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	<title>Indymedia Napoli &#187; Rassegna stampa</title>
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		<title>I fascisti bruciano il centro sociale &#8220;Angelina Cartella&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[csoa Angelina Cartella]]></category>
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		<description><![CDATA[<div>I fascisti bruciano il centro sociale &#8220;Angelina Cartella&#8221;</div>
<div></div>
<div>SILVIO MESSINETTI &#8211; il Manifesto<br />
Mercoledì 16 Maggio 2012 11:42 -</div>
<div>Fondato nel 2002, è un presidio culturale storico (ed eroico) noto in tutto il Sud.<br />
Il «modello Reggio», quello che ha fatto la fortuna del presidente calabrese, Peppe<br</div><p>&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/05/16/i-fascisti-bruciano-il-centro-sociale-angelina-cartella/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>I fascisti bruciano il centro sociale &#8220;Angelina Cartella&#8221;</div>
<div></div>
<div>SILVIO MESSINETTI &#8211; il Manifesto<br />
Mercoledì 16 Maggio 2012 11:42 -</div>
<div>Fondato nel 2002, è un presidio culturale storico (ed eroico) noto in tutto il Sud.<br />
Il «modello Reggio», quello che ha fatto la fortuna del presidente calabrese, Peppe<br />
Scopelliti, e le disgrazie di un&#8217;intera regione, è anche questo: alzarsi la mattina e scoprire che lo<br />
storico Centro sociale «Angelina Cartella» di Gallico non c&#8217;è più. Sventrato nottetempo dalle<br />
fiamme. Per un attentato di mano fascista. Nell&#8217;area interna il fuoco ha provocato la caduta del<br />
soffitto, dell&#8217;intonaco delle pareti. Gli arredi, le apparecchiature elettriche e gli strumenti musicali<br />
sono andati distrutti. I danni incalcolabili.<br />
«Nonostante avessimo denunciato pubblicamente di essere nel mirino» come racconta al<br />
manifesto Peppe Marra, portavoce del Cartella. E poi c&#8217;è la firma, inconfondibile. Le numerose<br />
scritte sui muri inneggianti al Duce, le svastiche vergate sui murales del Che, gli slogan deliranti<br />
sono il marchio di fabbrica di chi si sente impunito nella città dei «Boia chi molla». Reggio,<br />
governata da oltre un decennio da Scopelliti e camerati, ormai è un laboratorio della peggior<br />
destra.<br />
Nemmeno un mese fa un giovane gay venne insultato e pestato in pieno centro,<br />
nell&#8217;indifferenza generale. Nel silenzio dell&#8217;amministrazione comunale «che in compenso<br />
concedeva a Casa Pound, a pochi giorni dal 25 aprile, una sala del Palazzo del Comune per<br />
un&#8217;iniziativa, e ha in mente di intitolare una piazza a Giorgio Almirante». E poi lo stillicidio di<br />
intimidazioni e minacce agli attivisti del Cartella. Azioni di sabotaggio come la rottura<br />
sistematica di lampioni e plafoniere, la colla messa nei lucchetti, la devastazione dei rifugi della<br />
colonia felina, la rottura dei vetri, diversi tentativi di effrazione.<br />
«La vigilia del Primo maggio, mentre erano in corso i preparativi per l&#8217;annuale festa, hanno<br />
divelto le porte della cucina e saccheggiato le scorte di prodotti equo-solidali e parte delle<br />
attrezzature audio». La brutalità dell&#8217;attacco di ieri notte è evidente. Della cucina non rimane<br />
che carbone, il palco è uno scheletro annerito, la Biblioteca Rugolino non esiste più. Ma la<br />
perdita più importante per i compagni di Gallico è lo striscione storico del Csoa, che le fiamme<br />
non hanno risparmiato. Si ipotizza che i fascisti siano entrati dalla cucina, riuscendo a forzare<br />
un paio di lucchetti, e, una volta dentro, abbiano aperto il portellone che dà sullo spiazzo<br />
appiccando il fuoco. Nel mentre, per cautelarsi, e forse anche per sfregio, inviavano telefonate<br />
anonime ai responsabili del Centro. Insomma, un&#8217;azione preparata nei minimi dettagli.<br />
All&#8217;esterno lo scenario è altrettanto raccapricciante. I vigili del fuoco hanno dovuto tagliare<br />
alcune travi in quanto pericolanti. Tutto ha un colore nero, l&#8217;aria è avvolta dalla cenere, si<br />
cammina su un pantano di detriti ed acqua, una poltiglia di schiuma di estintori e benzina, quella<br />
utilizzata per l&#8217;attentato. Il 25 aprile scorso il centro sociale aveva festeggiato il decennale. Dieci<br />
anni vissuti dalla parte del torto, a fianco dei senza voce. Uno spazio liberato, in una città<br />
tradizionalmente ostica per la sinistra. Il primo Centro sociale a Reggio, uno dei più importanti in<br />
Calabria, recuperando dall&#8217;abbandono, dall&#8217;incuria e dal degrado il vecchio parco «Angelina<br />
Cartella» per trasformarlo in un luogo franco di proposta politica, culturale e artistica. Dal 25<br />
aprile 2002 il Csoa Cartella è stato promotore di innumerevoli iniziative, per la difesa dei diritti<br />
dei lavoratori, con i migranti (a partire da Rosarno), contro le guerre.<br />
