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		<title>16 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:03:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12899]" ></a>Diciamo subito che non è una giornata di grandi notizie. </em></strong><em>E che quelle poche rilevanti che ci sono, sono tutt’altro che positive. Ce n’è una, però, che mi riporta indietro nel tempo, a giorni di “tarantelle” e barricate. A rotonde e proteste, e a comitati anti-discarica. Periodicamente, considerando l’immobilismo</em>&#8230; <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/16/12899/16-maggio-2012.html" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/16/12899/16-maggio-2012.html"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12899]" ><img class="alignleft size-full wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Diciamo subito che non è una giornata di grandi notizie. </em></strong><em>E che quelle poche rilevanti che ci sono, sono tutt’altro che positive. Ce n’è una, però, che mi riporta indietro nel tempo, a giorni di “tarantelle” e barricate. A rotonde e proteste, e a comitati anti-discarica. Periodicamente, considerando l’immobilismo istituzionale sulla questione rifiuti, i nomi di sfortunate località tornano in auge, perché qualcuno pensa di sversarci rifiuti, ampliare cave già esistenti, tritovagliare, stoccare, sotterrare. Questa volta, invece, anche a seguito di una strenua resistenza da parte degli abitanti, che nemmeno Stalingrado, la notizia sembra positiva:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo due anni di contestazioni la discarica Sari chiude i battenti sabato. L’ultimo autocompattatore varcherà i cancelli alla mezzanotte di sabato, quando saranno raggiunte le settecentoquarantamila tonnellate, la quota massima stabilita dalla regione Campania. Dopo di che la Sapna, l’azienda che gestisce l’invaso di Terzigno, lo chiuderà definitivamente. Soddisfazione è stata espressa dai comitati anti-discarica. Franco Martone, il responsabile della rete dei comitati vesuviani ha commentato: «Siamo felici ma abbiamo vinto solo una battaglia. La guerra sarà vinta quando saranno avviate le bonifiche di tutte le discariche disseminate all’interno del parco». (alfonso bertolini, il giornale di napoli, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Leggendo l’articolo a fondo, fa riflettere</em></strong><em> il fatto che in questa regione il rispetto di un principio tutto sommato elementare (quando una discarica è piena, non si può più sversare) crei grande entusiasmo tra la popolazione, e venga rivendicato come il risultato di una lunga e dura lotta (che effettivamente c’è stata). C’è da contentarsi, in ogni caso, dal momento che non raramente si è visto chiudere e riaprire discariche già sature per presunte emergenze, e cave che dovevano essere bonificate, tornate a essere invase da munnezza di ogni tipo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>A proposito di rifiuti </em></strong><em>(questa volta parliamo di raccolta e assunzioni clientelari), si fanno nomi illustri:<strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il deputato del Pdl Mario Landolfi è stato rinviato a giudizio con le accuse di concorso in corruzione e truffa aggravata dall’aver agito per favorire un clan camorristico. Lo ha deciso il gup Ferrigno accogliendo la richiesta del pm Milita. Landolfi avrebbe corrotto un consigliere comunale di Mondragone facendolo dimettere un mese prima della scadenza del consiglio, del quale si impedì così lo scioglimento. In cambio il parlamentare gli avrebbe offerto un contratto di lavoro di tre mesi per la moglie nel consorzio “Eco4” e un posto nella futura giunta comunale. (titti beneduce, corriere del mezzogiorno, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E pensare che ieri qualcuno si stupiva dell’ostruzionismo</em></strong><em> fatto in parlamento dal Pdl su un decreto anti-corruzione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma cambiamo argomento, parliamo del caso Equitalia.</em></strong><em> Sono già sette i denunciati dopo gli scontri all’esterno della sede napoletana. “Per ora”, specifica quasi compiacendosi la solita Conchita Sannino, giornalista punta di diamante nella sezione “rapporti con la digos” del quotidiano </em>La Repubblica<em>. Dalla procura, infatti, sarebbero pronti a partire almeno altri nove provvedimenti, mentre ieri, proprio quando se ne sentiva il bisogno, è arrivata una essenziale dichiarazione del sindaco di Bologna:</em></p>
<p style="text-align: justify;">«Vorrei una grande manifestazione contro l’evasione fiscale», auspica Merola, aggiungendo subito dopo: ma non come a Napoli, «dove contro Equitalia sono scesi in piazza cittadini e camorra». (conchita sannino, repubblica napoli, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>In coda all’articolo, giusto per dovere di cronaca,</em></strong><em> vengono proposti tutti i nomi dei denunciati e la lista dei presunti reati attribuitigli (la cosa incoraggiante, guardando i video, è che probabilmente anche un avvocato laureato all’università del Trota riuscirà a tirare fuori i militanti da questo pasticcio, considerando l’assurdità della maggior parte delle accuse). Ma la Sannino, non ci crederete, ha uno scatto di orgoglio, e nonostante le sagaci analisi dei giorni scorsi, del tipo:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Leader dell&#8217;antagonismo di ieri e di oggi, capipopolo sotto i sessanta e giovani attivisti di Insurgencia, disoccupati dell´area flegrea e studenti del Cau, gli storici &#8220;nemici&#8221; di CasaPound. Se aveva un obiettivo l´assalto di due giorni fa agli uffici di Equitalia, a centrarlo è stato un variegato &#8220;cartello&#8221; che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, mira ad accreditarsi come «portabandiera del conflitto» a Napoli. (conchita sannino, repubblica napoli, 13 maggio 2012)<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>O ancora:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E intanto Napoli si conferma focolaio di tensioni su vasta scala. Un filo rosso legherebbe il centro studi perquisito lo scorso marzo a Montesanto, su disposizione del procuratore Rosario Cantelmo, agli anarchici che hanno rivendicato l´attentato al dirigente di Ansaldo, a Genova. (conchita sannino, repubblica napoli, 13 maggio 2012)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> …chiosa, nell’articolo di quest’oggi, indignandosi</em></strong><em> nei confronti di qualsiasi sospetto di collusione con la camorra, per i manifestanti denunciati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Che nessuno, da oltre i confini del Po’</em></strong><em> si permetta di gettare fango su di loro. Cercatevi dei manifestanti violenti a casa vostra, e lasciate a </em>Repubblica Napoli<em> i “cartelli del conflitto” e i “professionisti del caos”! Claro?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>a cura di pazzaglia<strong></strong></em></p>
