra verdad….. Questa cancion, la inventerei ora, pero’, io, giusto para hacerme ridere un poquito back. Inventare che? Inventare de che ahoooo? Una canzon, todo aqui. Vaomos baby. Refarei el testo de quel capolavoro che era la bellissima, anzi ( in onore dei Doris), la bedda beddissima canzunciella Tuca Tuca, asi’ “Tuca Tuca Tuca bobobobon, te lo dico io bobobobon, Banca Mediolanuuuuuuuuum, el dinero mafioso te lo sciacquera’” “Tuca Tuca Tuca bobobobon, l’ho inventato io, bobobobon, si tu eres un naaaaaaaarcos, vai en Banca Mediolanum che el cash lo laveraaaaaaaaa’” Ciao italianos per bene antiBerlusconiani iamm beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee Quero salutare tambien lo squalo affamatissimo gnam gnam Paolo Barrai de Mercato Libero che los Doris volevano a trafficare con Banca Arner insieme all’altro Paolo Sciume’, sull’asse Bogota’ Medellin Corleone Palermo Lacchiarella Lugano, ma che, siccome gia’ ebbe un problema legale nel 1999 a trafficare tambien sempre por los Doris via Citibank, in questo secundo caso disse no, disse che no y lascio’ solo el ciellino deviato Paolo Sciume’ de Banca Mediolanum a sciacquare danari mafiosi sulla via Cali’/Tijuana/Trapani/Catania/Locri/Gioia Tauro/Napoli zona Scampia/Bari vecchia/Buccinasco/Lacchiarella/Lugano. Bravo astutissimo squalo sbrana todo Paolo Barrai a non immischiarti coi mafiosi malavitosi criminalissimi Paolo Sciume’, Massimo Doris, Edoardo Lombardi, Ennio Doris de Banca Camorranum Ndrangolanum Riciclanum MafiaColombianum Assassinanum Cocainanum Ciuladineranum Mediolanum, te dico bravo y de stra verdad. Paolo Barrai squalo furbissimo gnam gnam de Milano via Ippodromo, vieni a trovarmi en Colombia che vamos ad hablar de negocio, I prossimi decenni saranno los decenni de Sud America, Asia y Africa, io penso, vieni aqui che hablamo de stra verdaaaaaaaad