«Abbiamo attraversato l&#8217;Italia in lungo e in largo per far conoscere e contrastare il mostro del<br />
Ponte, la privatizzazione dell&#8217;acqua, la gestione scellerata dei rifiuti». Questo in terra di<br />
Mezzogiorno dove la cappa mafiosa è asfissiante, e l&#8217;agibilità democratica un diritto da<br />
conquistare. «Il tentativo è quello di farci sloggiare, perché questa struttura è diventata troppo<br />
appetibile per chi desidera trasformarla in luogo di profitto. O forse perché vorrebbero vederlo<br />
abbandonato come un tempo, e non attivo e vissuto attraverso corsi di italiano per stranieri,<br />
cineforum, presentazioni di libri, concerti, mercati contadini equosolidali».<br />
Solidarietà ai giovani del Cartella è giunta da sindacati e partiti della sinistra. E un&#8217;affollata<br />
assemblea in serata ha messo a punto le forme di risposta al vile gesto «Perché la resistenza è<br />
nel nostro Dna. E voi non potete fermare il vento&#8230;gli fate solo perder tempo».</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Incendio distrugge il centro sociale &#8220;Cartella&#8221; di Reggio, svastiche sui muri</div>
<div></div>
<div>Lucio Musolino &#8211; Corriere Della calabria<br />
15/05/2012 08:41 -</div>
<div>La struttura di Gallico già in passato al centro di raid e danneggiamenti. Pompieri al lavoro fino all&#8217;alba per domare le fiamme</div>
<div>Sono settimane ormai che i ragazzi del Centro sociale “Angelina Cartella” avevano avuto avvisaglie di quello che sarebbe successo di lì a poco. Un incendio, divampato la scorsa notte, ha semidistrutto la struttura di Gallico, nella periferia nord di Reggio Calabria</div>
<div>I soliti ignoti hanno sfondato le porte della cucina e della sala assemblea, dove hanno appiccato  il fuoco devastando tutto quello che hanno trovato.</div>
<div>
<div>
<p>I vandali hanno utilizzato le stesse bombolette spray, di colore rosso, del centro sociale per disegnare sui muri svastiche e scritte del tipo “SS” o “Dux mea lux”. Simboli e scritte che non lasciano alcun dubbio sulla natura dolosa del rogo, così come accertato dai vigili del fuoco e dai carabinieri della compagnia di Reggio, diretti dal capitano Nicola De Tullio, che hanno aperto un&#8217;indagine per risalire ai responsabili.<br />
I danni arrecati alla struttura sono ingenti. Il “Cartella”, che già in passato è stato al centro di raid e atti vandalici riconducibili a gruppi dell&#8217;estrema destra e &#8220;cani sciolti&#8221;, è considerato, ormai da dieci anni, il più importante centro sociale di Reggio Calabria: un punto di aggregazione ma anche un luogo in cui sono state scritte pagine importanti dell’impegno socio-politico di tanti giovani reggini.<br />
Solo qualche giorno fa, infatti, il centro sociale di Gallico ha ospitato una rappresentazione teatrale dedicata alla ricorrenza della morte di Peppino Impastato.<br />
La notizia ha rapidamente fatto il giro della città dello Stretto, spinta dal tam-tam dei social network, dove dalle prime ore di questa mattina ha iniziato a montare l’indignazione. Numerosi esponenti del mondo civile e politico si ritroveranno nel pomeriggio proprio a Gallico per testimoniare vicinanza e solidarietà al centro sociale.<br />
«Il primo maggio avevamo denunciato un altro episodio – racconta Peppe Marra, uno dei responsabili del centro sociale –. Qualcuno aveva sfondato la porta della cucina e aveva rubato tutta la roba da mangiare. Da parte nostra c&#8217;è l&#8217;intenzione di rispondere politicamente  a quest&#8217;azione e per questo abbiamo organizzato un&#8217;assemblea. Ma c&#8217;è anche la voglia di non darla vinta a chi pensa che dobbiamo sgomberare».<br />
Di certo non sanno chi è il responsabile dell&#8217;incendio, ma i ragazzi del “Cartella si sono fatti comunque un&#8217;idea sul perché stanotte si è consumata l&#8217;ennesima intimidazione ai loro danni. Hanno la colpa di aver ridato un decoro a una piazza, quella di Gallico, che per anni è stata simbolo di degrado e in mano agli spacciatori di eroina: «Sicuramente ci sono ragioni politiche o comunque l&#8217;incendio di stanotte è stato appiccato da chi, forse, non gradisce la nostra presenza e vuole che ce ne andiamo».</p>
<p>http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/5453_incendio_distrugge_il_centro_sociale_cartella_di_reggio_svastiche_sui_muri/</p>
</div>
</div>
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		<title>CCNL Credito: trionfalismo esagerato e ingiustificato sulla vittoria del Sì</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bancariomat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Di Domenico Moccia, coordinatore FISAC de La CGIL che Vogliamo ed ex Segretario Generale della stessa Fisac/Cgil</p>
