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[Takahashi] Convite para lançamento do livro "A Fibra e o Sonho"


Prezados Senhores,

A Aliança Cultural Brasil-Japão e a Sociedade Brasileira de Cultura Japonesa e de Assistência Social convidam para o lançamento do livro "A Fibra e o Sonho", de Antão Shinobu Ikegami, que se realizará no dia 5 de novembro de 2009, às 18 horas.

O livro trata da saga da colonização japonesa na amazônia contada através da jornada do pioneiro Kinji Ikegami.

Contamos com a presença de todos.
Rua Vergueiro, 727 - sala 402 - 4º andar - São Paulo - SP (ao lado do Metrô Vergueiro)

Mais informações no site: www.bunkyo.org.br

[csafabbri] Lorem ipsum

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[Femminismo a Sud] Dossier su: Donne nigeriane, la tratta in Libia, il Cie di Ponte Galeria

Il martedì autogestito di femministe e lesbiche di Radio Onda Rossa condivide un dossier sulle donne nigeriane detenute nel lager di Ponte Galeria (Roma) e sfruttate in un traffico che attraversa tutta la Libia. Il Dossier è a cura della cooperativa sociale BeFree. Riportiamo il contenuto della comunicazione, l'audio della trasmissione radiofonica che se ne è occupata e il dossier da scaricare e diffondere.

Analogamente ricordiamo ancora che a Bologna il 4 novembre si terrà un presidio itinerante di femministe e lesbiche verso il Cie di Via Mattei. Fondamentale anche ricordare la mobilitazione antifascista a Napoli dal 5 al 7 novembre a cura della rete napoletana contro il neo-fascismo, il razzismo e il sessismo e  l'iniziativa del 6/7/8 novembre che coglie l'occasione del ventennale di Azione gay e Lesbica a Firenze per ragionare, soprattutto nell'ultima giornata, di spazi liberati, di antifascismi e di altre culture.

Buona lettura e buon ascolto.

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Presentazione del "Dossier sull'esperienza di sostegno a donne nigeriane detenute presso il Cie di Ponte Galeria e trafficate attraverso la Libia", elaborato dalla cooperativa sociale BeFree. Il Dossier raccoglie le testimonianze delle donne che si sono rivolte allo sportello di ascolto settimanale all'interno del Cie.

Con questa trasmissione, oltre a sostenere la necessità della chiusura immediata di tutti i Cie, vogliamo abbattere il muro dell'isolamento e far emergere cosa significhi per moltissime donne africane, soprattutto nigeriane, il viaggio verso l' Italia, lo sfruttamento e la costrizione alla prostituzione in Libia, e l'arrivo nel nostro Paese, in cui i loro diritti vengono ulteriormente e sistematicamente violati dalle leggi repressive messe in atto da questo Governo.

Trasmissione a cura del Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche

(martedì 20 ottobre 2009).

Ascolta la trasmissione

Scarica il dossier di BeFree

[versuscop15] Deal or not deal? Versione italiana

Originale: deal or not deal?

Traduzione: accordo o niente accordo?

 “Accordo o niente accordo?”, traduzione in italiano di “Deal or no Deal?”, prodotto da parte del UK Climate Camp in vista del COP15 di Copenhagen.

Nota: la versione cartacea è in formato giornale. Durante la lettura, tenere a mente che alcuni articoli iniziano nella metà alta di una pagina pari per continuare nella metà alta della seguente pagina dispari, mentre un altro articolo fa lo stesso nelle metà basse, da pari a dispari.

[annalist] "Absolut miese Ermittlungsarbeit"

Staatsanwaltschaften in den USA und in Deutschland haben heute in zwei ganz unterschiedlichen Verfahren ziemlich schlecht ausgesehen.

Das Verfahren gegen die beiden Männer, denen vorgeworfen worden war, beim G20-Gipfel im Sommer in Pittsburgh durch Twittern die Proteste gesteuert zu haben, ist eingestellt worden. Das vermeldet fröhlich das Soli-Blog Friends of Tortuga.

Pennsylvania Drops All Charges Against Madison & Wallschlager for Twittering

Tortuga ist das Wohnprojekt, in dem die beiden wohnen und das einige Wochen nach der ersten Festnahme gründlich durchsucht worden war.

On October 1st, 2009, at 6:00am, the Joint Terrorism Task Force (a union of local police departments and the FBI), kicked out the front door to our home—an anarchist collective house in Queens, NY, affectionately known as Tortuga.

The FBI spent 16 hours ransacking our house before carting off boxes of our personal belongings, everything from computers, passports and even stuffed animals.

