Un fiore per Petru

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Giovedì 4 giugno presso la cumana di Montesanto, associazioni che operano nel quartiere e cittadini dello stesso, hanno indetto un'iniziativa pubblica per ricordare e denunciare l'assurda morte di Petru Birladeanu, musicista nomade. Un composto presidio, senza spettacolari fiaccolate, e privo della solidarietà di massa a cui si è abituati in circostanze simili, ha commemorato la scomparsa prematura di Petru. Petru è stato colpito durante una pazzesca sparatoria che il 26 maggio ha attraversato il centro di Napoli.
Che sia stato colpito a morte da proiettili vaganti o perchè si voleva colpire un obiettivo ben preciso nel mezzo della folla, a noi, francamente non interessa. Quel che conta, purtroppo, è che ci troviamo dinnanzi l'ennesimo morto di camorra; il presidio chiede con determinazione che alla famiglia di Petru (che lascia insieme alla moglie due bambini) sia riconosciuto il diritto di usufruire del fondo nazionale per le vittime di mafia
Il presidio è terminato con la deposizione collettiva di un fiore, proprio nel punto in cui Petru si è accasciato senza vita. A due passi da quell'obliteratrice che ogni giorno attraversava per raggiungere il suo posto di lavoro.
Questa non è la città in cui vogliamo vivere


Figlio di una morte minore: la ricostruzione dell'accaduto del Collettivo Napoli Internescional

Giustizia o Inquisizione?

tratta da: www.controcorrentesatirica.com

Il 7 Maggio si è tenuto il processo di appello a carico di A., la ragazza slava, che esattamente un anno fa diventava capro espiatorio del libero (e incontrastato) sfogo della barbarie razzista nel quartiere napoletano di Ponticelli. L'episodio che diede inizio alla premeditata(e auspicata in maniera trasversale da rappresentanti politici del posto)cacciata selvaggia delle comunità rom, vedeva la giovane ragazza accusata del "tentato rapimento"di una neonata.
Dagli atti del processo e dal dispositivo di sentenza in 1° grado, si evince chiaramente la mancanza di prove a carico di A. se si esclude la testimonianza della madre della neonata. Il teorema accusatorio che ha portato alla condanna della giovane slava si basa unicamente sulle contraddittorie deposizioni dell'accusatrice sulla quale grava, peraltro, un passato reato di "falso ideologico".

1° Maggio: Festa del Lavoro, per il Lavoro

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Dal 1891 in Italia, tranne durante il ventennio esplicitamente fascista dove certi diritti non erano contemplati, ogni anno, il 1 Maggio, si celebra la festa dei lavoratori. Alle origini di questa data c'è la volontà di ricordare le numerose battaglie operaie condotte per affermare e ribadire quei diritti che, dalla riduzione dell'orario di lavoro, allo sciopero, alla pensione, oggi appaiono decisamente in bilico. In una crisi su scala globale che fa emergere, tra le altre, le difficoltà e l'inadeguatezza dei governi a garantirlo, lo stesso diritto al lavoro non è cosa scontata. Lavoratori, disoccupati, inoccupati, precari scendono così anche quest'anno in piazza, reclamando in varie forme – dalle Euromayday parades ai cortei nelle strade - le istanze di una moltitudine di categorie che hanno in comune la condizione, l'aspirazione e la necessità di esprimere il proprio diritto di lavorare per vivere... e non viceversa!

A Napoli diverse organizzazioni sindacali e movimenti di lotta hanno indetto una manifestazione che partirà il 1 Maggio da Piazza Cavour alle ore 10.30 fino a Piazza del Plebiscito.
Foto del corteo 1 - 2

La crisi non la volevamo pagare!

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Nel 2004 oltre 200 precari, casalinghe e lavoratori, a fronte dell'effettiva difficoltà di arrivare a fine mese, realizzarono un presidio all'interno dell'Ipercoop di Afragola. L' iniziativa si iscriveva all'interno di una campagna nazionale contro il carovita e per il diritto al reddito. Sebbene i media nazionali non parlassero ancora di "crisi" le fasce deboli avvertivano chiaramente sulla propria pelle gli effetti dell'impennata dei prezzi, primo segnale della recessione globale in cui qualche anno dopo ci siamo accorti di essere.
Il presidio all'Ipercoop si concluse con la messa a disposizione volontaria da parte dell'azienda di alcuni chili di pasta e pelati, generi di prima necessità prontamente distribuiti ai presenti, per un importo complessivo 350 euro.
L'iniziativa colpì nel segno, se si pensa che la stessa direzione dell’Ipercoop accettò di intavolare con i Comitati per la Quarta Settimana una contrattazione che definì e rese fruibile un elenco di prodotti di vario genere a prezzi calmierati in vendita nei propri supermercati.
Qualcun altro invece non deve aver preso troppo bene azioni come questa, che si svolsero in molte città italiane.

Manifestare Antirazzismo

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Da quando a settembre è stata il teatro della brutale strage di 6 migranti, la zona di Castelvolturno è diventata il riferimento del pensiero antirazzista campano.
Lo sa bene la polizia, che qui si esibisce in sgomberi spettacolari delle comunità africane, lo sanno bene quanti sperimentano le frizioni e le varie forme di convivenza vivendo da queste parti o arrivandoci ogni mattina alla ricerca rituale del lavoro mattutino nei campi, e non solo .
E’ da qui che si parte per rilanciare il messaggio antirazzista con la manifestazione del 18 aprile, in un paese dove occorre scendere in piazza per ribadire valori e diritti che stanno diventando sempre più illegali.