<p>Che nei principali gruppi creditizi sia prevalso il NO, che questo sia diffuso su tutto il territorio in modo uniforme, che le piazze di Napoli, Roma, Genova e Torino boccino la conclusione e&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/04/20/ccnl-credito-trionfalismo-esagerato-e-ingiustificato-sulla-vittoria-del-si/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Domenico Moccia, coordinatore FISAC de La CGIL che Vogliamo ed ex Segretario Generale della stessa Fisac/Cgil</p>
<p>Che nei principali gruppi creditizi sia prevalso il NO, che questo sia diffuso su tutto il territorio in modo uniforme, che le piazze di Napoli, Roma, Genova e Torino boccino la conclusione e che nella stessa Milano i SI’ prevalgano per frazioni marginali dovrebbe indurre una riflessione seria e autocritica sui contenuti dell’ipotesi di accordo e sul grave deficit di democrazia che ha caratterizzato l’intera fase negoziale.</p>
<p>C’è poco da essere soddisfatti: il consistente numero delle assemblee svolte, la qualità della discussione sviluppatasi, la fondatezza delle critiche alle soluzioni adottate suggerirebbero una maggiore attenzione alle posizioni espresse dai lavoratori del settore.</p>
<p>Critiche e posizioni contrarie che si sono attestate, stando ai dati comunicati dalle Federazioni Nazionali, ben oltre il 40%, e che dei seri gruppi dirigenti non dovrebbero né rimuovere, né etichettare come pericoloso scissionismo.</p>
<p>La quantità e la qualità dei NO smentiscono che possano essere, come abbiamo letto, il frutto della “battaglia irresponsabile e strumentale” della sola minoranza della FISAC sull’onda di scorie post congressuali.</p>
<p>E’ vero semmai il contrario. Abbiamo intercettato e dato voce al dissenso, al malessere di tanti lavoratrici e lavoratori operanti in un settore strategico al centro dell’attuale crisi economica e finanziaria e sottoposti, anche per questo, a fortissime pressioni.</p>
<p>Il complesso delle Organizzazioni sindacali dovrebbe farsi carico di questo malessere. Noi continueremo a fare la nostra parte.</p>
<p>Roma, 17.4.2012</p>
<p><a href="http://www.lafisacchevogliamo.it/wordpress/2012/04/19/rinnovo-ccnl-bancari-trionfalismo-esagerato-e-ingiustificato-sulla-vittoria-del-si/">http://www.lafisacchevogliamo.it/wordpress/2012/04/19/rinnovo-ccnl-bancari-trionfalismo-esagerato-e-ingiustificato-sulla-vittoria-del-si/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Suicidi a causa della crisi&#8230;</title>
		<link>http://napoli.indymedia.org/2012/04/17/suicidi-a-causa-della-crisi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don della Vega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Globale]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<h6>Che peccato!!! Se avessero deciso di suicidarsi portando con sè un parlamentare ciascuno, almeno il loro sacrifico non sarebbe stato vano!!!</h6>
<p>http://www.unita.it/italia/la-crisi-fa-strage-due-suicidi-al-giorno-1.402379</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>Che peccato!!! Se avessero deciso di suicidarsi portando con sè un parlamentare ciascuno, almeno il loro sacrifico non sarebbe stato vano!!!</h6>
<p>http://www.unita.it/italia/la-crisi-fa-strage-due-suicidi-al-giorno-1.402379</p>
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		<title>9 aprile 1969 &#8211; La rivolta di Battipaglia</title>
		<link>http://napoli.indymedia.org/2012/04/09/9-aprile-1969-la-rivolta-di-battipaglia/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 08:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InfoAut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere e repressione]]></category>
		<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
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<p>Nell&#8217;Aprile del 1969 a Battipaglia giunge la notizia dell&#8217;imminente chiusura di due grosse aziende della città: la manifattura di tabacchi e lo zuccherificio.</p>
<p>Battipaglia è un piccolo comune della provincia di Salerno e questo provvedimento si tradurrebbe in disoccupazione e miseria per più di metà della popolazione che in</p></div><p>&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/04/09/9-aprile-1969-la-rivolta-di-battipaglia/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Nell&#8217;Aprile del 1969 a Battipaglia giunge la notizia dell&#8217;imminente chiusura di due grosse aziende della città: la manifattura di <img src="http://www.infoaut.org/images/stories/9%20aprile.jpg" alt="9 aprile" width="200" height="114" />tabacchi e lo zuccherificio.</p>
<p>Battipaglia è un piccolo comune della provincia di Salerno e questo provvedimento si tradurrebbe in disoccupazione e miseria per più di metà della popolazione che in tali fabbriche lavora quotidianamente.<br />
Alcuni delegati vengono inviati a Roma per cercare una mediazione ma tanto loro quanto la popolazione di Battipaglia sanno che, senza un movimento di protesta forte, al loro ritorno potranno portare con sé solamente una nuova serie di promesse vane.<br />