The apparent reason for this predawn raid was the arrest of two members of our household a week earlier in Pennsylvania. Our two friends were arrested and charged with several felonies for sending twitter messages during protests against the G20 in Pittsburgh.

Damit können dann alle rot-schwarzen Einfärbungen von Twitter-Icons rückgängig gemacht werden, zu denen über die eigens eingerichtete Website twitterrevolution.us aufgerufen worden war. Im Raum stehen allerdings immer noch nicht genauer bekannte 'ongoing investigations', also weiterhin laufende Ermittlungen.

Mich hat durchaus die öffentliche Liste der beschlagnahmten staatsgefährdenden Dinge (4,6mb) beeindruckt - auch hier wieder The Anarchist Cookbook, das ja bei Steve Kurtz auch schon von Bedeutung war.

Zum Phänomen Twitter-Verfolgung in den USA, im Kontrast zur Bewunderung für Protest-Twittern im Iran: Jack Bratich in Counterpunch: The Twitterest Pill

Mehr Details bei Wired.

"Absolut miese Ermittlungsarbeit"

Fall Nr. 2 hat kaum Parallelen, abgesehen davon, dass in beiden Fällen mit Kanonen auf linke Spatzen geschossen wurde. Das Ende ist aber noch spektakulärer:

Das Amtsgericht Tiergarten hat heute eine Frau freigesprochen, die mit dem Vorwurf, in Berlin ein Auto angezündet zu haben, fünf Monate in Untersuchungshaft gesessen hatte.

Es gebe "erhebliche Zweifel", ob die Frau die Täterin sei, argumentierte Richter Andreas Lach das Ergebnis des Strafverfahrens. (SPON)

Offenbar war sie in einigem Abstand vom bewussten Auto festgenommen worden, primär ihrer Kleidung und Gangart wegen. In ihrer Wohnung gefunden wurden Sprühdosenköpfe, Grillanzünder, Handschuhe und Zeitungsausschnitte über in Brand gesetzte Autos. 

Die gefundenen Sprühdosen seien leer und nicht benutzt worden. Die Anzünder aus der Wohnung seien ein Massenprodukt, das für einen Tatnachweis nicht ausreiche. In der Sammlung der Zeitungsartikel sah das Gericht eine mögliche Sympathie zu den Taten, die aber keinen Schluss auf eine Beteiligung an konkret dieser Tat zulasse.

Der Tagesspiegel berichtet: "Von „absolut mieser Ermittlungsarbeit“ ist in Polizei- und Justizkreisen die Rede."

Disclaimer: bevor hier irgendwer interpretiert, ich hielte die in Berlin beständig brennenden Autos für Kleinkram, vulgo 'Spatzen': das bezieht sich ausschliesslich auf diesen speziellen Fall. 

[collettivoanarchico] 4 novembre: Niente da festeggiare

 

Oggi, 4 novembre, come ogni anno sarà celebrata la Festa delle Forze Armate nell'anniversario della "vittoria" della prima guerra mondiale. Milioni di morti, miseria e distruzione. Non c'è niente da festeggiare. Assisteremo anche quest'anno a parate e cerimonie che esalteranno la guerra, il nazionalismo ed il militarismo in nome della vittoria e dell'unità nazionale. Non è però una giornata orientata solo alla commemorazione del passato, come ogni anno le cerimonie srarnno occasione di propaganda, saranno occasione per esaltare le Forze Armate e l'impegno militare dell'Italia.

Tuttora ci viene infatti imposta la guerra, i militari italiani sono presenti in numerosi conflitti in diversi paesi del mondo. Per quanto si cerchi di spacciare tali interventi militari come “missioni di pace” o “missioni umanitarie”, essi sono invece inviati armati per combattere, per far valere gli interessi del governo italiano e dei sui alleati, per garantire gli interessi dell'industria bellica ed in generale dei poteri economici che traggono profitto dalle guerre, dalle ricostruzioni e dal controllo di determinate zone del mondo. Ma la guerra in atto è anche interna, è la guerra dichiarata agli immigrati, portata avanti con criminalizzazione, segregazione nei CIE, retate, ronde ed altri provvedimenti razzisti volti a deviare ogni malcontento. E' la guerra al dissenso, ad ogni opposizione sociale, una guerra vera, fatta con l'esercito armato nelle strade, con la repressione che colpisce i movimenti e chi lotta, con leggi liberticide contenute nel pacchetto sicurezza. Questa guerra, sia sul fronte esterno che sul fronte interno è pagata sulla pelle di chi vede peggiorare le proprie condizioni, di chi viene sfruttato sul lavoro, di chi lavoro non ce l'ha, di tutti coloro ai quali viene detto che bisogna sacrificarsi perché la crisi economica è ancora lunga, mentre per l'apparato militare e per quello repressivo vengono spesi miliardi su miliardi di euro.


