Vincenzo Leone ci ha lasciato domenica 3 gennaio. Dopo oltre un mese di ricovero ospedaliero e qualche illusorio miglioramento. Una notizia che fa male.
Vincenzo è stato scugnizzo e partigiano nelle quattro giornate di Napoli. Poi militante e poeta. Scelte costruite tra le necessità della vita, come tutte le cose vere. Era con Erri de Luca e Sergio Piro nell’associazione amici di Officina99. Con l’editore Guida aveva pubblicato due raccolte in versi: “Mai un sorriso” e “Gioco D’amore”, la prima anche un’autobiografia. Poesie vendute in strada, perchè era e si sentiva un uomo di strada.
Viveva in un basso a poche centinaia di metri da quella contrada Pagliarone carica di ricordi per lui e per la città. Sulle pareti di casa una specie di diario sentimentale. Vincenzo ha vissuto con semplicità, intensamente e fino in fondo. Senza concedere nulla al cinismo e alla rassegnazione. Pochi giorni prima di essere ricoverato in ospedale era a Materdei a intervenire alle proteste contro l’insediamento di un gruppo neofascista nel quartiere (la foto allegata è stata scattata in quella occasione) e subito dopo all’Università per un’iniziativa con Silvia Baraldini e Haidi Giuliani. Lo ricordiamo per le strade di quel Vomero di cui conosceva le storie migliori, nelle manifestazioni in piazza e nelle serate ai centri sociali. E’ morto giovane Vincenzo e così lo ricorderemo! Ciao Vincè
Le antifasciste e gli antifascisti napoletani
Per salutarlo martedi 5 gennaio alle 10 c’è stato un corteo funebre partito da casa sua, a piazzetta Belvedere, e conclusosi in contrada Pagliarone, luogo simbolo delle Quattro Giornate di Napoli.
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Guarda il video dell’intervento del partigiano Gennaro Di Paola alla commemorazione **ora visibile**
Leggi il ricordo delle compagne e dei compagni napoletani
Ascolta il ricordo di Mario su Radio Onda D’Urto
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