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		<title>Rifiuti in Provincia di Napoli: verso una nuova emergenza?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:15:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><div><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/terremoto-abruzzo-rifiuti-zero-campania-raccoglie-fondi.png" rel="shadowbox[sbpost-3055];player=img;" title="rete rifiuti zero"></a>Ho letto il resoconto integrale della seduta di audizione della Commissione Consiliare Speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati, tenutasi il 4 maggio 2012 su” Problematiche afferenti il territorio di Quarto–località Il Castagnaro”  alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali</div><p>&#8230; <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3055" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3055"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><div><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/terremoto-abruzzo-rifiuti-zero-campania-raccoglie-fondi.png" rel="shadowbox[sbpost-3055];player=img;" title="rete rifiuti zero"><img class="alignleft size-full wp-image-971" title="rete rifiuti zero" src="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/terremoto-abruzzo-rifiuti-zero-campania-raccoglie-fondi.png" alt="" width="100" height="108" /></a>Ho letto il resoconto integrale della seduta di audizione della Commissione Consiliare Speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati, tenutasi il 4 maggio 2012 su” Problematiche afferenti il territorio di Quarto–località Il Castagnaro”  alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali Amato (presidente), Amente (vicepresidente), Corrado (segretario),  Vardè (commissario straordinario per l’individuazione delle discariche), Mastrolitto (commissario straordinario comune Pozzuoli), Di Falco (presidente consiglio comune Quarto), Salatiello (vicesindaco comune di Quarto), Sabino, De Vivo, Secone, Tiseo, Perugini, Martusciello (consiglieri comune di Quarto).</div>
<div>L’impressione che ne ho tratto rinforza una previsione obbligata che discende dalla responsabile inefficacia del governo regionale nell’affrontare le reali cause, tuttora esistenti, delle periodiche crisi circa lo smaltimento dei rifiuti urbani: <strong><em><span style="text-decoration: underline;">siamo prossimi ad una nuova emergenza</span></em></strong>! Niente di nuovo, quindi! L’attuale amministrazione regionale segue le orme della precedente! Nel senso che da stato emergenziale cronico, senza impianti in grado di smaltire i rifiuti per i prossimi 3-4 anni, stiamo per transitare da una fase senza la spazzatura dispersa lungo le strade ad una prossima situazione in cui i rifiuti saranno accumulati lungo le vie.</div>
<div>Altra impressione, scontata: la responsabilità sarebbe dei cittadini.</div>
<div>Altra conseguenza forzata: solo costruendo gli impianti previsti dalla legge n° 1/2011 e dal nuovo Piano Rifiuti regionale si potrà “normalizzare” il ciclo dei rifiuti. Fra tre o quattro anni, se tutto va bene!</div>
<div>La discarica di Chiaiano è ferma in seguito agli accertamenti eseguiti nell’ambito dell’Incidente Probatorio nel quadro delle indagini avviate dalla Procura di Napoli. La discarica di Terzigno è ormai in via di chiusura; pochi mesi ancora e cesserà di funzionare. Si potrebbero usare ancora per alcuni mesi le discariche di Tufino e Chiaiano per accumulare rifiuti o suoi derivati per la ricomposizione della copertura? In situazione di emergenza potrebbe essere forzata una simile soluzione. E poi? Rimangono le discariche in altre province (Caserta, Benevento e Avellino) o si deve predisporre una o piu’ discariche in Provincia di Napoli, a tutti i costi. Situazioni già vissute negli anni passati: assurdamente ripetitive che testimoniano l’incapacità di amministrare una regione nel rispetto dello statuto regionale, a vantaggio di tutti i cittadini e della tutela delle risorse primarie e della salute. Incapacità amministrativa palesemente bipartisan, funzionale a spendere disinvoltamente il denaro pubblico con vantaggi sempre bipartisan (i settori avvantaggiati non sono solo quelli delle coalizioni partitiche ma delle lobby nazionali e locali che controllano di fatto il territorio, che finora hanno tranquillamente lucrato parassitariamente sullo scandalo-emergenza-rifiuti). Ma chi sono queste lobby: basta andare a controllare chi si è aggiudicato gli appalti milionari, chi a valle ha realizzato i lavori e i trasporti, dove sono ubicate le varie opere e che tipo di controllo “militare-civile” sia strettamente esercitato su quei territori. Naturalmente non bisogna dimenticare chi opera  con varie funzioni pubbliche nella sfera di questi gruppi che si distinguono per diversi tipi di scoppiettii: botti da champagne e botti che dopo lasciano puzza di polvere da sparo.</div>
<div>Altre considerazioni riguardano lo strano fenomeno che ha caratterizzato questi anni di decreti legge e di leggi emanate con grande urgenza, perché sempre si doveva salvare la patria. Considerazioni che devono fare ricorso a scenari fantastici, frutto di allucinazioni della mente! I primi interventi legislativi d’urgenza iniziano nel maggio 2007 e sono stati rilanciati alla grande nel maggio 2008 con la prescrizione di discariche e inceneritori. Strano che dopo quattro anni non sia stato realizzato nessuno degli inceneritori milionari. Perché? L’urgenza di costruirli era sbandierata dai mass media che diffondevano le immagini delle aree urbane sommerse dai rifiuti…e poi…l’urgenza svaniva misteriosamente. Si tratta di lavori ultramilionari da realizzare con denaro pubblico e di impianti che grazie al CIP6 frutteranno guadagni ultramilionari per almeno 20 anni. Sono lavori molto ambiti perché i guadagni sono consistenti e i rischi pari a zero…se si sta al gioco. Le difficoltà possono essere ricercate solo nelle estenuanti trattative, tra “chi può”, per spartire la torta! Tanto a “chi può” non importa niente della tutela delle risorse locali e della salute dei cittadini! Quello che conta è fare soldi facili senza rischi d’impresa. Le trattative sono lunghe e vanno spesso ritrattate in relazione alla dinamica socio-politica-scoppiettante? E chi se ne importa! Può darsi che finalmente gli accordi siano stati raggiunti: un inceneritore a me, uno a te e così via.</div>
<div>Abbandonati gli scenari fantastici ritorniamo all’incontro presso la Commissione Consiliare Speciale.</div>
<div>Ancora una volta emerge una insana situazione: gli amministratori eletti e pagati abdicano al loro ruolo incaricando un Prefetto di realizzare ad ogni costo alcuni interventi a notevole impatto ambientale e socio-economico che prevedono necessariamente di agire contro alcune leggi, come dichiarato dal Dr. Vardè. Chi non sa governare per tutti i cittadini nel rispetto dello statuto regionale tradisce il mandato avuto dai cittadini.<strong><em><span style="text-decoration: underline;">Allora, che si sciolga questo Consiglio Regionale nel quale scarseggiano i veri difensori di tutti i cittadini e delle risorse ambientali di importanza strategica!</span></em></strong> Tanto è da anni che “chi può” governa di fatto! E i risultati devastanti si vedono!</div>
<div>Franco Ortolani</div>
<div>Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II,                                                    15 maggio 2012</div>
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		<title>Manifestazione nazionale dell’acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:07:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/acquapubblica_logo_RGB.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3053];player=img;" title="acquapubblica_logo_RGB"></a>Roma, sabato 2 Giugno 2012</strong></span></p>
<p><strong>Ore 15.00 P.zza della Repubblica</strong></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><strong>LA REPUBBLICA SIAMO NOI<br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><em><strong>Manifestazione nazionale</strong></em></span></p>
<div><em><strong>per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un&#8217;alternativa alle politiche d&#8217;austerità del</strong></em></div><p>&#8230; <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3053" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3053"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/acquapubblica_logo_RGB.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3053];player=img;" title="acquapubblica_logo_RGB"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-469" title="acquapubblica_logo_RGB" src="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/acquapubblica_logo_RGB-150x150.jpg" alt="Acqua pubblica" width="150" height="150" /></a>Roma, sabato 2 Giugno 2012</strong></span></p>