Così, per il 9 Aprile viene indetto un corteo di protesta: già dalle prime ore del giorno, alcune centinaia di uomini si radunano e, scortati da polizia e carabinieri, cominciano a muoversi in corteo al grido di &#8220;Difendiamo il nostro pane&#8221; e &#8220;Basta con le promesse&#8221;.<br />
La manifestazione si snoda per le vie della città, ingrossandosi sempre più e, giunta in Piazza della Repubblica, decide di sfidare i limiti imposti dalle forze dell&#8217;ordine e di proseguire verso la stazione ferroviaria; parte così la prima carica dei celerini, dalla quale il corteo esce però in breve ricompattato e determinato.</p>
<p>La stazione è già da tempo assediata dalla polizia ma il corteo si è ormai trasformato in una folla di gente esasperata: il vicequestore non prova nemmeno a contrastarla e si limita a schierare i suoi uomini a difesa degli impianti tecnici.<br />
I manifestanti si impossessano dei binari, determinati a mantenere l&#8217;occupazione, ma da Roma arriva l&#8217;ordine di rimuovere i blocchi; le forze dell&#8217;ordine, fino a quel momento spettatrici passive della protesta, si lasciano andare allora a cariche selvagge che proseguono per più di un&#8217;ora senza lesinare l&#8217;uso di lacrimogeni ed idranti, a cui la popolazione di Battipaglia risponde con una fitta sassaiola.</p>
<p>Nel tardo pomeriggio si arriva allo scontro decisivo: il corteo incanala la propria rabbia contro il Commissariato di via Gramsci, dentro cui si sono asserragliati un centinaio di poliziotti e carabinieri che iniziano a sparare all&#8217;impazzata sulla folla, uccidendo Teresa Ricciardi, giovane insegnante che seguiva gli scontri dalla finestra della propria abitazione, e lo studente diciannovenne Carmine Citro; moltissimi i feriti.<br />
Ormai la battaglia si è estesa a tutta la popolazione, che sente propria la causa dei manifestanti e che quindi porta aiuto ai feriti, lancia oggetti dai balconi alle forze dell&#8217;ordine, scende in strada e si unisce alla protesta; la maggior parte dei celerini è costretta a fuggire a gambe levate.<br />
La rabbia della folla si scaglia anche contro il Municipio, poi verso sera sulla città torna a regnare la calma; nella notte arrivano nuovi rinforzi alle forze dell&#8217;ordine, che si ritrovano però ad aggirarsi nello scenario di una battaglia ormai conclusa, tra i resti delle barricate e delle camionette in fiamme.</p>
<p>L&#8217;eco della rivolta giunge fino a Roma, dove viene raggiunto un accordo per la riapertura delle due fabbriche.<br />
La battaglia non fu un episodio isolato ma piuttosto l&#8217;espressione di un Sud Italia tutt&#8217;altro che pacificato, travolto dall&#8217;arrivo delle grandi fabbriche del Nord, sempre in bilico tra il suo piccolo e fragile miracolo economico e la minaccia della disoccupazione.<br />
Dalla rivolta di Battipaglia, a quelle di Avola e di Eboli, riecheggiò la stessa rabbia, la stessa urgenza di lotta che riportarono il meridione al centro dello scontro di classe.</p>
</div>
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		<title>Vertice con Monti a Napoli, disabile cerca di darsi fuoco</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 16:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reporter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Asl]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La polizia ha immediatamente bloccato l&#8217;uomo, che in piazza Plebiscito aveva estratto dallo zaino una bottiglia di benzina. All&#8217;origine del gesto, ha spiegato, un mancato rimborso da parte dell&#8217;Asl.</p>
<p>Solo l&#8217;immediato intervento delle forze dell&#8217;ordine ha evitato un&#8217;altra tragedia della disperazione in piazza Plebiscito a Napoli. Un uomo con problemi&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/04/05/vertice-con-monti-a-napoli-disabile-cerca-di-darsi-fuoco/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizia ha immediatamente bloccato l&#8217;uomo, che in piazza Plebiscito aveva estratto dallo zaino una bottiglia di benzina. All&#8217;origine del gesto, ha spiegato, un mancato rimborso da parte dell&#8217;Asl.</p>
<p>Solo l&#8217;immediato intervento delle forze dell&#8217;ordine ha evitato un&#8217;altra tragedia della disperazione in piazza Plebiscito a Napoli. Un uomo con problemi di salute ha infatti provato a darsi fuoco davanti la prefettura di Napoli, dove a minuti è atteso il presidente del Consiglio Mario Monti per la presentazione del progetto di riqualificazione di Pompei.</p>
<p>L&#8217;uomo, circa 50 anni, ha estratto da uno zaino una bottiglia di plastica piena di benzina, nella mano un accendigas da cucina. Ma la reazione di un funzionario di polizia è stata rapidissima, riuscendo così ad impedire all&#8217;uomo &#8211; un disabile che si sposta a bordo di uno scooter elettrico a quattro ruote &#8211; di darsi fuoco.<br />
Scoppiato a piangere, ha spiegato ai poliziotti che la richiesta di un rimborso di oltre mille euro da parte della Asl era alla base del gesto disperato: &#8220;non voglio chiedere la carità, voglio solo vivere dignitosamente&#8221;, ha detto ai poliziotti in lacrime.</p>