Castelvolturno: 18 aprile
Manifestazione Nazionale
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Acerra comune Inceneritore

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Dopo quindici anni di emergenza rifiuti il Governo prosegue verso la realizzazione di quello che a suo parere è il tassello fondamentale per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania: l'inceneritore di Acerra. Sono ormai più di 5 anni che le comunità in lotta per la difesa dell'ambiente e del territorio protestano per evitare che venga compiuto l'atto finale di uno scempio che ha notoriamente devastato le terre della Campania Felix provocando proprio nella zona di Acerra (ormai più conosciuta come "il triangolo della morte") un' alta incidenza tumorale, che per una zona a sviluppo industriale pari quasi a zero è davvero cosa inaudita.

Per far si che l'inaugurazione dell'inceneritore non sia soltanto l'essesimo spot del Governo da somministrare all'opinione pubblica, il 25 marzo sfilerà un corteo per le strade di Acerra, seguito il 26 da un presidio informativo in occasione della visita del Presidente del Consiglio.

Zero Waste International Alliance 2009

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Dal 18 al 22 febbraio si incontreranno a Napoli,nell'ambito della "Zero Waste international alliance",delegazioni di amministratori, pubblici funzionari e consulenti, nonché attivisti e comunità in lotta. Tutti impegnati a promuovere e in molti casi ad implementare, la strategia "rifiuti zero"; discutendo e diffondendo le migliori pratiche di riduzione, di riuso, di riciclo, di responsabilità estesa ai produttori e di economie di comunità’ basate sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali.Il convegno si terrà nell’aula magna dell’istituto Casanova in via S. Sebastiano.

La degna rabbia di Chiaiano

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17 febbraio: apre la discarica di Chiaiano ma le proteste non si fermano

Autoritarismo e ottusità coincidono nella figura del Governo, che pur essendo a conoscenza dei rischi e dei pericoli inerenti il progetto di mega-discarica, continua irresponsabilmente i "lavori" mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e dei lavoratori stessi. La recente frana(seconda della serie) ha confermato i dubbi sulla stabilità delle pareti della cava di Chiaiano. Ma se persino il ritrovamento di 10.000 tonnellate di amianto non ha scalfito la convinzione degli addetti ai lavori sulla necessità immediata di una bonifica dell'area tutta, la lotta in difesa del diritto alla salute ed alla democrazia non può fermarsi, con tutta la forza della sua amara e crescente consapevolezza.

Come costruire il nemico perfetto

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foto di S.Pacini

La settimana scorsa si è concluso il primo grado del processo ad A.V., la ragazza quindicenne accusata di aver tentato di "rubare" una neonata nel quartiere di Ponticelli a Napoli lo scorso maggio, vicenda che, amplificata e distorta a dovere dai media per alimentare un'atmosfera di tensione politicamente conveniente, ha scatenato pogrom contro i vicini campi rom e diversi episodi di violenza razzista in tutta Italia. L'accusa alla ragazza è stata formulata sull'inverosimile racconto della madre della bambina "rapita", cui l'avvocato della difesa non ha potuto porre ulteriori domande in merito allo svolgimento dei fatti, e, nonostante la donna avesse un precedente di polizia per falsità ideologica, il Tribunale per i Minorenni di Napoli ha accolto la tesi della PM, fondata sull'idea che la madre della neonata non avrebbe avuto alcuna ragione o interesse ad accusare la ragazzina se il fatto non fosse realmente accaduto. Di conseguenza, nonostante studi accademici e operatori sociali confermino che l'idea della "zingara rapitrice" non è altro che una leggenda razzista, la ragazza accusata non solo si è vista negare diritti fondamentali come la traduzione degli atti nella sua lingua, ma ha anche subito una condanna per sequestro di persona. Se confermata in appello, questa iniqua sentenza stabilirebbe un precedente molto grave, non solo perché finora il mito dei rom che "rubano" i bambini non era avvalorato da nessuna condanna per sequestro (e semmai è vero il contrario, cioè che sono i bambini rom a essere rapiti), ma anche perché l'intero svolgimento del processo, condotto nel disprezzo dei diritti umani e della ricostruzione razionale dei fatti, si inserisce alla perfezione nell'atmosfera che sta generando l'orrore del pacchetto sicurezza in elaborazione proprio in questi giorni, pacchetto che sia la pm che la giudice hanno citato nei loro discorsi nonostante in quel momento non fosse stato ancora approvato (attendiamo la motivazione della sentenza per vedere il contesto in cui è citato).
Un altro passo, insomma, verso la criminalizzazione delle persone più deboli e di chi resiste all'integrazione a ogni costo in questa nostra società di produttori/consumatori omologati, ciechi, timorosi e sempre più impoveriti dagli interessi aziendali.

Riflessioni a freddo sul passaggio dell'Onda

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Ad un mese dalla discussione alla Camera per la Conversione in legge del DL 180 passata nel silenzio prenatalizio che ha placato i moti dell'Onda, si rilancia un momento di riflessione sullo stato dell'arte e sul destino dell'università ed del movimento che ha animato le proteste in Italia negli utimi mesi dello scorso anno.

Onda su Onda Una videonarrazione del movimento studentesco napoletano e nazionale attraverso le immagini girate in tre mesi di cortei, iniziative, situazioni, occupazioni e sperimentazioni, con l'intervento in studio di alcuni tra le/i protagoniste/i.

:: Contributi video ::
L'onda si racconta - Considerazioni del Gambero Losco - Considerazioni genitori_docenti

Onda 2.0
L'onda non sta a guardare: bloccato il senato accademico all'Università Orientale 1 - 2

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