Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
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Circoli di Napoli e zona flegrea
Comunicato 27-04.2011
All’Unione Disoccupati Organizzati (UDO), a tutto il movimento dei precari BROS e disoccupati organizzati di Napoli e provincia.
Un chiarimento necessario per avanzare nella costruzione di un potente e invincibile fronte di lotta contro la repressione dello Stato dei padroni.
Passare dalla difesa all’attacco. Usare le elezioni comunali per mettere al centro della politica la lotta per un lavoro utile e dignitoso per tutti e denunciare la repressione e i massacratori dei proletari in lotta!
Non è più accettabile che i proletari che lottano per il diritto al lavoro vadano ai processi come accusati mentre i veri criminali responsabili della miseria, della disoccupazione, della devastazione, delle ruberie, della violenza facciano gli accusatori. È ora che da accusati ci si trasformi in accusatori, che ogni processo diventi un campo di battaglia per rilanciare la lotta per un lavoro utile e dignitoso per tutti!
I circoli napoletani dell’ASP avevano programmato per il 28 aprile presso la sede dell’UDO, un’iniziativa di solidarietà a sostegno del movimento precari BROS e dei disoccupati organizzati, che da diversi mesi sono sotto i colpi di una dura repressione da parte del governo Berlusconi e delle amministrazioni locali.
L’iniziativa di solidarietà prevedeva un’assemblea-dibattito sul tema della repressione. A seguire era prevista una serata benefit per la raccolta fondi a supporto della resistenza dei compagni BROS colpiti dalla repressione.
Con rammarico abbiamo dovuto rinviare questa iniziativa perché i compagni dell’UDO hanno avuto un ripensamento dovuto alla confusione creatasi, nostro malgrado, circa lo spirito dell’iniziativa. Con questo comunicato non intendiamo criticare in modo sterile i compagni dell’UDO per essersi fatti indietro dopo la loro iniziale disponibilità. Ne intendiamo polemizzare con quanti nel movimento dei precari BROS hanno “avversato” la nostra iniziativa vedendovi oscure manovre politiche e strumentalizzazioni elettoraliste ai danni del movimento. Vogliamo invece ribadire le vere ragioni che sono alla base dell’iniziativa di solidarietà, rilanciandola a tutto il movimento di resistenza popolare attivo sul territorio e augurandoci di ricevere una risposta positiva: sviluppare un lavoro comune per realizzare l’iniziativa.
Dai gravi fatti repressivi di Napoli e Genova del marzo-luglio 2001, di cui ricorre il decimo anniversario dell’assassinio di Stato del giovane compagno Carlo Giuliani, contro tutti i movimenti e le organizzazioni operaie e popolari che lottano nel nostro paese per migliori condizioni di vita, per il lavoro contro la precarietà e la disoccupazione; per la difesa dell’ambiente dall’inquinamento e contro la devastazione prodotta per il profitto dei padroni; per la difesa delle pensioni, della scuola e della sanità pubblica contro le privatizzazioni; per la pace e contro le guerre di aggressione e di rapina degli imperialisti; per la difesa dell’acqua come bene comune, ecc., la repressione dei governi di centro destra e centro sinistra è stata in costante e graduale aumento (oltre 6000 tra arresti, fermi e relative inchieste giudiziarie) e con essa sono aumentati la brutalità e gli abusi di stampo terroristico degli uomini degli apparati polizieschi.
L’esperienza dei disoccupati organizzati napoletani ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi un percorso d’avanguardia nella lotta per la conquista di un lavoro utile e dignitoso. E’ per questo motivo che il nemico di classe cerca di stroncarlo con duri e sistematici attacchi repressivi.
Nel caso specifico del movimento precari BROS e disoccupati, la repressione ha colpito in maniera dura e multiforme. Sono centinaia infatti i proletari napoletani colpiti da denuncie, multe, manganellate, fermi e schedature di polizia, pestaggi sanguinosi da parte degli sbirri, carcerazione, condanne giudiziarie, detenzione domiciliare, obbligo di firma, ecc.
