La soddisfazione di Anemone dopo una notte hard donata a Bertolaso: “E stanotte con lui ho guadagnato 500 punti”

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Nella notte di Guido Bertolaso, c’è la voce di uomo di neppure quarant’anni che non sta nella pelle. Che spiega qualcosa di Francesca, la terapeuta professionista. E di Monica, la brasiliana. Di “ripassate” e “massaggi”. Delle salette del “Salaria Sport Village”. Delle ragioni dei favori sessuali offerti al capo della Protezione Civile, signore degli appalti e del perché siano diventati oggetto di indagine e occasione dolorosa per frugare nella privacy di un cittadino. È la voce dell’imprenditore Diego Anemone, che, intercettato, alle 22.59 della sera del 14 dicembre 2008, si lascia andare a quel che gli suggeriscono la pancia e la testa. Ha appena saputo che Guido Bertolaso ha richiuso alle sue spalle la porta della stanza dello “Sporting” in cui lo aspetta Monica. Che “È tutto in atto”. E dunque può finalmente abbandonarsi: “È come se avessimo guadagnato cinquecento punti”.

Guido Bertolaso ha giurato che la storia dei favori sessuali è un’infamia. Il suo avvocato, Filippo Dinacci, ancora ieri ha aggiunto: “Bertolaso non ha conosciuto tale signora Monica, né ci sono mai stati con lei appuntamenti di qualsiasi genere”. Ma un’informativa della sezione anticrimine di Firenze del Ros dei carabinieri che porta la data del 21 febbraio 2009, allegata alle oltre 20 mila pagine che accompagnano l’ordinanza, documenta cosa è accaduto la sera del 14 dicembre 2008, una domenica.

Già dal pomeriggio, il cellulare di Simone Rossetti (R.), lo spicciafaccende di Anemone (il tipo che due mesi prima, il 10 ottobre, si sbatte per trovare due signorine “di qualità”, “non due stelline del cazzo” con cui allietare la notte al “Gritti” di Venezia di Fabio De Santis e Mauro della Giovampaola) è incandescente. Parla con Guido Bertolaso alle 14.45 e alle 15.37. Alle 18.22, è al telefono con Regina. Regina Profeta (P.), ex stellina del “Cacao Meravigliao” di Renzo Arbore. Ora un po’ avanti con gli anni e – dice lei – responsabile della “eventistica danzante” dello “Sporting”. In realtà padrona della scuderia in cui, quella sera, sarà scelta Monica.