Tra i tanti protagonisti di questa guerra che si combatte oggi c'è la Brigata Paracadutisti Folgore, presente a Livorno ed impegnata adesso a combattere in Afghanistan. La Folgore, in Afghanistan come in molte altre missioni degli ultimi anni, si è distinta per uccisioni di civili, torture e violenze nei confronti delle popolazioni delle zone in cui ha svolto servizio. La Folgore inoltre ogni anno assieme alle autorità locali celebra l'anniversario della battaglia di El Alamein, battaglia della seconda guerra mondiale, nella quale gli italiani della Folgore, al fianco della Germania nazista di Hitler vennero sconfitti.

Quest'anno tale celebrazione, anziché svolgersi a fine ottobre si svolgerà il 14 novembre, per attendere il ritorno dei paracadutisti della Folgore dalla missione in Afghanistan, l'esaltazione della missione di guerra sarà infatti parallela alla cerimonia di quest'anno per l'anniversario di El Alamein.

DISERTIAMO OGNI PARATA!

DISERTIAMO OGNI CELEBRAZIONE!

DISERTIAMO OGNI GUERRA!

 

 Collettivo Anarchico Libertario

collettivoanarchico@hotmail.it

[czl] IL VOLTO DEL MESSICO CHE R-ESISTE

14 novembre 2009 - Cs()a il Molino

 

Vittorio Sergi presenta il suo libro "Vento dal basso nel Messico della rivoluzione in corso". Con la presenza di John Holloway.

Serata che rientra nella Rassegna libri "Caratteri resistenti".

Maggiori info: http://ch.indymedia.org/it/2009/09/71221.shtml


PROGRAMMA:

18.00 Aperitivo solidale

19.30 Cena popolare messicana

 20.30 Vittorio Sergi presenta il libro

"Vento dal basso nel Messico della rivoluzione in corso".

Con la presenza di John Holloway

(autore di "Cambiare il mondo senza prendere il potere")

23.00 La Rifa con premi dignitosi

23.30 Dj set Luka Rudeboy - Radio Kingston

(from ska to salsa)


> cocktails bar & live murales <


COMUNICATO:

MESSICO E NUVOLE (gonfie di sangue): … EVITARE LE ZONE « A RISCHIO » !

Spiagge d’orate, mare blu e trasparente, gastronomia esotica e invitante, popolazioni locali affabili e sorridenti. Vulcani, giungle, tequila e cocaina, arte e cultura e un’incredibile storia fatta di piramidi, templi e divinità misteriose. Intrigante e affascinante!

È il Messico venduto dalle agenzie e dai depliant turistici: etnico e a buon mercato, alla portata di tutti, spensierato e non troppo pericoloso.

Se si evitano le zone «a rischio»... chiaramente!


I «guerriglieri» in Chiapas, a Oaxaca, a Guerrero, i paesani di Atenco, gli studenti dell’auditorio occupato «Che» di Città del Messico, le mamme di Ciudad Juarez, i minatori e gli elettricisti in sciopero, i transessuali e le «sexoservidoras» del barrio bravo di Tepito e della Merced.

Evitate le zone a rischio perchè il Messico, attenzione sono notizie confidenziali, é il secondo paese dopo l’Iraq, con più giornalisti ammazzati.

È la nuova via della droga senza ostacoli e confini che provoca migliaia di morti mensili; è il moderno muro che, a vent’anni dalla caduta di quello di Berlino, viene eretto per impedire l’entrata su suolo statunitense.

In Messico non si rispettano i più elementari diritti umani, dice Amnesty International.

Il Messico sono le mattanze di Atenco e di Oaxaca, le bottte agli studenti, il femminicidio di Ciudad Juarez, le privatizzazioni selvagge, la devastazione ambientale e la costruzione di nuovi mega progetti turistici e d'autostrade devastatrici a scapito delle popolazioni indigene e locali. Qui, la violenza perpetua che subiscono le comunità indigene (sorridenti sulle foto…) in Chiapas, Guerrero e Oaxaca si chiama guerra a bassa intensità. Qui, chi ha lottato per difendere la propia terra dalla devastazione e dal saccheggio di governi e multinazionali é morto ammazzato o é rinchiuso nelle prigioni di massima sicurezza, in condizioni abominevoli.