Il pestaggio e l’arresto dei 13 precari BROS avvenuto il 26 ottobre scorso per avere occupato un ufficio del Consiglio regionale della Campania, allo scopo di ottenere un incontro con i responsabili del lavoro della Giunta reazionaria di Caldoro, come anche i casi dei compagni impegnati nelle lotte rivendicative e sindacali, che sono stati sottoposti dal questore di turno (allora era il dott. Sante Giuffré) a misure che limitano la libertà personali (vedi i casi di Gino Monteleone del coordinamento di lotta per il lavoro o di Mario Cirella segretario regionale del Sindacato Lavoratori in Lotta e tanti altri), sono destinati ad aumentare, così come sono destinati ad aumentare le persecuzioni giudiziarie e le violenze degli sbirri che in molti, uomini e donne, stanno subendo perché osano scendere in piazza a protestare per difendere e rivendicare i propri diritti.
Il 14 aprile scorso 7 dei 13 BROS di cui sopra, hanno subito pesanti condanne (da 2 anni e 4 mesi a 2 anni e 8 mesi di carcere), condanne esemplari, condanne politiche perché finalizzate alla distruzione del movimento precari BROS e disoccupati organizzati. I 7 compagni BROS condannati hanno avuto il massimo della pena delle accuse che gli sono state attribuite (associazione a delinquere, occupazione, danneggiamento, resistenza, violenza, lesioni) laddove le responsabilità di quanto accaduto in quell’ufficio del Consiglio regionale erano degli sbirri capeggiati dal dirigente della DIGOS Pasquale Trocino a cui il Presidente del Consiglio regionale e l’allora Questore avevano dato carta bianca di agire.
La volontà del Governo Berlusconi di annientare o quantomeno rendere compatibile il movimento BROS è dimostrata in maniera inequivocabile dalla costituzione di un apposito pool di magistrati capeggiati dal Procuratore della repubblica Aggiunto Giavanni Melillo e composto dai sostituti procuratori Mozzillo, Tufano, Campese, in stretta sintonia con la linea dura del ministero dell’interno e la Questura di Napoli. La linea repressiva dura continua anche oggi con l’arrivo del nuovo questore, il Commendatore al merito della Repubblica Luigi Merolla (organizzatore del G8 del ’94 a Napoli).
L’iniziativa di solidarietà e lotta contro la repressione che i circoli dell’ASP vogliono realizzare col massimo dello spirito unitario, vuole contribuire allo sviluppo del bilancio di questa esperienza repressiva e alla rettifica della linea da seguire per ribaltare contro il nemico di classe i suoi colpi. Riteniamo infatti che per vincere sia necessario giocare d’attacco: passare da accusati in accusatori, sviluppare la più ampia azione di denuncia e mobilitazione dentro e fuori i tribunali facendo schierare tutte le organizzazioni operaie e popolari e tutti quegli esponenti della società civile che sostengono di voler difendere la Costituzione!
Ogni occasione deve essere utilizzata per denunciare i picchiatori come Trocino e i mandanti politici delle violenze poliziesche!
In piazza e nei tribunali bisogna tracciare una linea di demarcazione chiara tra noi e le forze della repressione, impedendo che siano gli sbirri e/o i magistrati a decidere come ci dobbiamo comportare: cosa dire e fare in aula, cosa dire e fare in piazza (quali cartelli e striscioni i manifestanti possono esporre, che forme di lotta fare, ecc.)!
Dobbiamo intervenire sui politici che si schierano per la giustizia sociale e a favore degli interessi proletari e popolari, affinché si attivino sul serio e usino tutti i mezzi e risorse a loro disposizione per contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica e per fare attivare i personaggi del mondo della cultura, dell’arte e della letteratura: che ognuno di queste personalità contribuisca ad arginare la barbarie in atto di una classe dirigente eversiva e criminale e rafforzi la lotta per il lavoro utile e dignitose per tutti i proletari!
Questa linea deve prendere necessariamente il posto di quella che invece si è affermata in questa fase nel movimento dei precari BROS e disoccupati: una linea legalitaria che affida ai soli avvocati la difesa dei compagni e che porta a fare scemare la mobilitazione, lasciando così campo libero al nemico di classe che non esita a colpire duramente i compagni con condanne esemplari (come avvenuto il 14 aprile).
È ora di prendere atto della guerra che le autorità nazionali e locali hanno scatenato contro i movimenti antagonisti e rispondere in maniera adeguata!