<p><strong>Ore 15.00 P.zza della Repubblica</strong></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><strong>LA REPUBBLICA SIAMO NOI<br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><em><strong>Manifestazione nazionale</strong></em></span></p>
<div><em><strong>per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un&#8217;alternativa alle politiche d&#8217;austerità del Governo e dell&#8217;Europa</strong></em></div>
<div>
<p><em><strong>Ad un anno</strong></em> dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.</p>
<p><em><strong>Non solo</strong></em>. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell&#8217;istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall&#8217;altra le politiche d&#8217;austerità ridimensionano il ruolo dell&#8217;intervento pubblico per poi alimentare l&#8217;idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.</p>
<p><em><strong>E&#8217; in atto</strong></em> il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle &#8220;esigenze dei mercati&#8221; sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.</p>
<p><em><strong>Il 2 giugno</strong></em> è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.</p>
<p><em><strong>Ma la Repubblica siamo noi.</strong></em></p>
<p><em><strong>Le donne e gli uomini</strong></em> che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.</p>
<p><em><strong>Le donne e gli uomini</strong></em> che, come nel resto d&#8217;Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.</p>
<p><em><strong>Le donne e gli uomini</strong></em> che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.</p>
<p><em><strong>Crediamo sia giunto</strong></em> il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.<br />
Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.<br />
Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.</p>
<p>Promuovono: <a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7382" >Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua</a></p>
<p>Per adesioni scrivere a <a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org" >segreteria@acquabenecomune.org</a><span style="color: #888888;"><br />
</span></div>
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		<title>A Roma un corteo silenzioso per il 64° anniversario della Nakba</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:03:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><strong><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/palestina2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3050];player=img;" title="palestina"></a>Per ogni palestinese il 15 maggio, ovunque si trovi, è giorno di memoria e di dolore. Ed è per questo che domani, dalle 18, sfilerà per le strade di Roma una marcia silenziosa in ricordo della Nakba (catastrofe), che colpì nel 1948 la terra di Palestina e il suo</strong>&#8230; <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3050" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3050"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><strong><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/palestina2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3050];player=img;" title="palestina"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-967" title="palestina" src="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/palestina2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per ogni palestinese il 15 maggio, ovunque si trovi, è giorno di memoria e di dolore. Ed è per questo che domani, dalle 18, sfilerà per le strade di Roma una marcia silenziosa in ricordo della Nakba (catastrofe), che colpì nel 1948 la terra di Palestina e il suo popolo.   </strong></p>
<p><strong> Per rivivere il giorno in cui 9 città palestinesi e 53 villaggi furono letteralmente cancellati dalla cartina geografica, costringendo oltre 900 mila palestinesi ad abbandonare le loro case, domani un corteo silenzioso</strong><strong> partirà da Piazza della Repubblica</strong><strong> di Roma, alle 18</strong><strong>, per arrivare a Piazza dell’Esquilino</strong><strong> (Santa Maria Maggiore), dove verranno simbolicamente ricreati i campi profughi dove tutt’ora vivono gran parte delle persone cacciate dalla loro terra. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Promosso dai Giovani Palestinesi</strong><strong> e dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio</strong><strong>, con il sostegno di tutte le realtà amiche della città, sul palco del 15 maggio</strong><strong> si alterneranno testimonianze e collegamenti telefonici con i Territori Occupati e la Striscia di Gaza, ma anche proiezioni di video storici, musiche e canti tradizionali, con una cena araba offerta dagli organizzatori.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Oggi i palestinesi che resistono nei propri villaggi e città vivono in condizioni impossibili, dall’assedio di Gaza all’occupazione dei Territori in regime di apartheid, fino ai tantissimi campi profughi che ospitano ancora la diaspora palestinese. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma il Popolo palestinese non si arrende, e continua a resistere e a lottare, rivendicando il diritto alla libertà, alla dignità e alla vita sulla propria terra. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per questo in tutto il mondo, il 15 maggio rappresenta una giornata di memoria </strong><strong>e dolore, </strong><strong>ma anche di resistenza </strong><strong>e lotta. </strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Anche a Roma la Nakba sarà vissuta così.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">In mattinata, all’Università La Sapienza di Roma un volantinaggio annuncerà  l’iniziativa che si svolgerà alle 19 in Piazza dell’Esquilino. Il volantinaggio proseguirà alle 17 in Piazzale Aldo Moro e un corteo, che simulerà l’esodo forzato al quale i palestinesi furono costretti, muoverà alle 18 da Piazza della Repubblica per raggiungere Santa Maria Maggiore alle 19</span>.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il corteo sarà guidato da uomini e donne in costumi tradizionali</strong><strong>, nel silenzio colpevole che tutt’ora avvolge la tragedia del Popolo palestinese. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Rete Romana</strong><strong> di Solidarietà con il Popolo Palestinese aderisce, sostiene e partecipa con convinzione all’iniziativa, rivolgendo un caloroso invito a quanti e quante hanno a cuore il rispetto dei diritti, la libertà dei popoli e la pace nella giustizia, ribadendo che senza la loro libertà non </strong><strong>saremo mai liberi e libere.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Precarietà, discriminazione, lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaggregato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio Vostok]]></category>
		<category><![CDATA[Locali]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati di base]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/logo_USB.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3047];player=img;" title="logo_USB"></a>precarietà, discriminazione,lavoro:analisi critiche e pratiche di intervento<br />
19 maggio 2012 &#8211; ore 19.00 &#8211; Area Parco ex Salid &#8211; SALERNO<br />
discutono:<br />
Gennaro Avallone<br />
Dipartimento Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione<br />
Università di Salerno<br />
Dario Barbirotti<br />
Consigliere IDV &#8211; Regione Campania<br />