Non ci piace il turismo di massa e ci piace narrare di altri mondi!

Le zone « a rischio » preferiamo attraversarle, conoscerle per interagire, per costruire comunità, ammiccamenti e solidarietà. Qui e altrove.

Oggi, all’interno della rassegna «caratteri resistenti», presentiamo un opuscolo e un libro, con amici e compagni con i quali abbiamo teneramente condiviso queste «zone a rischio», che narrano di quell’altro Messico che costruisce, lontano da partiti politici e istituzioni, cammini di autonomia e d’emancipazione.

Dove le storie, reali e immaginarie, dolci e violente, diventano lotta e resistenza, umanità «altra»! Dove per cambiare il mondo non si mira alla presa del Potere.

La solidarietà rimane un'arma e questa iniziativa partecipa alla campagna internazionale di mobilitazione per i prigionieri politici « primero nuestr@ pres@s ».


Possiamo ancora dire che non ci riguarda quando la complicità gonfia le nubi? Quando il governo svizzero vende armi e mezzi a quello messicano (gli aerei pilatus che nel 1994 bombardavano le comunità zapatiste)? Quando le multinazionali svizzere contribuiscono all’impoverimento e allo sfruttamento? Quando, silenziosi e indifferenti, godiamo delle « bellezze » locali contribuendo indirettamente allo spoliamento delle comunità indigene e della popolazione locale.


Esageriamo? Guardando in alto le nubi hanno striature rosso sangue e, a volte, gocciolano....

Passa e partecipa il 14 novembre (il ricavato della serata sarà destinato a progetti per le comunità zapatiste o in solidarietà agli arrestati di Atenco e Oaxaca)

e ti daremo tutti i particolari della guerra a bassa intensità che avvolge il Messico.

 

In fondo basta poco a stracciare depliant turistici e ipocrite foto sorridenti. A bucare le nubi.

La «vie est ailleurs», sicuramente non su carta patinata e cartelloni pubblicitari!


CzmL

[saperelibero] Anna Adamolo è l'ONDA ANOMALA

Anna Adamolo (anagramma personificante di ONDA ANOMALA) è un immaginario non domato e non normalizzato, è la volontà di tenere aperto il molteplice e il possibile contro l’arroganza di un pensiero contabile, è il rifiuto di sanare le difficoltà dell’oggi con le miserie di domani.

Anna Adamolo è “Noi la crisi non la paghiamo”, Anna Adamolo sono le studentesse e gli studenti, le ricercatrici ed i ricercatori, le precarie e i precari, le maestre e i maestri, le insegnanti e gli insegnanti, le bambine e i bambini, le mamme e i papà che in questo periodo hanno portato nelle piazze d’Italia una protesta mai vista contro i truffatori del presente e del futuro.

[SGRUNT] La guerra in carne e ossa

“Godo nel minacciare il sole con una pistola ad acqua.”

Charles Bukowski

 

Il ricordo di te come il singhiozzo compare d'improvviso,
insistente, inopportuno e apparentemente immotivato
e allora come se fosse naturale, evito di respirare.

Vivo con il cuore in trincea e combatto passionarie battaglie
sul pericoloso fronte del mio equatore latteo
che dissemina segni e sogni quasi sempre incomprensibili.

Quando mi depilo cerco i contorni del mio essere,
un sentiero nascosto che mi lasci conquistare questo fertile territorio.

Lotto alla conquista di un corpo che pensavo mio.


[mariobadino] Crocifisso, uguaglianza e libertà

 
 Niente crocifisso in classe.
 
