solidarietà ai compagni del cpo experia
L’ASP esprime solidarietà ai compagni del Centro
Popolare Occupato Experia di Catania.
L’operazione brutale di sgombero del CPO Experia di
Catania, attuata con la consueta violenza dagli sbirri di
Manganelli, agli ordini del ministro Maroni e di tutta la
banda Berlusconi, ha voluto colpire una significativa
esperienza di autorganizzazione popolare dal basso, di un
centro di cultura e di aggregazione sociale indipendente
dalle istituzioni borghesi.
L’aggressione da parte del governo pontificio contro i
compagni del CPO Experia, non è un fatto a se stante, ma
è chiaramente interno al più generale processo di
attacco reazionario della borghesia contro la classe
lavoratrice e le altre masse popolari.
Lo sgombero rientra nella logica politica della guerra di
sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista e il
Vaticano stanno ancor più scatenando per fare pagare al
proletariato e al resto delle masse popolari, direttamente o
indirettamente, i costi della crisi capitalista entrata
ormai nella sua fase terminale.
Non soltanto quindi le migliaia di morti sul lavoro per la
carenza dei presidi di sicurezza risparmiati in nome dei
profitti; non solo le migliaia di morti all’anno per
incidenti stradali dovuti al degrado morale e culturale
(l’uso diffuso di alcool e droghe propinato in mille modi
ai giovani e meno giovani per evadere dalla realtà sempre
più imbarbarita); non solo le migliaia di morti per
malattie curabili; non solo le migliaia di immigrati morti
nel mare di Sicilia che scappano dalla miseria, dalla fame e
dalle guerre imperialiste: a tutto questo la borghesia
aggiunge una guerra palese contro tutti coloro che si
organizzano autonomamente per resistere alla crisi generale.
Lo sgombero del CPO di Catania è quindi un aspetto della
reazione dello Stato borghese che avanza inesorabile verso
la guerra aperta alle masse. Con le nuove leggi repressive
della banda Berlusconi (pacchetto sicurezza di luglio scorso
e precedenti) non si fa altro che formalizzare ciò che
già è nella realtà politica quotidiana. Con
l’istituzione delle ronde fasciste e razziste, con la
caccia all’immigrato, all’omosessuale, al Rom e
all’antagonista politico e sociale; la reazione avanza con
il pestaggio sbirresco dei disabili che protestano per i
tagli ai servizi assistenziali, con la repressione dei
lavoratori e disoccupati che lottano per la difesa del
diritto al lavoro, con la repressione degli studenti che
lottano per la difesa del diritto all’istruzione; la
reazione avanza con la persecuzione dei comunisti, degli
anarchici, degli antifascisti (vedi i recenti arresti di
Pistoia e il processo di Massa ai compagni della ronda
popolare antirazzista e antifascista del 25 luglio), degli
islamici (vedi in questi giorni il processo per il rapimento
di Abu Omar celebrato in silenzio) e dei rivoluzionari; la
reazione avanza con l’inasprimento dell’isolamento
carcerario duro (41 bis) contro i prigionieri rivoluzionari
e politici che rappresentano l’idea della trasformazione
radicale della società; la reazione avanza con i pestaggi
a morte di proletari nelle caserme dei carabinieri e della
polizia (vedi il recente caso di Stefano Cucchi), nelle
celle delle carceri imperialiste e nei Centri di
Identificazione ed Espulsione (CIE) sempre più trasformati
in veri lager nazisti e dove in positivo le rivolte sono
sempre più frequenti.
A tutto questo si aggiunge l’intossicazione dei fatti e la
censura delle notizie sempre più rigida da parte dei mezzi
di informazione, per la maggior parte accentrati nelle mani
della borghesia più reazionaria. L’allarme democratico,
l’attacco ai principi costituzionali fissati dalla
vittoria della resistenza partigiana al nazifascismo è
quindi il dato reale che smuove sempre più le coscienze
dei progressisti e dei sinceri democratici: anche questi
soggetti, il proletariato e le larghe masse popolari
dovranno indirizzarli verso la lotta ferma e determinata per
cacciare via la banda Berlusconi, l’attuale comitato
d’affari della grande criminalità, del Vaticano e della
borghesia finanziaria e industriale. Questa banda al governo
del paese è il nemico immediato da sconfiggere!
In questa lotta è perciò necessario muovere il movimento
di resistenza di classe generale, in un unico fronte di
lotta contro la repressione. Occorre accelerare il processo
di sviluppo delle organizzazioni di massa del proletariato,
della classe operaia; accelerare la loro unificazione e
puntare ad un governo di blocco popolare di emergenza,
alternativo a quello che il Vaticano e la borghesia
imperialista sta preparando per il dopo Berlusconi.
Solo ponendosi in un’ottica propositiva di governo e di
potere e non più soltanto di rivendicazionismo subalterno
alla classe dominante al potere, è possibile procedere ad
un reale cambiamento della situazione a favore dei
lavoratori e di tutte le masse popolari. Procedendo in
questa direzione è perciò possibile creare sempre più
le condizioni per l’alternativa socialista alla barbarie
del capitalismo.
Solidarietà ai compagni del CPO Experia!
10, 100, 1000 centri di aggregazione autonomi della cultura
popolare!
Creiamo un fronte unico di lotta contro la repressione,
contro la reazione, contro il razzismo ed il fascismo!
No al pacchetto sicurezza, non alle ronde razziste e
fasciste, no all'isolamento carcerario e al 41 bis per i
rivoluzionari e i prigionieri politici!
Uniamo le organizzazioni autonome delle masse per un governo
di emergenza e di blocco popolare!
Facciamola finita con la barbarie del capitalismo e
costruiamo il socialismo!
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli – Italia
sito web: www.solidarietaproletaria.org
e-mail: info@solidarietaproletaria.org