Irene&#8230; <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3047" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.radiovostok.com/sito/?p=3047"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wb_fb_top'><div style="float:right;"></div></div><p><a href="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/logo_USB.jpg" rel="shadowbox[sbpost-3047];player=img;" title="logo_USB"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-478" title="logo_USB" src="http://www.radiovostok.com/sito/wp-content/uploads/logo_USB-150x150.jpg" alt="usb" width="150" height="150" /></a>precarietà, discriminazione,lavoro:analisi critiche e pratiche di intervento<br />
19 maggio 2012 &#8211; ore 19.00 &#8211; Area Parco ex Salid &#8211; SALERNO<br />
discutono:<br />
Gennaro Avallone<br />
Dipartimento Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione<br />
Università di Salerno<br />
Dario Barbirotti<br />
Consigliere IDV &#8211; Regione Campania<br />
Irene Bregola<br />
Segreteria Nazionale PRC<br />
Loredana De Petris<br />
Coordinamento nazionale SEL<br />
Enzo De Vincenzo<br />
Esecutivo regionale &#8211; USB Campania<br />
Omar El Mrisi<br />
Lavoratore berbero di nazionalità marocchina<br />
Pierpaolo Leonardi<br />
Coordinatore nazionale &#8211; Confederazione USB<br />
Manuela Palermi<br />
Segreteria nazionale PdCI<br />
Paolo Patanè<br />
Presidente nazionale Arcigay</p>
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		<title>dal sito della Provincia</title>
		<link>http://napoli.indymedia.org/2012/05/16/dal-sito-della-provincia/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iso Bro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Globale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p>Raccolta delle manifestazioni di interesse alla partecipazione al Progetto I.A.M.M. (Intervento Alternativo Mirato alla Mobilità), consistente in un percorso di orientamento all&#8217;Autoimpiego.</p>
<p>a cura di Sviluppo Campania S.p.A., destinato prioritariamente ai soggetti in mobilità residenti nel Comune di Napoli, ma aperto anche agli altri disoccupati napoletani e finanziato a&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/05/16/dal-sito-della-provincia/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Raccolta delle manifestazioni di interesse alla partecipazione al Progetto I.A.M.M. (Intervento Alternativo Mirato alla Mobilità), consistente in un percorso di orientamento all&#8217;Autoimpiego.</p>
<p>a cura di Sviluppo Campania S.p.A., destinato prioritariamente ai soggetti in mobilità residenti nel Comune di Napoli, ma aperto anche agli altri disoccupati napoletani e finanziato a valere sulla Riserva Fondo Lire UNNRA del Ministero dell&#8217;Interno. da consegnare esclusivamente a mano presso il Protocollo Generale del Comune di Napoli, Palazzo San Giacomo, Piazza Municipio, 1</p>
<p>http://www.provincia.napoli.it/Micro_Siti/Lavoro/News_lavoro/Module_Content_0044.html?uri=/Micro_Siti/Lavoro/index.html</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>&gt; FA&#8217; RUGGIRE IL LEONE! &gt;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ERMETE FERRARO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerre globali]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>FA’ RUGGIRE IL LEONE! Compendio del Clingan-pensiero sul ruolo del JFC di Napoli<strong>                                                                                   </strong></p>
<p>Che da più di 60 anni la NATO abbia fatto <em>“la parte del leone”</em> in Italia, ed in particolare a Napoli, era cosa risaputa. D’altronde, il leone di S. Marco, che campeggia sul vessillo del Comando&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/05/16/fa-ruggire-il-leone-2/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FA’ RUGGIRE IL LEONE! Compendio del Clingan-pensiero sul ruolo del JFC di Napoli<strong>                                                                                   </strong></p>
<p>Che da più di 60 anni la NATO abbia fatto <em>“la parte del leone”</em> in Italia, ed in particolare a Napoli, era cosa risaputa. D’altronde, il leone di S. Marco, che campeggia sul vessillo del Comando NATO per il Sud Europa (<em>AFSOUTH</em>), non è mai stato un semplice omaggio alla potenza dell’antica repubblica marinara di Venezia, ma un ben preciso segnale di dominio dell’Alleanza Atlantica sul Mediterraneo.</p>
<p>Basta aprire la <em>home-page</em> del sito web del Quartier generale di Bagnoli – denominato nel 2004 “Allied <em>Joint Force Command</em> Naples” – per apprendere che il JFC: <em>“prepara, pianifica e conduce operazioni militari al fine di preservare la pace, la sicurezza e l’integrità territoriale degli stati-membri dell’Alleanza e la libertà dei mari e le linee economiche vitali lungo tutta l’area di responsabilità (AOR) del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) ed oltre”. </em>(<a href="http://www.jfcnaples.nato.int/">www.jfcnaples.nato.int</a> )</p>
<p>E’ evidente che per i signori della NATO resta valido il vecchio motto latino <em>“Si vis pacem para bellum”</em>, mutuato da citazioni di Vegezio, Cornelio Nepote e, soprattutto, del Cicerone delle <em>Filippiche </em>(<em>“Si pace frui volumus, bellum gerendum est”</em>)<em>. </em>Eppure sembra evidente la contraddizione, l’<em>ossimoro </em>organizzativo, di ben 22 nazioni che, sotto la guida d’un vertice obbligatoriamente statunitense, da sei decenni occupano militarmente una parte della città di Napoli, predisponendosi a combattere proprio per difendere la <em>pace,</em> la <em>sicurezza</em> e <em>l’integrità territoriale</em>…</p>
<p>Fatto sta che quest’immagine evidentemente non risultava abbastanza bellicosa se, fin dal <em>summit</em> di Praga del 2002, la NATO ha avviato una profonda <em>‘trasformazione’</em> e <em>‘riorganizzazione’</em> dell’Alleanza, finalizzata – per citare ancora il sito del JFC – ad <em>“…adeguare la struttura militare alleata alle sfide operative di una guerra di coalizione, per fronteggiare le minacce emergenti nel nuovo millennio” </em>(ivi)). Negli anni 2000, l’ambigua ed allusiva aggiunta di <em>“ed oltre”</em> all’indicazione dell’area di competenza del comando sud-europeo della NATO si è di fatto concretizzata in un notevole allargamento degli scenari d’intervento dell’Alleanza, con un molto maggiore attenzione alle c.d. <em>“linee economiche vitali”</em> dell’imperialismo capitalista che ad altre, più nobili, motivazioni. La sua struttura di comando, inoltre, è stata <em>“reshaped”</em> <em>, </em>cioè ridisegnata, per renderla<em> “…più snella, flessibile e focalizzata sullo svolgimento di una più ampia gamma di missioni” </em>(ivi).</p>
<p>Uscendo dal gergo militar-politichese, questo significa che anche al Comando NATO di Napoli è stato da tempo attribuito un compito molto più <em>“operativo”</em>, espressione eufemistica per indicare un chiaro ruolo di combattimento. Non a caso, la sezione del sito del JFC che illustra le fasi di questo processo di <em>“transizione”</em> s’intitola: <em>“Let the Lion Roar”</em>, che potremmo tradurre con: <em>“Fa’/lascia ruggire il Leone”. </em>E’ evidente l’auspicio di un risveglio del vecchio felino marciano, la cui spada sguainata sembrerebbe aver definitivamente vanificato la scritta “pax” sul librone sorretto dalla stessa zampa. A dimostrare che si tratta di un autentico ed irreversibile cambiamento, se restasse qualche dubbio, provvede l’articolo citato, che riferisce il pensiero dell’Amm. Bruce W. Clingan, nominato dallo scorso febbraio al vertice del Comando JFC di Napoli.</p>