 A seguito di un ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme (Padova), la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe «è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione». Parole interamente condivisibili, a patto di aver interiorizzato il principio democratico che sostiene l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Non stupisce, perciò, che il governo italiano abbia immediatamente presentato ricorso contro la sentenza, né che il nuovo leader del principale partito d’opposizione (ah ah), quello che non aveva avuto paura di pronunciare la parola «sinistra» in campagna elettorale, si sia affrettato a dichiarare che il crocifisso «non offende nessuno». Come se fosse questa la questione.
 Il punto, come ha rilevato la Corte, è che «l'esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorità pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni»; che «la presenza del crocifisso […] potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione»; che non si capisce come «come l'esposizione […] di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una 'società democratica' […] un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
 Come insegnante di lettere nella scuola media inferiore (secondaria di primo grado, se vi piacciono le definizioni nuove), comprendo benissimo l’importanza della religione cattolica come chiave di lettura privilegiata della cultura e della storia d’Italia. Tutti i giorni "andiamo a sbattere" nel cattolicesimo durante le ore di storia, o leggendo testi letterari che sicuramente non sono soltanto medievali, fino ai casi emblematici della Commedia di Dante e dei Promessi Sposi. Del rapporto tra essere umano e religione parliamo in geografia, in educazione civica e ancora in storia e letteratura. Non ho mai rifiutato, perché laico, di affrontare tematiche religiose; solo, ho sempre premesso che non si trattava di un insegnamento religioso, ma dell’esposizione del pensiero di tizio o caio, di ciò che gli esseri umani scrivevano o pensavano un tempo, pensano o scrivono oggi. Non ho mai rifiutato il confronto, e neppure la cooperazione con l’insegnante di religione, che mi è stata preziosa nell’affrontare determinati periodi o figure storiche. Non ho mai impedito agli alunni di esprimere, come pare a loro, la propria fede o assenza di fede. Nessuno potrà seriamente pensare di vietare che una catenina con la croce circondi il collo di un alunno, o contestare un cartellone fatto dalla classe in cui campeggi un simbolo religioso, perché si tratta di scelte personali, private, e sacrosanto è il diritto di espressione. Eppure, un velo sul capo dell’alunna musulmana scatena talvolta fiumi di polemiche, anche quando sia possibile appurare la volontà dell’interessata (non della famiglia) di indossarlo. Un simbolo esposto all’attenzione di tutti su decisione dello Stato, invece, non può essere contestato, o suscitare polemiche, il che è paradossale, considerando la natura pubblica, non privata, di una scelta imposta per legge.
 «Il Crocifisso», ha dichiarato commentando la sentenza della Corte europea padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, «è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità». «Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente». Ma se questo è vero, sarà allora innanzitutto interesse della Chiesa evitare che il crocifisso – simbolo di «unione e accoglienza» – sia interpretato come «segno di divisione». Forse, direttamente, quei brutti crocifissi prodotti in serie appesi sopra le lavagne non offendono nessuno, ma testimoniano di una scelta di campo da parte dello Stato e della scuola pubblica, che non possono e non devono essere percepiti come confessionali. La laicità, che non pregiudica in alcun modo la possibilità di credere, o di professare pubblicamente la propria fede, è un valore che va riscoperto come premessa per un sano esercizio della propria libertà, anche di culto.
 
 [Come succede nei peggiori siti commerciali, mi viene la tentazione di aggiungere: «Di’ la tua lasciando un commento»]

 

[laboteca] Tanti tanti AUGURI LABO:TECA !!!

 

Sabato 24 ottobre, anche se con qualche settimana di ritardo, tra cibo
bevande musica e divertimento, la LABO:TECA ha fasteggiato il suo 3°
compleanno.
 3 anni lunghi, intensi, nei quali ognun* di noi (impegnandosi non poco) ha
cercato di portare avanti le proprie idee di solidarietà, di autogestione,
antirazzismo, antisessismo, antifascismo, cercando di diffondere tali
concetti anche all'esterno, scontrandosi con le difficoltà, economiche e
morali, che ci si pongono avanti giorno dopo giorno..ma noi siamo più
forti, noi resistiamo!
La festa è stata per tutt*, e di tutt* coloro che nel corso di questi anni
ci hanno sostenuto, hanno creduto in noi, in tutto ciò che siamo e
rappresentiamo, collaborando attivamente nelle numerose iniziative
svolte... o che, più semplicemente, almeno una volta hanno avuto il
coraggio di varcare quella porta, dietro la quale si cela un mondo diverso,
forse migliore.
La LABO:TECA non è di nessun*...ma in fondo appartiene a tutt*!

GRAZIE!!!

Grazie ai presenti e a tutt* coloro che non sono venut* ma avrebbero voluto
esserci...
...con l'augurio che questa serata sia diventata un nuovo punto di partenza
per migliorare noi stessi e ciò che ci circonda.

Condividere saperi è la vera evoluzione dell' uomo!!!

 

[culmine] Santiago del Cile - Esplode una bomba in una banca vicina all'Hotel Marriott


fonte: Fondazione Roscigna, 03.10.09


Una bomba è scoppiata questo pomeriggio, poco prima delle 14.00, davanti alla banca BCI, posta su un lato dell'Hotel Marriott, in avenida Kennedy del comune di Las Condes, a Santiago del Cile.

