L’ex-Andolfato si fa C.I.E – comunicato stampa

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 Con un ordinanza di ieri (OPCM n.39/35) il governo ha infine trasformato il CAI di S.Maria Capua Vetere in un CIE! Intanto tra ieri sera e stanotte diversi tentativi di fuga, qualcuno riuscito, caccia all'uomo della polizia, lacrimogeni sparati tra le tende nel  pomeriggio di ieri e in nottata, e diversi ferimenti, per la difficoltà di scavalcare le mura, ma anche ad es. perchè investito da una volante (come testimoniato da uno dei migranti agli avvocati)...  Ancora non ci è chiara la condizione di un ragazzo che avrebbe subito  una commozione cerebrale.

 Intanto, malgrado fossero stati accreditati appena ieri dalla  Prefettura di Caserta, stamattina agli avvocati e ai mediatori delle  reti antirazziste (ma anche al vescovo di Capua..) è stato inizialmente  vietato l'accesso al centro per continuare la raccolta di deleghe e  istanze dei rifugiati e dei migranti. Solo dopo molte pressioni e  l'intervento di diversi parlamentari è stato possibile entrare e  raccogliere moltissime richieste di accesso alla protezione  internazionale e/o al decreto di protezione transitoria. Questo rende  illegale qualunque blitz che portasse alla deportazione di queste  persone prima che sia valutato il loro diritto dalle apposite  commissioni. Ma non ci meraviglieremmo più di niente, visto che in  questi giorni sono stati ripetutamente violati diritti e procedure! A  partire dalla stessa direttiva europea sui rimpatri (anche  nell'accezione della circolare Manganelli del 17 dicembre) fino alla  stessa condizione di detenzione del tutto illegittima e  incostituzionale, dal momento che da oltre dieci giorni (tra nave  militare excelsior e campo di S.M. Capua Vetere) queste persone vengono  detenute senza un ordine motivato e senza che nessuna autorità  giudiziaria ne abbia confermato il fermo! Ci piacerebbe che anche gli  organi di informazione manifestassero maggiore scandalo per queste  palesi violazioni... forse che la libertà e il diritto diventano beni  sacrificabili quando riguardano profughi e migranti!!?

 18 persone stanno invece per essere trasferite in altri CIE, dopo che  ieri la loro deportazione è stata di fatto rinviata per via del presidio  fuori il centro. Continua l'attività di monitoraggio permanente di Santa Maria Capua  Vetere e mercoledi prossimo in un'assemblea  a Caserta si farà l'appello  a una manifestazione regionale per la chiusura definitiva di questo   CIE!

 Realtà antirazziste campane, forum antirazzista, centri sociali,  comunità tunisina, movimenti campani

Un commento:

  1. Autore: kri

    Comunicato stampa post-presidio del 21/04/2011

    Oltre un centinaio di attivisti delle reti antirazziste campane sono
    tornati stamani a protestare sotto la ex-caserma andolfato per chiedere
    la chiusura di quello che riteniamo un “lager etnico” e la liberazione
    dei profughi e migranti che sono li detenuti in condizione di totale
    illegittimità non solo rispetto al sentimento di umanità e accoglienza,
    ma anche rispetto alle leggi di questo Stato. Tanto che domattina gli
    avvocati della rete depositeranno un esposto per illegittima detenzione
    presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere.

    Il presidio di stamani ha ottenuto di far entrare finalmente una
    delegazione con gli avvocati all’interno del campo, così da poter
    informare i migranti sui loro diritti e raccogliere le eventuali deleghe
    giuridiche (riteniamo infatti che possano assolutamente rientrare nel
    decreto sulla protezione umanitaria). Contestualmente è entrata nel
    campo anche una parlamentare, l’on. Carloni.

    In seguito il presidio antirazzista si è sviluppato bloccando a
    singhiozzo le strade per comunicare e scambiare volantini informativi
    con gli automobilisti e infine lanciando nel campo dei migranti palloni
    con scritte di solidarietà in arabo e francese. Ma all’improvviso
    arrivava dall’interno la notizia che la tensione era cresciuta e
    nuovamente queste persone dovevano fare i conti con la prepotenza di
    un’assurda condizione di reclusione. In seguito forse a un tentativo di
    fuga o a una semplice manifestazione di insofferenza di persone che si
    trovano in un limbo di totale incertezza (dopo gli stenti del viaggio e
    il sequestro per 6 giorni sulla Excelsior…!) erano stati sparati dei
    lacrimogeni tra le tende tra cui correvano volanti e un carro bliindato
    della celere. Da un punto di osservazione dall’alto (vedi foto) era
    possibile verificare alcune di queste cose.

    A quel punto abbiamo occupato di nuovo la strada chiedendo e ottenendo
    che una delegazione entrasse nuovamente ad accertarsi di quello che
    accadeva.
    “Quando siamo entrati noi – racconto Alfonso della rete antirazzista –
    la celere era disposta fuori dalle reti che delimitano la tendopoli. Ma
    nondimeno queste centinaia di persone apparivano in una condizione
    miserabile, chiusi come animali in gabbia, con un blindato che ostruiva
    a forza il cancello di ingresso alle tende e che loro cercavano di
    allontanare lanciando degli oggetti. La polizia brandendo i manganelli
    circondava totalmente il reticolato dentro cui urlavano e protestavano
    centinaia di persone frustrate, comprensibilmente arrabbiate e
    angosciate, chiuse in uno spazio senza ombra, perennemente battuto dal
    sole cocente di queste giornate.. poi la situazione si è calmata, ma è
    evidentemente una calma apparente. L’unica soluzione degna è la
    libertà”.

    Ma ancora nel pomeriggio gli attivisti all’esterno hanno segnalato
    notizie di tentativi di fuga e poi sono arrivate diverse ambulanze nel
    campo…!

    Gli operatori hanno anche segnalato la situazione di diversi minorenni
    che sono ancora nel campo e che dovrebbbero finalmente uscire.
    Questa di oggi è stata un’altra iniziativa in vista di una
    manifestazione regionale che si farà a maggio a S.M. Capua Vetere per
    pretendere finalmente di farla finita con la vergogna di questo lager
    nella Ex-Andolfato!

    Realtà antirazziste campane, forum antirazzista, centri sociali,
    comunità tunisina, movimenti campani

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