<p><em>&lt;&lt;…”La guerra è un fatto politico. Noi non lo siamo” – ha detto Clingan – </em><em>Con queste persuasive parole, i periodici sforzi del comandante per comunicare col personale civile e militare ed alle nazioni che contribuiscono a supportare la sistemazione di questa sede operativa tracciano il quadro entro cui attuare la transizione verso un comando di combattimento bellico. Per prima cosa dobbiamo padroneggiare l’arte di combattere una guerra – ha aggiunto. Clingan ha continuato a spiegare che le nazioni che hanno contribuito all’Alleanza devono essere preparate a dar seguito ad un conflitto “high end” (cioè: di alto livello) che, ad esempio, comprenda, senza limitarsi ad esse, le specialità  che vanno dal campo informatico ad altre operazioni, sia ‘cinetiche’ sia ‘non-cinetiche’…&gt;&gt; </em>(<a href="http://www.jfcnaples.nato.int/page193432.aspx">http://www.jfcnaples.nato.int/page193432.aspx</a>).</p>
<p>Non mi pare che ci sia da interpretare tali affermazioni che, a parte gli ultimi riferimenti più tecnici, sono fin troppo esplicite. Il comandante Clingan ha ripetuto anche in seguito il concetto secondo il quale il carattere operativo della sede di Napoli (e tra poco di Lago Patria) deve diventare prevalente, caratterizzandola quindi in senso decisamente bellico più che organizzativo.</p>
<p><em>&lt;&lt;Egli ha riconosciuto che l’approccio collettivo per conseguire la sua priorità numero uno, quella di trasformare questo quartier generale in un comando di combattimento bellico, richiederà ‘scelte sagge’ e che valuta i contributi e le idee dei leader ad ogni livello all’interno del comando. “Ciò che conta è la leadership ed il coraggio – ha affermato.</em> <em>Spiegando che questa trasformazione non riguarda solo il trasferimento alla nuova sede di Lago Patria, Clingan ha detto che c’è una forte motivazione verso il cambiamento. “Le organizzazioni devono essere in grado di adattarsi alle circostanze, che cambiano rapidamente ed in profondità”, ha detto. “La NATO è su questa strada”…&gt;&gt;</em>(ivi).</p>
<p>Ancora una volta viene sbandierata la nuova politica efficientista ed interventista dell’Alleanza Atlantica, motivandola ovviamente con l’esigenza di adeguarla alle mutate situazioni internazionali ed alle nuove <em>“sfide alla sicurezza”. </em>Una sede già importante come quella di Napoli, di conseguenza, ha già assunto un fondamentale peso strategico ed il suo Comandante non ha dubbi in proposito:</p>
<p><em>&lt;&lt;Una struttura di comando più snella, che capitalizza meglio le strutture di comando e controllo all’interno della struttura della forza NATO ed utilizza una tecnologia più aggiornata, è necessaria per consentire all’Alleanza di mantenere il suo livello di ambizione, per mantenere una robusta capacità di comando e controllo e dispiegabili capacità militari,  e per prevalere nelle operazioni in un ambiente dinamico e complesso, tra missioni concordate e capacità della NATO&gt;&gt;.</em></p>
<p>L’efficienza tecnologica ed organizzativa cui tende l’Alleanza Atlantica (e conseguentemente il  comando di Napoli), sostiene Clingan,  è uno strumento per dirigerne e controllarne sempre più la struttura, con l’esplicita finalità di assicurarne<em> ‘il livello di ambizione’</em> proprio attraverso la sua operatività militare come <em>“warfighting headquarters”. </em></p>
<p>Ecco, allora, che è proprio il suo Comandante per il sud-Europa che contribuisce a smascherare la versione un po’ <em>addomesticata </em>e pacioccona della NATO, presentata come baluardo posto a difesa della libertà dei suoi paesi-membri. Altro che <em>pace</em>, <em>sicurezza</em> ed <em>integrità territoriale</em>! Questi tre concetti, sebbene sventolati nel messaggio di apertura del sito del JFC, fanno oggettivamente a pugni con un’alleanza già aggressiva, minacciosa e multinazionale, che si propone senza troppi giri di parole di far diventare le sue sedi operative sempre più comandi per operazioni belliche.</p>
<p>A cancellare quest’evidente <em>escalation</em> imperialista non basteranno certamente le sottili strategie di <em>“public relations”</em> avviate dallo stesso JFC nei confronti dei residenti nell’area in cui la sua sede si trasferirà dalla fine del 2012 (vedi il mio precedente articolo: <em><a href="http://ermeteferraro.wordpress.com/2012/04/30/lago-patria-un-preoccupante-neo-nato/">“Un preoccupante…neo-NATO”</a></em>). Nello stesso sito web, infatti, si moltiplicano le notizie riguardanti iniziative di apertura verso i cittadini giuglianesi, in nome di un improbabile concetto di <em>“buon vicinato”</em> della comunità locale con questo ingombrante e pericoloso comando militare.</p>
<p><em>&lt;&lt; La sensibilizzazione pubblica del JFC di Napoli nei confronti delle scuole locali, degli ospedali e di altre istituzioni stabilite ha lo scopo di contribuire ad accrescere la comprensione tra la NATO e la comunità locale. Dal momento che il quartier-generale del JFC di Napoli diventa sempre più connesso con i suoi prossimi vicini, l’obiettivo è per i suoi cittadini quello di vedere il JFC come un contributo a stabilire sani e duraturi legami tra le forze armate e la comunità locale.&gt;&gt; </em>( <a href="http://www.jfcnaples.nato.int/page372604617.aspx">http://www.jfcnaples.nato.int/page372604617.aspx</a> ).</p>
<p>Le visite di scolaresche alla base radar di Licola o al quartier-generale di Bagnoli, come pure i ‘cordiali’ incontri di funzionari NATO con sedicenti ‘rappresentanti’ della cittadinanza giuglianese presso la nuova sede di lago Patria, date queste premesse, assomigliano quindi alle visite delle famigliole al giardino zoologico, dove i “leoni” appaiono dei pacifici gattoni, ma solo dietro le sbarre…</p>
<p>Eppure, in occasione del vertice NATO di maggio 2012 – prudentemente spostato a Camp David dopo che nella blindata Chicago l’atmosfera era diventata incandescente… – il vecchio <em>leone </em>tornerà a lanciare i suoi minacciosi ruggiti. E lo farà soprattutto attraverso la suadente voce del Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, che ha già anticipato il suo intervento.</p>
<p><em>&lt;&lt;Dopo le guerre in tre continenti – Jugoslavia, Afghanistan e Libia – e le operazioni navali permanenti nel Mar Mediterraneo e nel Mare Arabico, Clinton prevede che il vertice di Chicago permetterà di consolidare ed espandere il ruolo dell’unico blocco militare nel mondo come forza globale interventista: “A Chicago costruiremo questi partenariati, come promesso. Riconosceremo i contributi operativi, finanziari e politici dei nostri partner, in una serie di sforzi per difendere i nostri valori comuni nei Balcani, Afghanistan, Medio Oriente e Nord Africa”….&gt;&gt;   </em>( <a href="http://www.eurasia-rivista.org/a-chicago-il-vertice-per-consolidare-la-nato-globale/15079/">http://www.eurasia-rivista.org/a-chicago-il-vertice-per-consolidare-la-nato-globale/15079/</a>)</p>
<p>Contro questa nuova sfida globale della NATO alla pace, alla sicurezza ed all’integrità territoriale, però, c’è chi non è disposto ad abbassare la testa ed a ripetere l’ennesimo “signorsì”. Ecco perché anche a Napoli ed a Giugliano – Lago Patria chi è per la pace, per il disarmo e la smilitarizzazione del territorio esprimerà la propria protesta e lancerà una campagna di controinformazione, di mobilitazione e di resistenza nonviolenta alla guerra.</p>
<p>Lasciamo pure che il leone della NATO ruggisca, ma non dimentichiamo mai la celeberrima favola di Fedro su quel leone che, dopo la caccia con altri animali più deboli, si aggiudicò arrogantemente tutta la preda (“<em>totam praedam sola improbitas abstulit”</em>). La morale della storia era e resta sempre la stessa: <em>“Numquam est fidelis cum potente societas”, </em>cioè: “Non c’è mai da fidarsi di un’alleanza con un potente”…!<em> </em></p>
<p><strong>© </strong>2012 Ermete Ferraro (<a href="http://ermeteferraro.worpress.com/">http://ermeteferraro.worpress.com</a> )</p>