Nell'esplosione è rimasto ferito un guardiano dell'hotel e si sono registrati danni ai vetri dell'entità bancaria a causa dell'onda d'urto. Il guardiano, con lesioni lievi, è stato trasportato all'Hospital del Trabajador.

Pochi minuti prima dell'esplosione, il guardiano aveva trovato una valigetta sospetta in uno dei bagni dell'Hotel Marriott e l'aveva portata all'esterno. Proprio in quell'istante la bomba è scoppiata, davanti alla banca BCI.

Il personale di sicurezza dell'Hotel Marriot era riuscito ad avvisare gli artificieri del Gope sul ritrovamento del pacchetto sospetto, ma questi non sono riusciti a disattivare l'ordigno.

Sul posto s'è recato il procuratore che indaga sulla serie di attentati esplosivi che si sono verificati nel paese, Francisco Jacir, il quale ha avviato le prime ricerche.

Funzionari del Laboratorio de Carabineros (Labocar) e del Gope hanno realizzato le perizie del caso, mentre il traffico è stato deviato per permettere il lavoro dei periti.


[Signor K.] Jackanapes official video clip

Il video clip di Jackanapes, brano estratto dall'omonimo album del Signor K, è finalmente on line!! Il video clip è firmato ZAZA Autoproduzioni e vi compaiono insieme al Signor K anche Winstan e Joe Cagliostro (Checkpoint Charlie) e Bonnot (Assalti  Frontali), quest'ultimo già produttore artistico del disco stesso.

[CSOAMezzaCanaja] 06/11/09 MANIFESTAZIONE STUDENTESCA: RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE SCUOLE! COLLETTIVO STUDENTESCO ZENIT



Venerdì 6 novembre ci sarà il primo corteo studentesco di quest’anno scolastico. Con l’avvio dei tagli all’istruzione in questo primo di tre anni devastanti per la scuola pubblica, continuiamo anche noi quello che abbiamo iniziato l’anno scorso.

Da quest’anno ci saranno migliaia di licenziamenti, personale e professori non pagati, un taglio drastico alle attività scolastiche, comprese le gite d’istruzione, le attività pomeridiane e i corsi di recupero. Anche a Senigallia si iniziano a vedere i primi segni della “devastazione Gelmini”: Professori non pagati da mesi, lavori di riparazione fatti per il risparmio e non per la qualità della vita all’interno degli istituti, licenziamenti e trasferimenti a centinaia di km di distanza, scuole con centinaia di migliaia di euro di debito e quindi, di conseguenza ,con gite a rischio, attività pomeridiane annullate e corsi di recupero, per persone che rischiano di essere bocciate con un solo debito, non garantiti ne alla fine del primo ne del secondo quadrimestre.

Pensavamo e ora ne siamo sempre più convinti che queste politiche, nel segno della crisi, non riguardano solo la scuola, ma tutto il mondo dell’istruzione, dell’università e del lavoro.

Torniamo in strada per riprenderci le nostre scuole contro norme securitarie e repressive che ci opprimono ogni giorno della nostra vita! Torniamo in strada per salire in tanti sui tetti delle scuole, delle fabbriche e dei provveditorati! Torniamo in strada, in una città che si è schierata dalla parte giusta e che deve continuare a farlo!

Concentramento ore 08 - Campus Studentesco

CONTRO LA CRISI!  RIPRENDIAMOCI LE SCUOLE E IL FUTURO!

Collettivo Studentesco Zenit

 

- SIAMO TUTTI SULLO STESSO TETTO – Comunicato approfondito

 

 

[Antifascismo Viola] Firenze, 28 e 29 novembre: Fascismi e (R)esistenze

 

 

Alla Casa del Popolo di Grassina

Nei giorni 28 e 29 novembre 2009 

 
Gruppo Azione e Ricamo 

Donn(ol)a 

Antifascismo Viola 

e coll. Fotografico Tina Modotti 
 
presentano: 
 
Fascismi e (R)esistenze 
 
Contro ogni fascismo, di ieri e di oggi 

contro ogni forma di autoritarismo 

lotte passate, presenti e future delle donne nel mondo 

come resistere senza sopportare e lasciarci le penne 

per creare percorsi di solidarietà, ribellione, autorganizzazione e mutuo aiuto 
 
>>>^^^<<<
 
Alla casa del popolo di Grassina 
nei giorni 28 e 29 novembre 2009 
 
Gruppo Azione e Ricamo, Donn(ol)a, coll. Fotografico Tina Modotti e Antifascismo Viola 
 
presentano 
 
Fascismi e (R)esistenze 
 
Workshop Antifascismo Viola: 
presentazione del progetto e laboratorio creativo 
 
Mostra autoprodotta da Donn(ol)a:
“La resistenza taciuta” sulla lotta di liberazione delle donne in Italia durante il fascismo 
 
