Lunedi 12 aprile 2010
Una nave attraccata l’8 aprile fa nel porto di Napoli (molo Bausan, nella periferia orientale, verso San Giovanni a Teduccio) è stata fermata perchè aveva a bordo 9 migranti “irregolari”. Di queste nove persone, che la polizia di frontiera dichiara di nazionalità ghanese e nigeriana, cinque sono minorenni.
Secondo la ricostruzione accreditata dal comandante della nave si sono nascosti in un container al porto di Abidjan in Costa D’Avorio e avrebbero trascorso così l’intero viaggio.
Non è ben chiaro se in un primo momento il battello sia stato fermato dalla polizia di frontiera per la presenza di immigrati irregolari, o dallo stesso comandante russo di questa grossa nave-merci battente bandiera liberiana, ma di proprietà di una importante compagnia di armatori tedesca, la Peter Dohle di Amburgo. Sta di fatto che dopo aver “scoperto” la presenza dei migranti, il comandante rilevava di non avere più il numero legale per navigare e chiedeva all’Italia di farsene carico. Del resto i minori sono in acque nazionali italiane e hanno diritto di tutela mentre gli adulti dovrebbero (è un loro diritto) potere fare domanda d’asilo. In ogni caso le autorità italiane gli hanno impedito di sbarcare.
La notizia è trapelata solo nella mattinata del 12 aprile, per la protesta dei lavoratori del terminal container, dovuta al fatto che il blocco del molo Bausan aveva interrotto molte delle attività lavorative legate allo scarico merci. Questa è sembrata essere anche l’unica preoccupazione dei media, che hanno trattato molto superficialmente la questione umanitaria dei migranti confinati forzatamente sulla nave sottolineando soltanto la ripresa dei lavori nel terminal, dopo che i “clandestini” sono stati fatti scendere dalla nave.
In realtà le cose non stanno così, anche perchè di sicuro ora la nave è stata fermata e sequestrata dalla stessa magistratura in maniera preventiva rispetto alla eventuale copertura dei danni in seguito alla denuncia del Conateco, il consorzio napoletano terminal container, per il blocco del molo.
Quando il 13 aprile è scoppiata la protesta dei portuali, la mediazione tra polizia e comandante della nave è stata quella di far scendere solo tre dei cinque minori a bordo, esclusivamente per rientrare nel numero massimo di persone che consentisse alla nave di fare manovra. La nave, sempre sotto sequestro, è attraccata così al molo libero 21 dove si trova tutt’ora. A bordo quindi sono ancora ferme sei persone, di cui due minorenni. Mentre i tre che sono sbarcati dovrebbero essere stati trasportati al centro di prima accoglienza per minori in via Salvator Rosa a Napoli, prima di essere condotti in una casa famiglia.
Si è cercato di entrare in contatto con i migranti, facendo notare appunto che i minorenni non possono essere respinti e hanno diritto alla massima tutela da parte dello stato italiano, mentre gli adulti potrebbero voler presentare domanda di asilo o protezione umanitaria. Al momento ogni contatto è stato però impossibile, perchè la polizia di frontiera ha accampato una scusa dopo l’altra, impedendo di fatto che si rispettassero i diritti di queste persone. Domani mattina la Cgil dovrebbe aver ottenuto un incontro col Questore per cercare di sbloccare la situazione. (Sempre che la nave non salpi in nottata, come pure qualche fonte giornalistica sosteneva. Ma non dovrebbe essere così, perchè sotto sequestro).
Abbiamo anche cercato di fare chiarezza con le fonti giornalistiche.
E’ chiaro che la visibilità e la pressione sociale su questo ennesimo dramma umanitario sono fondamentali per risolvere positivamente la situazione. Perchè purtroppo non sarebbe la prima volta che vengono violati anche i principi minimi del diritto internazionale.
[ Aggiornamenti ]
> Martedi’ 13 aprile – ore 14:00
> Mercoledi’ 14 aprile – ore 4:00
> Mercoledi’ 14 Aprile – ore 08.00
> Mercoledi’ 14 Aprile – ore 15.00 – Gli immigrati scendono dalla nave
> Mercoledi’ 14 Aprile – ore 21.00 – Video degli scontri
> Mercoledi’ 14 Aprile – ore 23.00 – Celerini e manganelli contro il diritto d’asilo per i rifugiati della “Vera D”
> Giovedi’ 15 Aprile – Le dichiarazioni alla conferenza stampa della Rete Antirazzista e Foto
> Giovedi’ 15 Aprile – Ricostruzione della storia e ultimi aggornamenti
> Venerdì 16 Aprile – 6 minori escono dal CIE
> Venerdì 16 Aprile – Manifestazione al CIE di Brindisi
> Venerdì 16 Aprile – Protesta al Santobono







La nave “Vera D” si trova ora ormeggiata all’altezza di piazza Nicola Amore (in parallelo ai “Quattro palazzi” sul corso umberto). La risposta della questura di Napoli sulla situazione dei nove migranti segregati sulla nave al momento è negativa su tutta la linea. L’intendimento è il respingimento collettivo in spregio a ogni parvenza di diritto. Presto aggiornamenti. Diffondiamo.
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chi vuole che venga al porto, andiamo a pescare
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