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		<title>Oroscopi e frontiere, omaggio a Fortini</title>
		<link>http://www.napolimonitor.it/2012/05/15/12879/loroscopo-e-le-frontiere-omaggio-a-fortini.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaggregato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli Monitor]]></category>
		<category><![CDATA[L'oroscopo di Foucault]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span class="capoverso-blu">Oroscopo di Foucault 16 – 31 maggio 2012</span></p>
<p><strong>Questioni di frontiera &#8211; [omaggio a Franco Fortini]</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>Ariete</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/ariete.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ></a>Tra Franco Fortini e Pier Paolo Pasolini</span> non correva “buon sangue”. Oggi può apparire strano che due tra le maggiori figure del novecento, accomunati tra l&#8217;altro da un comune sentire politico, non&#8230; <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/15/12879/loroscopo-e-le-frontiere-omaggio-a-fortini.html" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/15/12879/loroscopo-e-le-frontiere-omaggio-a-fortini.html"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="capoverso-blu">Oroscopo di Foucault 16 – 31 maggio 2012</span></p>
<p><strong>Questioni di frontiera &#8211; [omaggio a Franco Fortini]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ariete</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/ariete.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="size-thumbnail wp-image-8535 alignleft" title="ariete" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/ariete-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tra Franco Fortini e Pier Paolo Pasolini</span> non correva “buon sangue”. Oggi può apparire strano che due tra le maggiori figure del novecento, accomunati tra l&#8217;altro da un comune sentire politico, non riuscissero a trovare un punto di incontro e di equilibrio, ma è così. Tra l&#8217;altro Fortini si arrabbiò moltissimo quando, nel 1968, Pasolini prese le parti dei poliziotti contro gli studenti universitari. Fortini scrisse parole durissime contro di lui. Parole che preferì non pubblicare e che lesse solo privatamente a Pasolini e che pubblicò solo qualche anno dopo la sua morte. Fortini scrisse questi durissimi versi dedicati a P. “la mia prigione vede più della tua libertà”. Ciò nonostante tra i due non mancò un riconoscimento reciproco e il tono della polemica fu sempre alto. Tutto questo per dirvi una sola cosa. Le discussioni più aspre hanno un senso solo se le fate con persone che meritano in qualche modo la vostra attenzione. Altrimenti si trasformano in litigi e servono solo a farvi perdere tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Toro</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/toro.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8870" title="toro" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/toro-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>“Non si può compiere nessuna giustizia storica</span> se non si impegna il futuro. Non ci può essere nessuna responsabilità altrui e passata verso il nostro presente se non nella misura in cui ve n&#8217;è una nostra verso l&#8217;avvenire. Scegliere una discendenza vuol dire scegliere una tradizione”. Così scriveva Fortini. E quindi, se volete muovervi nel vostro presente dovete avere ben chiaro quale futuro avete impegnato. Ora la domanda che potreste legittimamente porre è “verso quale direzione allora dovremmo muoverci?”. Chiedereste cose che vanno oltre questo povero oroscopo. Forse, non si tratta solo di porre domande o cercare risposte. Si tratta di porgere l&#8217;orecchio al silenzio che abbiamo intorno. E provarne a scrivere una musica che non sia rumore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gemelli</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/gemelli.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8869" title="gemelli" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/gemelli-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a><span class="capoverso-blu">“Noi siamo al mondo per trasformare</span> il destino in libertà”. È una frase di Cesare Pavese che ho ritrovata in un articolo di Franco Fortini. Tra i due è rimasto un sospeso di lettere ormai non spedite. L&#8217;ultimo appunto di Pavese prima che si togliesse la vita riguarda proprio il giovane Fortini che doveva cominciare una collaborazione alla sua nuova rivista. E Fortini ha per molti anni conservato una lettera scritta a Pavese il giorno prima del suo suicidio, non spedita solo a causa di un ritardo. Vabbè, stiamo un po&#8217; divagando. Tiriamo le somme da quello che questi due poeti ci possono insegnare. Primo, a voi che siete pigri, raccomandiamo di non tenere chiusi nel cassetto né lettere né pensieri. Secondo, tenete sempre a mente, siamo qui per trasformare il destino in libertà, mica a pettinare bambole!</p>
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<p><strong>Cancro</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/cancro.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8868" title="cancro" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/cancro-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Cesare Pavese ha detto che non è scrittore</span> e non lo sarà chi non accetta di esserlo nel suo tempo, chi rimanda, continuamente all&#8217;avvenire, alla modificazione del presente la felicità che invece dovrebbe avere subito. Aggiunge Fortini a questo pensiero “forse il consiglio di Pavese vale per ogni vita, e la verità di ogni vita è in quella parte che si rallegra di se medesima o si rallegra anche negandosi, anche contenendosi. In questo senso l&#8217;uomo è la sua felicità, la sua riuscita”. La nostra (e la vostra felicità) non sarà data in un mondo in cui non esistono dolore e angoscia, ma quando impareremo a usare strumenti comuni per la lotta contro il dolore e la miseria.</p>
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<p><strong>Leone</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/leone.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8867" title="leone" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/leone-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Nel 1968 sulla porta dell&#8217;università di Milano</span> campeggiava una grande scritta in rosso, “Università Occupata”. Qualcuno poi aveva aggiunto sotto, a caratteri ancora più grandi la parola “SEMPRE”. Partiva da questo particolare Franco Fortini per spiegare il significato della parola amore. Questo bisogno di durata, questo rifiuto del mutamento è ciò che unisce il combattimento per la salvezza della propria integrità con la più profonda esigenza dell&#8217;amore, scriveva. Ma fate attenzione, quanto più si sa che per sempre non esiste tanto più si chiede il sempre. Perché, aggiungeva F., “quel sempre e quell&#8217;amore devono essere delusi (…). Quella gioventù deve essere oltrepassata per poterla conservare, lo sappiamo. Perché la volontà e l&#8217;amore verso il sempre non deperiscano nella nostalgia per quel sempre, ma siano sempre volontà e amore”. Non temete di oltrepassare le cose se avete voglia che durino per sempre.</p>