<p><a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/04/05/news/napoli_disabile_cerca_di_darsi_fuoco_prima_di_vertice_con_monti-32798535/">http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/04/05/news/napoli_disabile_cerca_di_darsi_fuoco_prima_di_vertice_con_monti-32798535/</a></p>
<p><!-- fine SOMMARIO --></p>
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		<title>[BN] Montature a mezzo stampa</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 23:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>((A))</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>dal Quaderno.it</em></p>
<p><strong>Busta minatoria per De Girolamo, per la prima volta la firma degli &#8216;anarchici di Benevento e S. Giorgio del Sannio&#8217;</strong></p>
<p>Un plico contenente ritagli di giornali con un messaggio minatorio: una pistola disegnata all&#8217;altezza del volto della parlamentare sannita Nunzia De Girolamo, ritratta in una foto insieme al&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/04/04/bn-montature-a-mezzo-stampa/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>dal Quaderno.it</em></p>
<p><strong>Busta minatoria per De Girolamo, per la prima volta la firma degli &#8216;anarchici di Benevento e S. Giorgio del Sannio&#8217;</strong></p>
<p>Un plico contenente ritagli di giornali con un messaggio minatorio: una pistola disegnata all&#8217;altezza del volto della parlamentare sannita Nunzia De Girolamo, ritratta in una foto insieme al consigliere regionale Luca Colasanto e al commissario regionale Nitto Palma, in occasione della sua venuta a Benevento, lo scorso febbraio. La busta è stata recapitata tramite Poste Italiane alla segreteria provinciale del Pdl, in via Flora a Benevento. All&#8217;interno anche alcuni fogli recanti la scritta &#8220;anarchici di Benevento e San Giorgio del Sannio&#8221;, una firma mai apparsa prima.<br />
Ad aprire il plico e scoprire l&#8217;amara sorpresa, il segretario della deputata, Luca Ciccone che si è recato in Questura e ha consegnato il contenuto della busta agli agenti della Digos che stanno procedendo nelle indagini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dalla Gazzetta di Benevento</em></p>
<p><strong>Una lettera con minacce di morte a Nunzia De Girolamo è stata recapitata nella sede del Popolo della Libertà</strong><br />
Sarebbe composta da più fogli di giornale con riferimenti anche a Luca Colasanto ed al segretario regionale del partito Francesco Nitto Palma</p>
<p>Una lettera con minacce di morte è stata recapitata all&#8217;indirizzo del Popolo della Libertà di via Francesco Flora.</p>
<p>Ad essere attenzionata dalla missiva è stata Nunzia De Girolamo (nella foto è nel corso dell&#8217;ultima sua apparizione a &#8220;Porta a Porta&#8221;) che del Pdl sannita ne è la coordinatrice.</p>
<p>La lettera, di cui non è stato diramato il contenuto nei particolari, sarebbe composta da più fogli di giornale con riferimenti anche a Luca Colasanto ed al segretario regionale del partito Francesco Nitto Palma, ma l&#8217;obiettivo principale sarebbe proprio Nunzia De Girolamo.<br />
Verso il suo volto, infatti, sarebbe stata disegnata una pistola con la scritta &#8220;bersaglio principale&#8221;.<br />
L&#8217;intento, sarebbe scritto all&#8217;interno da persone che si rifanno all&#8217;anarchia (ci sarebbe anche una specie di firma &#8220;Anarchici di Benevento e San Giorgio del Sannio&#8221;, mai conosciuta ed apparsa prima) sarebbe quello di eliminare, appunto, la parlamentare sannita.<br />
All&#8217;interno del pilco sarebbe stata rinvenuta anche un foto di un palazzo con indicato un appartamento di San Giorgio del Sannio ed il titolo di un articolo sull&#8217;aumento dell&#8217;uso delle armi da fuoco.<br />
Tutto il materiale ricevuto e contenuto nella lettera, è stato consegnato dai collaboratori della De Girolamo alla Digos.<br />
La parlamentare, infatti, da stamane è già a Roma per impegni istituzionali e non ha voluto, al riguardo, rilasciarci alcuna dichiarazione al di là della sua amarezza per quanto accaduto.</p>
<p><em>da il Sannio Quotidiano</em></p>
<p><strong>Minacce di morte al PdL</strong></p>
<p>Tre ritagli de Il Sannio Quotidiano e il disegno di una pistola ‘puntata’ contro la parlamentare</p>
<p>03 APRILE 2012</p>