P: “Simo’,… una persona… un’alta ragazza bionda. Vieni un attimo al benessere a conoscere se è il caso?”.
È il caso. Perché alle 19.09, Rossetti chiama Stefano Morandi, dipendente dello “Sporting” per preparare il set.
R: “Senti, hanno lasciato acceso il benessere? Ci hai fatto caso? Perfetto… ok… perfetto. Verifica che sono andati via tutti quelli del Centro estetico. Senti, invece, un’altra cosa ti volevo dire. Mi verifichi un attimo se ci abbiamo un bikini di tipo brasiliano un po’ stretto?”.
Alle 19.56, Bertolaso (B.) chiama Rossetti, con cui si dà del tu e di cui ha chiesto e ottenuto da tempo il numero con cui comunicare direttamente.
B: “Sono Guido, che mi dici?”
R: “Allora, guarda, tutto a posto. Tutto a posto. Tu quando vuoi vieni qui. Qui è tutto quanto chiuso e dopo ci sono io… un pezzettino…. va bene A posto. Tu parcheggia con la macchina tranquillamente in fondo al parcheggio dove sta la scalina che ti porta direttamente nel centro benessere. Oppure parcheggia al solito posto”.
Bertolaso lascia capire che non è libero nei movimenti. Perché arriva con la scorta.
B: “Eh, no. Io sono al solito posto, perché non sono da solo ovviamente”.
Rossetti contatta nuovamente Regina per provvedere alla mise di Monica. E Regina lo rassicura (“Nella palestra, c’ho delle cose nell’armadietto. Vado a vedere se trovo. Vado su un attimo”). Quindi si raccomanda che, Dino Alemone, altro dipendente, deve restare allo scuro di quanto sta per accadere (“Allora, calcola che io a lei gli ho messo un asciugamano pulito”).
Alle 19.56, Rossetti chiama di nuovo Bertolaso e quindi parla ancora con Regina, che vuole istruzioni e la rassicura che accompagnerà Monica a casa, a serata conclusa.
R: “Adesso arrivo. Dino non sa niente… Mi raccomando, sì. M’ha chiamato, m’ha chiamato. Gli ho detto. Va beh poi ci penso io. Lei però, mo’ come facciamo, perché lui tra un pochino arriva. Tra una quarantacinquina di minuti. Sì, sì la riaccompagno io così dopo gli do i soldini e dopo noi ci mettiamo d’accordo dai… ci vediamo un attimo”.
Alle 20.14, Rossetti chiede a Erica Saverio (altra dipendente del centro) come attivare la sauna e l’impianto stereo.
R: “Eccoci qua. Senti un po’… top secret… viene Bertolaso tra un pochino eh… riguidami un attimo va. Io ho provato ad aprire un po’ di cose. Allora, la sauna l’ho aperta bene…. L’unica cosa. No, eh. No, senza, senza che vieni tu. Perché non so se lui come viene, capito? Io infatti mo lo sistemo e con Dino ci spostiamo. Senti una cosina, eh allora qui. Sto alla talasso adesso. Qui alla cabina della Talasso. Perché io ho provato a riaccenderla come m’hai fatto far tu un’altra volta. Solo che secondo me le ragazze l’avevano spenta e l’aspirazione”.
Alle 21.19 Rossetti chiama Guido Bertolaso (B).
R. “Sono Simone. Sei arrivato? Ok arrivo subito”.
Alle 21.33, sempre Simone chiama Regina per dirle di togliersi dai piedi.
R: “Eccolo. Mi senti? Aspetta un attimino. Allora, fai una cosina. Siccome ho chiuso tutte le porte, tu passa… Esci dalla porta dell’ufficio. Dicevo, esci dalla porta principale. Quella degli uffici. Quella lì sotto, dove ho acceso la luce. Passi da destra. Mò ti vengo incontro. Aspettami lì. Però non entrare dall’altra… Hai capito?”
Anemone frigge e, alle 22.09 – annota ancora il trascrittore – Rossetti decide di comunicargli con una qualche goffa solennità mista e altrettanto goffa dissimulazione, che le cose filano per il verso giusto.
R: “È tutto in atto. Da un’oretta. Sì… sì… capito? Sì… sì… Dopo vediamo. Un attimino… sentiamo… Comunque, tranquillo, l’ho messo subito a suo agio e niente.. l’appuntamento sta andando bene. E.. niente… ora c’è Dino dentro che sta mangiando. Però praticamente lui sapeva che lui veniva all’appuntamento. Però tranquillamente. Insomma, capito? Quindi lui sta dentro da solo… Si sta rilassando e basta.. capito?”.
Nell’attesa, Rossetti se ne va nel parcheggio del centro e si mette a chiacchierare con gli uomini della scorta di Bertolaso. Anemone lo tormenta per sapere.
R: “Hey, sto qui al parcheggio. Tutto ok. Sto aspettando un attimino. E niente sto qua con la scorta. Va bo’”
Alle 22.58, Bertolaso è ancora dentro. Ad Anemone è chiaro che le cose sono andate o stanno andando come sperava. Si lascia andare.
R: “No, ancora niente”
A: “Come se avessimo guadagnato cinquecento punti, guarda… Che dici”.
R: “Comunque mo’, appena esce ti chiamo. Ok?”.
Alle 23.04, allo Sporting è tutto finito. Guido Bertolaso chiama Rossetti.
B: “Come esco, Simone?”.
R: “Sì, allora, guarda, c’è direttamente sulla destra o sulla sinistra… Vicino a una delle porte. Vicino a una rotella: Fagli fare due scatti in alto verso sinistra. Hai visto, gira quella verso sinistra. Sto venendo comunque giù con la chiave”.
Quello che accade nell’ora successiva è documentato da due telefonate. Mentre viene riaccompagnata a casa, Monica (M.), la ragazza, parla con Regina Profeta (P.).
P: “Tutto a posto?”
M: “Tutto a posto”.
Poi le due ridono e scendono nel dettaglio di quel che è accaduto tra Monica e Bertolaso. Monica assicura Regina che il cliente è rimasto “contento”.
Rossetti, invece, torna al centro per ripulire il set della festa. Parla con Anemone perché è preoccupato di non trovare i preservativi. Avverte che affonderà le mani nel cestino per portare via la carta che vede. “Che qui, i preservativi, manco si vedono… “.

