12-01-2012 comunicato n.3 ufficio politico permamente di costituzione del Partito Comunista d’Italia Marxista-Leninista-Maoista

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12-01-2012  comunicato n.3

ufficio politico permamente di costituzione del
Partito Comunista d’Italia Marxista-Leninista-Maoista

L’inizio dell’anno dimostra la debolezza della borghesia imperialista rappresentata al governo da Monti e dai suoi “specialisti macellai” ed a livello europeo dalla “realpolitik” dei gendarmi tedeschi.
Le mobilitazioni operaie iniziano a rappresentarsi sul piano generale ma solo come contenuto di fondo; in realtà le lotte prendono avvio ancora da un attacco disperato, fascista e distribuito che il padronato sta portando ai lavoratori soprattutto laddove i margini di profitto sono compromessi dal loro stesso “idolo” il mercato.
Se il “mercato” fosse una scienza non dovrebbero esistere le borse, che sono il loro campo di speculazione.
Se la loro “scienza” fosse esatta non dovrebbero esistere i governi, che cercano di raccontare la fiaba della “regolazione del mercato” mentre ne sostengono la massima libertà.
In effetti “liberalizzazione” è un termine ambiguo e corrotto che è servito negli ultimi decenni a rappresentare gli interessi più diversi atti a sottrarre denaro pubblico alle casse dello Stato per poi poter negare diritti e soprattutto denaro ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati, alle donne, ai disabili persino, per non dire ai malati, che invece è tutto dire.
Portato quindi il denaro alle “stelle”, il resto divenuto “merda”, il denaro feticcio ad “idolo”, scatenati i media ed i circuiti devianti (cinema, droga, musica, sesso merce) allo scopo di impedire ai rapporti sociali il loro sviluppo sul piano civile e sociale, ecco che Walter Veltroni privò le sedi dei DS delle effige e dei gagliardetti (pur revisionisti e sostanzialmente anticomunisti e filoamericani) di un passato pur compromesso, ma assai scomodo, sostanzialmente hanno individualizzato ogni persona.
L’eccesso tecnologico non va sottovalutato ma nemmeno portato a giustificazione della merda diffusa e percentualmente significativa che oggi rappresenta bene la sua presenza nello stesso Popolo italiano.
Per questo il Popolo fatica ad esprimersi in termini politici generali e non puramente specifici, del resto la compressione della classe operaia interna (ossia degli operai italiani) e l’estensione della insicurezza dei rapporti di lavoro con la classe operaia di importazione, che a fatica sta costruendo una sua propria identità di classe, hanno creato una situazione tale per cui una gran parte della popolazione (non diciamo qui Popolo ma estensivamente popolazione), pur vedendo fortemente compromesse le proprie condizioni di benessere rispetto a tre-quattto anni fa, ancora si illudono di potersela cavare “riducendo il numero di immigrati”, “spingendo gli operai al lavoro autonomo”, “facilitando gli sgravi fiscali e contributivi” alle “nuove” aziende (sic), ecc.
Ad amenità del genere, la borghesia imperialista lascia fare, nel frattempo continua a martellare, giungendo a fare l’ideologia al contrario, fascista, della libertà di licenziare.
Evidente che ci stiamo portando alla guerra civile.
Allo scopo di dissuadere questi sciacalli macellai come Monti dal proseguire sulla loro linea, diamo alcuni elementi qui di linea di condotta per la conduzione collettiva ed unitaria del Fronte unito e dell’Esercito del popolo nella Rivoluzione che si viene a delineare con alcuni obiettivi parziali –di tappa- indubbiamente necessari.
I nuclei le colonne mobili le basi di massa devono svilupparsi secondo alcune linee guida.
a)    Non è possibile cambiamento dei rapporti di forza senza una chiara presenza politica ed interpretativa dei fenomeni delle forze dei fattori e delle tendenze presenti in un territorio in una regione in una situazione con chiaro riferimento sempre alla situazione generale.
b)    Le azioni devono essere possibilmente e tendenzialmente per campagne e svilupparsi lungo assi interpretative che diano la possibilità alle masse di capire e condividere, mentre neghino alla base la possibilità ai media di regime di strumentalizzare in forma di provocazione.
c)    Inevitabilmente la borghesia nera metterà in campo azioni di provocazione e/o di attacco verso le forze popolari.
d)    Sbagliata la focalizzazione di una particolare forza politica. La si rafforza anziché indebolirla. Più importante sputtanarli nel loro ruolo sociale diretto, fare controinformazione.