<p>BENEVENTO &#8211; Una busta bianca contenente tre ritagli del nostro giornale e minacce di morte. E’ il ‘messaggio’ di stampo intimidatorio recapitato presso la sede sannita del Popolo della Libertà, in via Flora, a Benevento. L’allarme è scattato ieri mattina, quando un addetto alla segreteria ha notato tra la corrispondenza una busta indirizzata al Coordinamento provinciale del partito; mittenti, sedicenti “anarchici di Benevento e San Giorgio del Sannio”. All’interno erano custodite due foto pubblicate da Il Sannio Quotidiano: in una (a lato) compaiono il coordinatore regionale del PdL, Francesco Nitto Palma, in città lo scorso 18 febbraio, il coordinatore provinciale, Nunzia De Girolamo, e il consigliere regionale Luca Colasanto, presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione civile, fondatore e direttore de Il Sannio Quotidiano. E, poi, disegnata con una penna, una pistola ‘puntata’ contro la parlamentare. L’altra immagine rimanda invece ad un palazzo, nella zona del Comune di San Giorgio del Sannio, con l’indicazione di un appartamento. A completare il ‘repertorio’, il titolo di un articolo sull’aumento dell’uso delle armi da fuoco. Un gesto inquietante, ora al centro delle indagini avviate dalla Digos, accorsa sul posto con la Scientifica, che si è occupata dei rilievi.<br />
L’episodio appena raccontato segue quello registrato l’8 gennaio del 2011 a Ceppaloni, lungo il vialetto di accesso all’abitazione della famiglia di Luigi Barone, 33 anni, uno dei vice coordinatori provinciali del PdL, all’epoca portavoce del Popolo della Libertà. E’ qui che erano state trovate una bottiglia da due litri di Coca Cola riempita di benzina e una busta con altri ritagli de Il Sannio Quotidiano. In particolare, una serie di foto sulle quali erano stati disegnati in modo rudimentale, con un pennarello di colore blu, un cappio, pistole e fucili ‘mirati’ contro alcune delle persone ritratte, tutte cerchiate: oltre a Barone, Colasanto e De Girolamo.<br />
Lo stesso Luigi Barone era poi rimasto vittima, il 13 novembre del 2009, di altre ‘attenzioni’: la Bmw con la quale stava raggiungendo la sede del partito, allora a piazza Risorgimento, era stata affiancata nella zona di Santa Colomba da una moto di grossa cilindrata con in sella due persone munite di casco. Il passeggero era sceso e, impugnando una pistola, aveva pronunciato una serie di frasi offensive e pesantemente minacciose indirizzate alla parlamentare Nunzia De Girolamo e a Luca Colasanto, con riferimenti anche al lavoro svolto dal nostro giornale.</p>
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		<title>[FI] Arrestati 3 compagni</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 11:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>((A))</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere e repressione]]></category>
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		<category><![CDATA[anarchici a Firenze]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong>da Repubblica</strong></p>
<p><strong></strong><br />
<strong>Aggrediscono una pattuglia fermati cinque anarchici</strong><br />
Il gruppetto stava distribuendo volantini contro le forze dell&#8217;ordine ed è stato fermato da agenti della Digos. Tre<br />
sono stati arrestati per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale<br />
di LUCA SERRANO&#8217;</p>
<p>Cinque persone sono finite in questura nella tarda&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/03/30/fi-arrestati-3-compagni/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>da Repubblica</strong></p>
<p><strong></strong><br />
<strong>Aggrediscono una pattuglia fermati cinque anarchici</strong><br />
Il gruppetto stava distribuendo volantini contro le forze dell&#8217;ordine ed è stato fermato da agenti della Digos. Tre<br />
sono stati arrestati per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale<br />
di LUCA SERRANO&#8217;</p>
<p>Cinque persone sono finite in questura nella tarda mattinata di oggi con l’accusa di aver aggredito una pattuglia di<br />
agenti della Digos. L’episodio all’angolo fra piazza Dalmazia e viale Morgagni, quando il gruppetto di area<br />
antagonista è stato sorpreso dai poliziotti a distribuire volantini contro la polizia e le forze dell’ordine in<br />
generale.</p>
<p>Il controllo avrebbe innescato una reazione violenta di alcuni anarchici. Fermati e identificati per tre di loro è<br />
scattato l’arresto per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale. Altri due sono stati invece denunciati<br />
mentre per un ulteriore gruppo di tre anarchici, presentatosi all&#8217;esterno della questura, è scattato il foglio di via.</p>
<p><strong>dall&#8217;Ansa</strong></p>
<p><strong>Anarchici arrestati a Firenze, protesta compagni in questura</strong><br />
Sorpresi affiggere manifesti, hanno resistito con calci e pugni</p>
<p>(ANSA) &#8211; FIRENZE, 29 MAR &#8211; Tre anarchici sono stati arrestati, e due denunciati, stamani a Firenze. Dopo essere stati<br />
sorpresi nella zona di Careggi ad attaccare manifesti abusivamente, i tre avrebbero opposto resistenza sferrando anche<br />
pugni e calci contro gli agenti. Dopo il fermo dei tre giovani dei centri sociali, per reazione, una quindicina di<br />
compagni ha inscenato una manifestazione di protesta davanti alla questura.</p>
<p>Identificati, per tre di loro e&#8217; scattato il foglio di via.</p>
<p><strong>Da SitoFirenze</strong></p>