Video autoprodotto da GAR:
“(r)esistenze”, percorso geografico attraverso le lotte delle donne oggi, in contesti di guerra e di “pace” 
 
Sabato 28 dalle 17.30 in poi 
 
presentazione del progetto “Antifascismo Viola” e proiezione video: 
 
L’estremista di destra 
Fallocrazia e corpi di servizio 
(R)esistenze 
 
a seguire apericena e musica in libertà 
 
Domenica 29 dalle 17,30 in poi 
 
Workshop creativo di sperimentazione Antifascismo Viola. 
Per realizzare gadget, video, grafiche, etc, per un antifascismo non sessista e non machista. 
(Portate quello che volete: macchine fotografiche, videocamere, carta, colori e pennelli, stoffe e perline viola, paillette e chi più ne ha più ne metta)
 
Antifascismo Viola http://antifascismo-viola.noblogs.org 
Donn(ol)a http://www.inventati.org/donnola 
Nonna Perdonami laboratorio GAR in via dei Serragli 91/r

 

[amaranto] Livorno wieder im Rennen

 

Nach längerer Pause und ein paar Berichten von Nebenschauplätzen soll es heute an dieser Stelle endlich mal wieder um unseren AS Livorno gehen. Denn die Saison der Serie A läuft munter weiter. Es sind sogar schon die ersten englischen Wochen gespielt worden. Damit hat sich auch einiges bei den Amaranto getan.

Nach zum Teil unglücklich verlorenen Spielen zuletzt gegen Palermo und nur 3 Punkten durch Unentschieden hat Aldo Spinelli nach dem 8. Spieltag den Aufstiegs-Trainer Gennaro Ruotolo rausgeschmissen. Dieser arbeitete damit nicht einmal 5 Monate in der charmanten Hafenstadt. Zwischenzeitlich übernahm Vincenzo Russo auch auf dem Übungsplatz das Kommando. Der neue allenatore wurde jedoch schnell gefunden und verpflichtet. Er heißt Serse Cosmi und war zuvor Trainer in Perugia.   Mit seiner persönlichen Wiedererscheinung in der Serie A ist auch der Erfolg nach Livorno zurückgekehrt. Gleich im ersten Spiel nach dem Trainerwechsel wurde gegen den AS in Rom der erste Saisonsieg errungen. Mit viel Herz, Kampfgeist und aufgrund von großartigen Paraden De Lucias gelang das 0:1, geschossen vom capitano Francesco Tavano.       Am darauffolgenden Mittwoch gewann die squadra amaranto erneut. Es wurde spielerisch keine Glanzleistung, aber das entscheidende Tor konnte Martin Miglionico für Livorno erzielen. Damit arbeiteten sich die Amaranto innerhalb von 4 Tagen vom letzten auf dem 17. Tabellenplatz hinauf.       Am vergangenen Sonntag stand dann das wohl schwierigste Heimspiel gegen Inter an. Livorno kämpfte um jeden Meter, hielt in der ersten Hälfte gut mit und kam zu Torchancen, die ungenutzt blieben. Aber gegen die spielerische Klasse des aktuellen Meisters und Tabellenführers kamen die Jungs in den zweiten 45 Minuten einfach nicht an.    

Unterdessen brodelt es in den Fan-Kurven weiter um die causa „Tessera del Tifoso“ – eine lebenslange Zugangsberechtigung, die Fans nur bekommen, wenn sie kein Stadionverbot haben oder schon einmal zu einem verurteilt wurden. Außerdem hatte die Sportsicherungsbehörde (Comitato per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive) mal wieder Gästeböcke geschlossen. Es traf „natürlich“ wieder Livorno bei den Spielen gegen Rom und Atalanta. Ist wohl besser, dass keine Spinner aus Bergamo anreisen durften, aber warum die Livornesi nicht nach Rom gelassen wurde, ist unverständlich.

[ASSOCIAZIONE AUT-AUT] Mandano i soldi per le missioni di guerra, ma non per i disoccupati.

Riceviamo e pubblichiamo: Non festeggiamo il 4 novembre ma denunciamo le spese militari a discapito di quelle sociali
Il 4 novembre, giorno simbolo della fine della prima guerra mondiale, abbiamo solo da ricordare i 650 mila proletari mandati a morire nella guerra del 1915-1918, perché la “patria” dei padroni e dei generali entrasse a far parte delle grandi potenze, per poter concorrere con loro al dominio sul resto del mondo. Come oggi in Afghanistan.