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<p><strong>Vergine</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/vergine.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8866" title="vergine" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/vergine-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Ci sono due tipi di memoria nozionistica, quella a breve termine e quella a lungo termine. Nella breve vanno a finire le nozioni che utilizziamo per poco, nell&#8217;altra quelle che torneremo ad adoperare. Nulla di nuovo, direi, questo lo sappiamo bene. A maggiore ragione lo sapete voi, sempre puntigliosi nell&#8217;annotare le cose. “Ma la memoria &#8211; scrive Fortini &#8211; non è ricordo di fatti, di episodi e neanche documentazione di clima, di temperie, di contesti […] memoria è soprattutto giudizio storico, è giudizio storico quello che fa capire quello che abbiamo davanti e non soltanto quello che abbiamo alle spalle”. La memoria serve a ricordare il futuro.</p>
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<p><strong>Bilancia</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/bilancia.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8876" title="bilancia" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/bilancia-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a><span class="capoverso-blu">“Non riusciranno mai a toglierci dal cuore</span> la certezza che qualcosa può mutare nella sorte degli uomini e dell’uomo”, diceva un vecchio poeta [Franco Lattes, in arte Franco Fortini]. E poi aggiungeva, “diciamolo chiaro se vogliamo combattere la bestialità e l’ingiustizia intorno a noi, ciò non è solo perché crediamo in una umanità nuova, ma perché quella bestialità e ingiustizia fa bestie e ingiusti noi che ne siamo complici. La misura della eguaglianza è nella coscienza della diversità, è malgrado la diversità che ci sentiamo fratelli”. Ecco in questi giorni è così dovete combattere le bestialità e le ingiustizie, non per vincere ma per non esserne complici.</p>
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<p><strong>Scorpione</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/scorpione.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8875" title="scorpione" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/scorpione-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>In occasione dell&#8217;anniversario del 1991</span> della strage di Bologna i familiari delle vittime chiesero a Fortini di scrivere una poesia da leggere in piazza. La poesia terminava così: “Dicono che il mercato/ è sistema di informazione perfetto/ di quello che la gente preferisce. Ma quello che non sappiamo di volere/quello che non sappiamo di vedere? Abita dove il mercato finisce. Dove le lacrime non parlano; sono là dove se ne è andato il vento/alto altissimo su tutta l&#8217;Emilia Romagna, l&#8217;Italia, l&#8217;Europa, l&#8217;Oltremondo/il vento che agli altimetri non parla/ma solo, la notte, a qualcuno e per sempre”. Non sappiamo dove sono le cose che non sapete di volere, né quelle che non sapete di vedere. Ma sappiamo che il vento della notte a voi dirà molte cose.</p>
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<p><strong>Sagittario</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/sagittario.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8874" title="sagittario" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/sagittario-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Le cose non mutano da sole.</span> Per meglio dire le cose non mutano da sole nella direzione che noi desideriamo. Secondo Marx il mutamento si sarebbe dato quando dall&#8217;estremo della propria miseria, finalmente chiara e visibile, null&#8217;altro da perdere ci sarebbe se non le proprie catene. Sappiamo che voi trascorrete ogni giorno a capire, a comprendere quale sia la direzione del cambiamento. Immaginarvi fermi non è possibile. Questo è quello che Fortini suggeriva a quelli come voi. “Capire il mondo intorno a sé è anche occuparsi di industria, di fabbriche, operai, lotte sindacali e politiche. È agirvi dentro. Credo che questo debba essere fatto. E non negare mai la propria parola, dove ci sia possibilità vera di recare offesa salutare agli offensori e giusta ingiustizia agli ingiusti”. Agite dentro il mondo, mi raccomando e non solo dentro i vostri pensieri, e cercate le parole giuste. Quelle che insegnano in quale direzione cercare i nostri compagni di viaggio.</p>
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<p><strong>Capricorno</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/capricorno.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8873" title="capricorno" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/capricorno-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a> <span class="capoverso-blu">Eh l’amore è sofferenza si sa.</span> Quello che è meno noto è quanto soffre chi deve ascoltare chi soffre per amore. Si, perché uno non sa che dire, cerca di sdrammatizzare senza però sminuire il dramma di chi soffre. Lo pensavo l&#8217;altra settimana, mentre raccoglievo le lacrime rotte di un amore disperato. Lei non lo ama, lui ha un&#8217;altra ma vorrebbe stare con lei, lei forse lo ama di nuovo. Roba simile. Sul momento sono stato lì muto ascoltatore. Poi, dopo, ho trovato questi versi [di Franco Fortini] che facevano al caso nostro.”Non credere che tutto sia finito, ragazzo. Spera, fatti una ragione della tua pena. Per il nostro cuore non c&#8217;è una primavera sola”. E per il vostro di cuore, quante primavere ci sono?</p>
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<p><strong>Acquario</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/acquario.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8872" title="acquario" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/acquario-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>“Gli oppressi sono oppressi e tranquilli,</span> gli oppressori tranquilli parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso credo di non sapere più di chi è la colpa. Scrivi mi dico, odia chi con dolcezza guida al niente gli uomini e le donne che con te si accompagnano e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici scrivi anche il tuo nome. Il temporale è sparito con enfasi. La natura per imitare battaglie è troppo debole. La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi” [Traducendo Brecht]. Questi sono tra i versi più belli che Fortini abbia mai scritto. Ve li dedichiamo, anzi dedicateveli per questa fine di maggio. Quando pensate che non valga la pena, quando tornerete a casa stanchi per il caldo e il lavoro e non si darà un amico e una birra fredda, quando gli altri vi sembreranno impegnati in cose più serie e importanti delle vostre, non smettete per questo di scrivere una ad una le pagine del vostro quotidiano resistere. Nulla è sicuro, certo, voi scrivete.</p>
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<p><strong>Pesci</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/pesci.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8871" title="pesci" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/pesci-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Capita spesso di incontrare persone</span> che soffrono per amore. Forse al loro vocabolario degli affetti manca la parola “riconoscere”. Riconoscere l&#8217;altro non è qualcosa che nasce dalla volontà. Scrive Fortini “la stretta anche più concorde di amanti beati può rilevarsi tormentosa e mortale se non ha l&#8217;arte di produrre qualcosa con le capacità dell&#8217;altro; se non fa accrescere nell&#8217;altro capacità di svolgimento, di azione e futuro; contro un margine costante d&#8217;ombra e dolore, guardandolo fisso”. La lotta per farsi riconoscere passa per il riconoscimento di tutti e sappiamo che non è nel vostro vocabolario che manca questa parola, ma in quello degli altri. Ricordate, compito di chi vi ama (o dice di farlo) è riconoscervi. E sta a voi riconoscere chi vi ama.</p>