<p><strong>Aggrediti agenti della Digos, 3 anarchici arrestati</strong><br />
Gli &#8216;antisistema&#8217;, mentre affiggevano manifesti abusivi, hanno rifiutato i controlli della polizia<br />
Gio, 29/03/2012 &#8211; 16:43 — Domenico Rosa</p>
<p>Finiscono in manette tre appartenenti all&#8217;area anarchica fiorentina con le accuse di resitenza, violenza e lesioni a<br />
pubblico ufficiale. E&#8217; successo questa mattina in viale Morgagni, quando un gruppo di una decina di persone, tutti<br />
sulla trentina, stava affiggendo manifesti abusivi. A quel punto gli agenti della Digos si sono avvicinati per un<br />
normale controllo, ma gli anarchici, indifferenti, hanno dato le spalle ai poliziotti. Si sono diretti verso piazza<br />
Dalmazia e hanno tentato di mimitizzarsi con la gente comune che a quell&#8217;ora affolla il mercato.</p>
<p>Gli uomini della polizia non demordono e li raggiungono poco dopo. Inizia così l&#8217;assalto, gli anarchici individuati,<br />
due uomini e una donna, aggrediscono gli agenti fisicamente. Non ci stanno a essere identificati. Continua il<br />
parapiglia per alcuni minuti, poi, una volta neutralizzati, vengono accompagnati in questura, prima di essere condotti<br />
a Sollicciano. Sotto gli uffici di via Zara, intorno ale 13.20, ha luogo una manifestazione di solidarietà nei<br />
confronti degli arrestati. La mossa dei &#8216;rivoluzionari&#8217; si rivela però infelice, altri &#8216;compagni&#8217; vengono<br />
identificati, due denunciati per aver rifiutato di fornire le proprie generalità, altri tre invece ricevono il foglio<br />
di via dal comune di Firenze.</p>
<p>Non si escludono nuovi presidi nelle prossime ore.</p>
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		<title>Unicredit e la banca modello McDonald’s</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 14:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sceltalibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Globale]]></category>
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		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[<blockquote><p>Sportelli in franchising per garantire l’espansione della teutonica HVB.</p></blockquote>
<p><a name="attachment9964"></a><a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/mar2012/mc_unicredit.jpg"></a><br />
In anteprima&#8230;ecco come saranno le future filiali Unicredit</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#8220;….ai partner viene consegnata una filiale ‘chiavi in mano’, compresi tabelloni pubblicitari e Bancomat, in cambio di un ‘affitto’ che li obbliga a vendere prodotti Hvb in esclusiva. <strong>Il rischio gestionale</strong>&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/03/25/unicredit-e-la-banca-modello-mcdonalds/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Sportelli in franchising per garantire l’espansione della teutonica HVB.</p></blockquote>
<p><a name="attachment9964"></a><a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/mar2012/mc_unicredit.jpg"><img src="http://piemonte.indymedia.org/cache/imagecache/local/attachments/mar2012/460_0___30_0_0_0_0_0_mc_unicredit.jpg" alt="In anteprima...ecco come saranno le future filiali Unicredit" width="451" height="300" /></a><br />
In anteprima&#8230;ecco come saranno le future filiali Unicredit</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;….ai partner viene consegnata una filiale ‘chiavi in mano’, compresi tabelloni pubblicitari e Bancomat, in cambio di un ‘affitto’ che li obbliga a vendere prodotti Hvb in esclusiva. <strong>Il rischio gestionale viene trasferito ai partner</strong> mentre la banca si potra’ permettere un’espansione poco costosa e senza rischi per i suoi 2,5 milioni di clienti privati. <strong>Le nuove filiali non saranno sottoposte al controllo dell’autorita’ del settore, BaFin</strong>, che le ha gia’ autorizzate, ma a quella del settore commerciale e <strong>non saranno necessari accordi con i sindacati dei bancari su orari e durata del lavoro</strong>. &#8221;</p>
<p>Leggi qui tutto l’articolo del Corriere: <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/UniCredit-rivoluzione-filiali-Hvb-Germania-stampa/22-03-2012/1-A_001313197.shtml" target="_blank">UniCredit: rivoluzione filiali per Hvb in Germania (stampa)</a></p>
<p>Giusto un anno fa sull’argomento si leggeva:</p>
<p>L’amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni, è ben propenso a sviluppare questo tipo di business verso est.</p>
<p>Detto e fatto.</p>
<p><a href="http://www.ticinofinanza.ch/?mode=comunicati&amp;id=4020" target="_blank">Banche in franchising: è possibile<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.infranchising.biz/articoli-redazionali/informazioni-sul-franchising/banche-in-franchising.html" target="_blank">Unicredit avvia in Repubblica Ceca il franchising bancario per espandere il business.</a></p>