Di fatto, nella prima fase della guerra popolare, quella in cui l’Esercito non avrà ancora stabilizzato la propria forza di intervento, e in cui il Fronte Unito non sarà ancora la forza principale della classe e del popolo (quella con un programma UNICO, in cui è obbligatorio stare non come gruppo ma come realtà, pur diversa, in movimento, quella, per capirci, che si propone come FORZA “CONTRAENTE” rispetto al regime, in senso tattico ma senza cedere la strategia che dipende da altri fattori e non solo o principalmente dal Fronte Unito), la lotta sarà tra quanti cercheranno di trattenere le masse entro la azione e costruzione sindacale e rivendicativa (che, pur positiva, ha e DEVE avere identità essenzialemente nel Fronte Unito e quindi non deve comunque sia posta, porre priorità di tipo diverso a quelle –rivoluzionariofunzionali- del Fronte Unito stesso), e quelli che sapranno sviluppare la lotta e costruzione sindacale e rivendicativa, in senso PROSPETTICO, dell’OLTRE verso cui andare.
Già oggi è così.
In questo, funzione dei comunisti, funzione del PC, è quella di indirizzare e dirigere questo processo del SUPERAMENTO, non di “incapsularlo”.
La RIVOLUZIONE NON SI FA IN PROVETTA.
Lenin stesso non la ha fatta in provetta.
La lettura in questo senso è degli opportunisti, dei revisionisti ed in ultima analisi, degli anti-leninisti.

Venendo alla situazione attuale, non possiamo riprodurre “il 1917” nel “2017” o chissà in quale altra data se ognuno nel Popolo continua a pensare di poter salvare se stesso senza un interesse generale entro cui collocarsi, pur in maniera diversa, ma disciplinata, nel Fronte Unito. Chi vorrebbe far SOGNARE i proletari per deviarli dalla CONCRETA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA sono i neo revisionisti, i falsi comunisti, i trotskisti, che ci invitano a lottare “con la Fiom per il comunismo” una baggianata incredibile.

Le guerre popolari nei paesi del Sud del mondo sono molto più avanti della lotta di classe nell’occidente imperialista.
Questo perché NON sono nate sotto l’ascella puzzolente di alcun revisionista.
Si sono sviluppate anche senza una dipendenza ideologica da alcun contesto specifico (Cuba, Palestina, ecc.).
Sono cresciute nella pratica, non solo nella raffigurazione teorica.

Per poter stampare un giornale od avere visibilità oggi in occidente un PC può prescindere dall’intervento politico-militare ?
Secondo noi no.
La differenza tra la ns.concezione e quella di altri tentativi che vi sono stati, è che altri tentativi, hanno affermato feticisticamente “l’unità del politico e del militare” SENZA PRATICARLA.
Che senso ha affermare una ideologia totalizzante senza averla prima messa in moto in termini vincenti ?
Nessun senso.
Quale è il senso della ns.proposta politica ai comunisti del ns.Paese ?
Quello di avviare un processo di costruzione su 3 linee fondamentali:
a)    Sviluppare il confronto e il dibattito e gli approfondimenti il più onestamente possibile nel senso dell’unire i rivoluzionari per costruire IL Partito, non per portare meramente acqua al proprio mulinello.
b)    Iniziare la guerra sviluppando nuclei fondanti e praticanti dell’Esercito del popolo, dell’Esercito proletario, in una linea non di direzione del fucile sulla politica, ma del fucile al servizio della politica.
c)    Lavorare all’unità in tutti i campi nella costruzione del Fronte Unito e degli organismi fondanti suoi: il sindacato di classe, il soccorso rosso del popolo, le case del popolo, i comitati di quartiere, i comitati di salvezza del territorio.
Tenere in questi aspetti l’asse fondamentale attorno alla non proprietà dei propri atti a fini meramente propagandistici di “orticello” ma invece di generosa e fruttiera fonte di costruzione di altri fuochi.

A livello ideologico di base, lavorare anche SULLO STATO. Ossia in tutti i campi delle Istituzioni, strappare esseri umani alla borghesia imperialista, portando la lotta di classe dentro le Istituzioni, per riappropriarsi della COSA PUBBLICA da parte del Popolo.

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