La guerra in Afghanistan all’Italia costa 3 milioni di euro al giorno, una cifra con la quale viene mantenuto nel Paese il contingente militare di occupazione di circa 3000 uomini. Un aiuto per la popolazione afgana? Nemmeno per sogno! Con gli stessi soldi spesi dall’Italia tra il 2001 ad oggi si sarebbero potuti costruire 600 ospedali e 10 mila scuole.

E il Paese non ha bisogno di armi e militari, ma di strade, scuole, ospedali e infrastrutture.

I soldi che l’Italia spende per le missioni all’estero e per la produzione di armi (30 mld di dollari) servirebbero a mettere in sicurezza scuole e città e paesi devastati dalla speculazione edilizia, dalla distruzione dell’ambiente; potrebbero aiutare i Paesi meno sviluppati, nei quali invece si esportano rifiuti tossici, produzioni nocive e armi.

I Cobas sono per la riconversione delle industrie da produttrici di armi a uso civile e questa parola d’ordine dovrebbe appartenere a tutto il movimento dei lavoratori esigendo atti concreti e coerenti.

L’Italia è tornata tra i primissimi Paesi quanto a produzione e spesa militare, basti pensare ai 13 miliardi di euro che verranno spesi fino al 2026 per la coproduzione e l’acquisto di 131 aerei da guerra.
L’italia fa parte della Nato, da cui provengono i 3/4 della spesa militare mondiale, ossia 985 mld di dollari.
L’Italia è alle prese con una crisi economica che sta tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro, che getta sul lastrico intere famiglie. L’Italia non ha i soldi per garantire ammortizzatori sociali per i lavoratori che perdono il posto, ma ha i soldi, e tanti, per le missioni militari e per sperimentare nuovi sistemi di arma.
Non un soldo alla guerra! Spendiamoli per il lavoro, il reddito, la scuola e la sanità! Basta con la retorica militarista e patriottarda!

Confederazione COBAS

[cau] Rilanciamo la mobilitazione antifascista! Iniziative dal 5 al 7 Novembre

Continua la mobilitazione antifascista! Anche di fronte ai segnali autoritari e terribili di fascistizzazione degli apparati dello Stato (come testimonia l'atroce assassinio di Stefano Cucchi) noi non accettiamo il cinismo di chi vuole accreditare e sdoganare nel nostro paese i gruppi neofascisti, razzisti e squadristi. Perchè fanno gioco a un quadro sociale sempre più militarizzato, a una società governata con politiche razziste e autoritarie per farci digerire precarietà e impoverimento dei ceti più deboli.

A Napoli non accettiamo l'insediamento di un gruppuscolo neofascista come Casapound nel quartiere Materdei, quartiere cui è per altro estraneo e che ha dato più segni di insofferenza a questa presenza al momento garantita solo dalle Istituzioni e dalla loro ipocrisia. Un gruppo protagonista in tutta Italia di azioni razziste e squadriste contro i migranti e i movimenti sociali (l'ultimo esempio l'intimidazione a Radio Popolare a Milano). Già a "Casapound Napoli" cominciano i seminari con protagonisti dell'eversione nera e stragista in Italia, come Gabriele Adinolfi, ex-latitante e fondatore di "Terza Posizione" (le foto sono sul sito facebook dei neofascisti!). E' una vergogna che questo avvenga in una struttura pubblica...   Da Giovedì 5 Novembre a Sabato 7 novembre tre giorni cittadini di mobilitazione antifascista e antirazzista nel quartiere di Materdei:   GIOVEDI 5 NOVEMBRE "BLOCK THE NAZI IN MY TOWN": presidio Antifascista appuntamento ore 10.00, piazza della Metro di Materdei   VENERDI 6 NOVEMBRE mobilitazione creativa e antifascista degli studenti (appuntamento a piazza Dante ore 15.30) e informazione antirazzista nel quartiere materdei   SABATO 7 NOVEMBRE mostre, istallazioni, informazione antifascista ORE 11.00: INCONTRO PUBBLICO CON STEFANIA ZUCCARI, MADRE DI RENATO BIAGETTI, assassinato brutalmente e gratuitamente 3 anni fà da un gruppo di neofascisti a Ficene (Roma). La sua colpa era di aver partecipato a una festa Reggae...!   Rete napoletana contro il neo-fascismo, il razzismo e il sessismo
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