La Repubblica (15 febbraio 2010)

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  1. Autore: Marco Lillo

    La brasiliana, lo sport village, la piena del Tevere e le ansie del capo della Protezione

    “Fantasiose ricostruzioni”. Così l’avvocato Filippo Dinacci, legale di Guido Bertolaso, bolla i presunti “festini o massaggi a sfondi sessuale”. L’avvocato avrebbe già in mano una dichiarazione giurata di Francesca, la massaggiatrice quarantenne prescelta da Bertolaso per la celebre “ripassata” e definisce “ipotesi di fantasia” anche il rapporto sessuale con la brasiliana Monica.

    Su Francesca gli investigatori sembrano disposti a cedere qualcosa alla difesa ma su Monica sono inflessibili. Per il gip Rosario Lupo, “Bertolaso usufruisce non solo di ‘massaggi’, ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali come attestato dal contenuto assai eloquente di talune conversazioni intercettate tra cui quelle intercorse il 14 dicembre 2008 tra Simone Rossetti e Diego Anemone”.

    Cosa è successo quella notte? A causa della scorta agguerrita del capo della Protezione Civile il pedinamento non c’è stato. In mancanza della “pistola fumante” bisogna basarsi sulle intercettazioni. A partire da quella del 21 settembre 2008 nella quale Diego Anemone, l’imprenditore 39enne arrestato perché gonfiava i costi degli appalti milionari del G8 e dei Mondiali di nuoto, ordina al cugino che amministra il suo circolo sportivo, Simone Rossetti, di preparare la festa “megagalattica” per Bertolaso.

    Gli ingredienti (“tre persone per lui, frutta e champagne”) e lo stanziamento (4 mila euro) erano attraenti ma il sottosegretario all’ultimo momento chiama per rinunciare, e per chiedere una seconda chance, che arriva a metà dicembre.

    Il Tevere in quei giorni è in piena e rischia di esondare sul circolo degli Anemone, fortunatamente la piena passa e il 14 dicembre è tutto pronto al Salaria Village per l’amico Guido.

    A sentire Anemone e Rossetti, il programma prevede un massaggio “ordinario” al pomeriggio e una seconda ragazza meno “ordinaria” per la sera. Si incarica di trovarla Regina Profeta, la brasiliana che organizza le feste danzanti al circolo e che negli anni ottanta è stata una ballerina del “Cacao Meravigliao” nella trasmissione Indietro tutta di Renzo Arbore.

    Anemone è in ansia. Il massaggio “ordinario” è saltato. Vuole che almeno per la sera tutto vada come previsto. Chiede a Regina di fare indossare alla sua amica Monica un bikini e raccomanda al cugino Simone di tenerlo informato. Gli investigatori seguono al telefono una sorta di parodia di “tutto il calcio minuto per minuto”. Con una serie di telefonate Rossetti informa Anemone degli sviluppi. L’arrivo di Bertolaso, intorno alle 22, e poi l’inizio dell’incontro. La beauty farm è stata chiusa apposta per Guido e Monica.

    Un’ora e mezza dopo Bertolaso esce. O meglio vorrebbe uscire. Si perde nel circolo chiuso e non riesce a trovare una porta aperta. Dopo l’ennesima telefonata con Anemone, Simone Rossetti arriva a liberarlo. A quel punto, sempre a sentire le telefonate, scatta l’operazione bonifica. Anemone ordina al cugino di far sparire i resti dell’incontro Si parla di champagne ma anche di preservativi. La bottiglia viene subito avvistata da Rossetti, Anemone è preoccupato.

    Dopo un po’ Rossetti richiama: l’immagine del circolo è salva, la bonifica è riuscita. Non ci sono immagini e i due cugini potrebbero essere rimasti vittima della loro malizia. Anche se in almeno tre occasioni gli investigatori sono certi che i due cugini abbiano organizzato incontri con prostitute per altri dirigenti dei cantieri della Protezione Civile. Come spiegare altrimenti la serata di Bertolaso al circolo? Qualcuno ricorda il film Shall we dance, nel quale Richard Gere nascondeva a tutti, anche alla famiglia, la sua passione per il ballo.

    Superguido potrebbe essere un novello Richard Gere e chissà che a portarlo sulle rive del Tevere in piena in una notte di dicembre non sia stata proprio la passione segreta per la salsa. Ecco spiegato l’equivoco che ha tratto in inganno tutti. Pensavamo a Monica come a una nuova D’Addario, e invece avevamo di fronte la Jennifer Lopez di Bertolaso.

    Da il Fatto Quotidiano del 14 febbraio

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