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		<title>Pane e peperoni in salsa Lanzetta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaggregato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_12861" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/11.jpg" rel="lightbox[post-12860]" ></a><p class="wp-caption-text">(archivio disegni napolimonitor)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un giorno una professoressa che non stimavo mi disse,</span> dall’alto non so di cosa: «Devi imparare anche a raccontare i pensieri, non solo i fatti».</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Ho ripensato a questa frase leggendo il nuovo libro di Peppe Lanzetta,</span> <em>Pane</em>&#8230; <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/15/12860/pane-e-peperoni-in-salsa-lanzetta.html" class="read_more">Continua a leggere...</a></p> <a href="http://www.napolimonitor.it/2012/05/15/12860/pane-e-peperoni-in-salsa-lanzetta.html"><br /><i><small><strong>Continua a leggere</strong></small></i> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12861" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/11.jpg" rel="lightbox[post-12860]" ><img class="size-full wp-image-12861" title="11" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/11.jpg" alt="" width="600" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">(archivio disegni napolimonitor)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un giorno una professoressa che non stimavo mi disse,</span> dall’alto non so di cosa: «Devi imparare anche a raccontare i pensieri, non solo i fatti».</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Ho ripensato a questa frase leggendo il nuovo libro di Peppe Lanzetta,</span> <em>Pane e peperoni</em>, <em>una vita on the road (</em>A est dell&#8217;equatore, 2012), una raccolta di aneddoti, episodi e incontri, di fatti insomma, sempre efficaci nella costruzione narrativa e nella scrittura, messi in fila con buon ritmo e non in ordine cronologico, in cinquantasette brevissimi capitoli da massimo due pagine. All’interno del libro i pensieri ci sono, ma soprattutto nella prima parte non guastano il ritmo serrato che viene fuori dai racconti, tutti autobiografici. Verso la fine i capitoli dedicati alle riflessioni si fanno un po’ troppo frequenti, ma da queste viene comunque fuori un punto di vista interessante sulle cose (quelle che riguardano Napoli, più che quelle sugli scenari nazionali o internazionali).</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">La parte migliore, si diceva, è costituita dal racconto.</span> Lanzetta mischia vita privata e pubblica, raccontando se stesso, a rapporto con la mediocrità di personaggi quali i direttori di banca incrociati nella sua travagliata carriera da impiegato del Monte dei Paschi, o ancora gli incontri sorprendenti come quello con uno spaesato De Andrè nella casa di Clemente Mastella, a Ceppaloni. Fa ritratti &#8211; forse anche alla luce dell’ennesima “carriera” che sta provando a intraprendere, quella di pittore &#8211; sempre efficaci, divertenti, scritti come al solito in maniera informale ma pulita, e dai quali riesce a tirar quasi sempre fuori il contesto, quello dell’Italia postdatata e postideologica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Ne escono alla grande personaggi come Mia Martini, Franco Battiato,</span> Raffaella Carrà e Oreste Lionello. Il burbero Sergio Bruni, Maurizio Costanzo, Gianni Minà, James Senese, e il compagno di classe Pino Daniele, che fingeva di dormire al casello dell’autostrada, per non pagare la sua quota. Molto bello il ricordo dedicato a Troisi, così come le pagine scritte per Abel Ferrara, Gaetano Di Vaio, e tutti i figli del Bronx minore, che ce l’abbiano fatta o meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Se la forza di questi racconti, tuttavia, sta nel modo in cui vengono presentati,</span> come il ricordo di “uno come tanti”, che si trova senza sapere come al cospetto dei più grandi, anche le caratterizzazioni dei personaggi privati sono efficaci: su tutti la professoressa di spagnolo, inguaribile zitella <em>arruffianata</em> dagli alunni, e il bancario che si aggira nella <em>gay-night</em> napoletana, per poi imbattersi nel più lassista dei suoi impiegati, pieno di vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un libro, insomma, diverso da tutti gli</span> altri di Lanzetta, che ha il merito di essere prima di tutto divertente nella sua leggerezza. Basti pensare, d’altronde, che quella che probabilmente è la vera chicca del libro, si trova nelle note biografiche, quando in coda ai precedenti testi pubblicati e dopo due righe che ci ricordano che l’autore è tradotto anche in Germania, Austria e Brasile, il testo si chiude con un secco: “Nel 2000 è stato protestato dal Banco di Napoli”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Dopo tanti “fatti”, un finale più adatto non poteva esserci,</span> per raccontare il personaggio più <em>border</em> della cultura della nostra città. <em>(riccardo rosa)</em></p>
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		<title>COMUNICATO NAZIONALE GIOVANI COMUNISTI</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovani Comunisti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[c.s.o.a. Cartella]]></category>
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		<description><![CDATA[<h6>&#8220;Nella notte, i fascisti hanno dato fuoco al CSOA Cartella di Reggio Calabria. Sono state rinvenute sulle pareti della struttura svastiche e croci celtiche. Qualche giorno fa (7 maggio), esponenti del gruppo TemerariaMente (guidato da Domenico Pardo), affiliato a Casapound, avevano tenuto un&#8217;iniziativa in Comune sulla concessione di &#8220;spazi non</h6><p>&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/05/15/comunicato-nazionale-giovani-comunisti/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>&#8220;Nella notte, i fascisti hanno dato fuoco al CSOA Cartella di Reggio Calabria. Sono state rinvenute sulle pareti della struttura svastiche e croci celtiche. Qualche giorno fa (7 maggio), esponenti del gruppo TemerariaMente (guidato da Domenico Pardo), affiliato a Casapound, avevano tenuto un&#8217;iniziativa in Comune sulla concessione di &#8220;spazi non conformi&#8221; ai fascisti del III millennio, alla presenza dell&#8217;Assessore all&#8217;ambiente ed alle pari opportunità, Tilde Minasi, e di Simone di Stefano, di CPI. Eccone i risultati!</p>
<p>I Giovani Comunisti esprimono la propria solidarietà ai compagni del CSOA Cartella di Reggio Calabria. Ci attiveremo nei prossimi giorni per presentare nel prossimo consiglio comunale il nostro ordine del giorno, che riafferma i valori repubblicani a fondamento della nostra democrazia.</p>
<p>I gruppi fascisti vanno disciolti, in base alla XII Disposizione transitoria e definitva della Carta Costituzionale (apologia di fascismo), alla Legge Scelba del 1952 (discioglimento organizzazioni neofasciste) e della Legge Mancino (reato di razzismo). La destra istituzionale, che fa della legalità la propria bandiera, deve rispettare la legge!</p>
<p>Denunceremo le connivenze fra esponenti della giunta e gruppi eversivi, come nel caso dell&#8217;assessore Minasi, chiedendo al sindaco, Demetrio Arena, ed alla sua giunta di prestare nuovo giuramento sulla Costituzione antifascista e di allontanare qualsiasi amministratore che fiancheggi il neofascismo.</p>
<p>Quanto alla mobilitazione, come già accade da tempo, i GC metteranno a disposizione fino all&#8217;ultimo militante per sostenere la lotta contro il fascismo, in strada e nelle istituzioni. In questo Paese, dobbiamo costruire, dalle Alpi al Mezzogiorno, un nuovo 25 aprile.&#8221;</h6>
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