L’odore acre dell’emergenza

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***Aggiornamenti***
- Gio 4/11 – Napoli: presidio alla Provincia
- Mer 3/11 – Continua la rivolta contro gli sversamenti presso la discarica Sari (Terzigno). La polizia carica a Taverna del Re.
- Mar 2/11- Fiaccolata a Giugliano in sostegno ai comitati contro la riapertura di Taverna del Re.
- Sab 30/10 – I sindaci firmano il testo: Stop a Cava Vitiello i comitati e 10000 persone scendono in piazza dicono NO all’accordo

- Ven 29/10 – Arrestati 4 compagni nella notte a Pianura mentre esprimevano solidarietà alle popolazioni in lotta dei paesi vesuviani.
- Gio 28/10 – Ore 18:30 assemblea regionale presso la sede del comitato contro la discarica a Boscoreale.
- Mer 27/10Conferenza stampa indetta dai comitati alle ore 16.30 presso il Presidio. Ufficiale la riapertura della discarica di Taverna del Re
- Mar 26/10

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Come previsto il miracolo non c’è stato.
Sono notti illuminate dai bagliori della protesta. Immagini che si susseguono davanti agli occhi di spettatori assuefatti alla vista di una terra martoriata da anni di ecomafie e gestioni commissariali della cosa pubblica.
L’eterna emergenza rifiuti Campana, gestita a suon di decreti speciali e vuoti proclami, infiamma il Vesuvio come in passato aveva infiammato le campagne di Acerra e Pianura.
La decisione di aprire una nuova discarica, a Terzigno, in pieno Parco Nazionale del Vesuvio scatena la rabbia della popolazione ancora una volta beffata dalle decisioni del potere centrale e locale e ancora una volta la macchina del fango mediatica si scatena nell’accusare la popolazione in rivolta di essere guidata dalla camorra o da gruppi di estremisti violenti senza rendersi conto che, quella popolazione in rivolta, sta combattendo la camorra che in Campania, oramai, e’ completamente infiltrata all’interno delle istituzioni.


Non sono bastati un paio di show nel centro storico di Napoli, le discariche occupate dai militari, la violenza e la disinformazione di regime: la monnezza fa ancora una volta capolino dal tappeto sotto cui l’avevano cacciata.
Tolto il velo di ipocrisia e la diffamazione che l’informazione mainstream pratica ai danni delle comunità in lotta rimangono le voci e i volti di chi tenta di fermare lo scempio e l’odore acre dell’emergenza.

A Terzigno, come era ad Acerra ed a Pianura, non ci sono bandiere di partito, non ci sono striscioni di centri sociali, c’e’ solo la rabbia e la disperazione di gente comune, normale, che si vede cancellata il futuro per interessi meramente economici.

Ai lacrimogeni e alle cariche della Polizia la popolazione risponde con pietre e petardi, si brucia la bandiera, si preparano molotov… Chi, per difendere i propri figli, la propria vita, la propria terra, non farebbe lo stesso?
Lo Stato qui in Campania non dialoga più, lo Stato nel Sud Italia manda solo militari e blindati, lo Stato nel meridione oramai ha perso totalmente la sua rappresentanza. Il tricolore oramai, qui in Campania, significa solo Camorra ed Ecomafie, bruciarlo non e’ un delitto, e’ un dovere!

::Altre Info::
Terzigno non deve sapere – la prova dell’ipocrisia e del tradimento delle istituzioni.
Verso un nuovo ciclo rifiuti L’esempio di Benevento
La risposta dello Stato: Bertolaso “Andiamo avanti”
e Maroni “Vogliono il morto”
La camorra sta dietro i manifestanti, o dietro le discariche?
A Terzigno usato il gas Cs come al G8 di Genova!
Comunicato sul “papello” di Bertolaso

:: Altri link ::

Movimento Vesuvio in lotta il blog
Una montagna di balle
“Zero Waste international alliance”
La mappa dei rifiuti con schede sui siti e le discariche
Rassegna stampa sulle questioni rifiuti da Napoli Monitor

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