Anche la campagna elettorale che da alcuni astensionisti o elettoralisti viene vista come una questione estranea ai movimenti di lotta, deve diventare un terreno di battaglia per l’ottenimento di un lavoro utile e dignitoso per tutti. Tutti coloro che si sono candidati alle elezioni debbono essere strumento della lotta dei proletari per il lavoro e contro la repressione. I candidati a sindaco come De Magistris della lista “Napoli e Tua”, Pino Marziale della lista “Napoli non si piega”, il candidato sindaco della lista “Quarto e tua” Gennaro Laudicino e Mauro Bertini sindaco per Marano, il candidato sindaco del PCL Ciro Formisano se sono mossi da un vero spirito di giustizia sociale debbono prendere apertamente e senza indugiare posizioni contro la repressione e contro i massacratori del movimento precari BROS e disoccupati.
Ma anche i politici come il consigliere regionale Corrado Gabriele, che pure attinge voti per il PD dai movimenti di lotta napoletani, deve prendere posizione pubblicamente contro le gravi condanne giudiziarie comminate il 14 aprile ai 7 precari BROS e portare avanti fino infondo la battaglia in consiglio regionale affinché venga fatta luce sul pestaggio terroristico che questi hanno subito del 26 ottobre!
Rilanciamo la lotta contro la repressione e rafforziamo la lotta per un lavoro utile e dignitoso per tutti i precari e disoccupati!
Denunciamo i mandanti e gli esecutori delle violenze e degli abusi della delle forze della repressione dello Stato dei padroni e del governo della banda Berlusconi e le su propaggini nelle amministrazioni locali!
Passare nei processi dalla difesa all’attacco, da accusati in accusatori!
Solidarietà con i precari BROS e disoccupati colpiti dalla repressione!







condivido in pieno ben detto compagni
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Ci vorrebbe la costanza parola poco usata dai disoccupati i cortei sembrano delle passeggiate le liste che litigano fra loro e nessuno si prende le proprie responsabilità tutti noi abbiamo perso perchè tutti si sono appoggiati su Gabriele perdendo lui ci siamo affossati tutti,adesso ci vuole la determinazie e le liste dei disoccupati farebbero bene a camminare con le proprie gambe come i vecchi tempi dicono solo la lotta paga ma quando se nel 2008 non avete accettato la richiesta del Dott.Bertolaso tutti nella raccoltà differenziata? NOI TUTTI DISOCCUPATI CHIEDIAMO AD ALTA VOCE PRESIDIO PERMANENTE NOTTE E GIORNO CON TANTE MANIFESTAZIONI E SCIOPERI DELLA FARE E SE AVETE IDEE PIU’ VALIDE METTETELE IN CAMPO SUBITO E NO PER PERDERE TEMPO MA METTETE LE TENDE DA CAMPEGGIO IN PIAZZA!
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X anonima. E dimmi una cosa chi è che nel 2008 ha rifiutato la proposta di Bertolaso senza interpellare nessuno di noi?
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Ammortizzatori Sociali ed Incentivi all’Occupazione
Per ammortizzatori sociali si intende un complesso ed articolato sistema di tutela del reddito dei lavoratori che sono in procinto di perdere o hanno perso il posto di lavoro. Questo sistema è definito da specifiche norme di legge. Tra i principali troviamo la cassa integrazione guadagni (CIGS e CIGO), i contratti di solidarietà, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità.
A questo sistema si accompagnano misure speciali, messe in atto attraverso deroghe alla normativa vigente, in favore di lavoratori che appartengono a settori non tutelati dalle misure sopra descritte o che non possono più utilizzarle per vincoli legislativi.
Alla medesima area tematica afferiscono anche misure speciali destinate a soggetti disoccupati o inoccupati che beneficiano di sostegno al reddito (ad esempio i lavoratori socialmente utili).
Per i soggetti percettori di ammortizzatori sociali, disoccupati o inoccupati beneficiari di forme di sostengo al reddito il Ministero mette in atto, in sinergia con le Regioni, progetti e programmi di incentivazione al reinserimento o inserimento lavorativo.
Cassa integrazione guadagni
Concessioni in deroga (CIGS – Mobilità – Disoccupazione speciale)
Contratti di solidarietà
Indennità di disoccupazione
Indennità di mobilità
Lavori socialmente utili
Progetti e programmi di incentivazione al reinserimento o inserimento lavorativo
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