<p><a href="http://www.sceltalibera.org/unicredit-e-la-banca-a-modello-mcdonalds/">http://www.sceltalibera.org/unicredit-e-la-banca-a-modello-mcdonalds/</a></p>
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		<title>Unicredit – Ghizzoni “C’e’ un clima di diffidenza e ostilita’ verso le banche”</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 17:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InformationGuerrilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;C’e’ un clima di diffidenza e ostilita’ verso le banche”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni &#8230;.</p></blockquote>
<p></p>
<p>C’e’ un clima di diffidenza e ostilita’ verso le banche”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, aprendo la presentazione di Unicredit per l’Italia e spiegando che&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/03/15/unicredit-ghizzoni-ce-un-clima-di-diffidenza-e-ostilita-verso-le-banche/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;C’e’ un clima di diffidenza e ostilita’ verso le banche”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni &#8230;.</p></blockquote>
<p><img src="http://piemonte.indymedia.org/attachments/mar2012/banche.jpg" alt="banche.jpg" width="190" height="265" /></p>
<p>C’e’ un clima di diffidenza e ostilita’ verso le banche”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, aprendo la presentazione di Unicredit per l’Italia e spiegando che “il momento non e’ facile ed e’ molto difficile anche per il sistema bancario”. La liquidita’, ha sottolineato, “e’ ancora scarsa, nonostante l’intervento della Bce, purtroppo il mercato interbancario ancora non funziona ed e’ difficile trovare funding a medio e lungo termine”. L’impatto di Basilea 3, secondo Ghizzoni, inoltre, e’ stato sottovalutato da banche e imprese.</p>
<p>fonte: IlCorrieredellaSera.it</p>
<p>Strano, come si spiega questa diffidenza e ostilità ? </p>
<p>Sarà forse perché è il cittadino che paga gli interessi sul debito attraverso una tassazione sempre più feroce, interessi che vanno in pancia alle banche che comprano titoli di stato coi soldi presi gratis dalla BCE in cambio di titoli di debito sempre garantiti dallo stato (quindi ancora una volta dai super tar-tassati cittadini?)</p>
<p>Sarà forse che qualcuno senza anello al naso comincia a capire che salvare il sistema finanziario soprattutto in quei paesi senza sovranità monetaria come il nostro, significherà presto il moltiplicarsi delle mense sociali?</p>
<p>Qualcuno glielo spieghi.</p>
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		<title>Sciopero bisarche &#8211; Chiusura di Pomigliano ed altri stabilimenti Fiat ?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 15:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>red/lab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[autotrasportatori]]></category>
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		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>MILANO (MF-DJ)&#8211;Lo sciopero degli autotrasportatori, in agitazione da oltre 20 giorni, sta mettendo in grave crisi le vendite Fiat.</p>
<p>Tanto che, scrive MF, il Lingotto non esclude la chiusura di alcuni stabilimenti italiani, tra cui Pomigliano nei prossimi giorni. &#8220;Le perdite di produzione e quindi di vendita dovute allo sciopero&#8230; <a href="http://napoli.indymedia.org/2012/03/15/sciopero-bisarche-chiusura-di-pomigliano-ed-altri-stabilimenti-fiat/" class="read_more">Continua a leggere...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO (MF-DJ)&#8211;Lo sciopero degli autotrasportatori, in agitazione da oltre 20 giorni, sta mettendo in grave crisi le vendite Fiat.</p>
<p>Tanto che, scrive MF, il Lingotto non esclude la chiusura di alcuni stabilimenti italiani, tra cui Pomigliano nei prossimi giorni. &#8220;Le perdite di produzione e quindi di vendita dovute allo sciopero sono a oggi di circa 20 mila unita&#8217; che sara&#8217; molto difficile recuperare nel corso dell&#8217;anno&#8221;, ha spiegato ieri una nota ufficiale del Lingotto, specificando che &#8220;i danni causati finora avranno un impatto negativo di circa il 10% sulle quote di mercato del mese di marzo in Italia e all&#8217;estero&#8221;. Insomma, gia&#8217; alle prese con una forte contrazione della domanda, il Lingotto non vuole rimanere stritolato da uno sciopero che continua a generare numerosi ritardi nelle consegne delle vetture ai concessionari, soprattutto negli snodi portuali e nelle regioni centro-meridionali, dove sono situati tutti gli impianti italiani della casa torinese, eccezion fatta per Mirafiori. &#8220;La situazione danneggia in modo particolare Fiat Group Automobiles&#8221;, ha spiegato ieri la nota del Lingotto, &#8220;in quanto rende necessario ridurre sensibilmente o addirittura bloccare le attivita&#8217; produttive in alcuni stabilimenti, con un forte impatto sulle fatturazioni e sulle immatricolazioni in Italia ed all&#8217;estero&#8221;. red/lab</p>
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