Prc, messaggio da Caserta: ce la possiamo fare

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Claudio Grassi
L ‘ assemblea sul partito che abbiamo tenuto a Caserta il 7 e 8 novembre scorsi è stata un momento importante di riflessione sullo stato della nostra organizzazione. Come ha detto Ferrero nelle conclusioni si è trattato di un primo momento di bilancio del lavoro svolto dopo il congresso di Chianciano. Il quadro che è emerso, sia dalle relazioni, sia dagli interventi di compagne e compagni giunti numerosi da tutta Italia, è quello di un Partito che comincia a reagire.
Certamente il lavoro organizzativo da svolgere, dopo l’ennesima scissione, è quello della ricostruzione, del recupero degli iscritti, dell’insediamento dei circoli nei territori e nei luoghi di lavoro. Come si sa, infatti, il danno delle scissioni non consiste solo nel fatto che degli iscritti si spostano da una organizzazione ad un’altra, ma nella tentazione di farsi da parte che rischia di conquistare parecchi compagni. Proprio per questo, il lavoro di rilancio organizzativo per essere efficace deve andare di pari passo con una forte proposta politica in grado di suscitare nuova passione.
Da questo punto di vista possiamo dire che qualche passo avanti positivo è stato fatto. Basta ricordare che quando tutto il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista, nel 2007, si presentò davanti ai cancelli della Fiat Mirafiori, toccò con mano un clima di forte ostilità. Oggi possiamo dire che il nostro Partito non solo è presente in tutte le vertenze contro le chiusure di fabbriche e le delocalizzazioni, ma, in generale, viene accolto positivamente e gli viene chiesto di intensificare questo lavoro. Dalla Innse alla Lamse, da Pomigliano a Termini Imerese, per citare solo i casi più conosciuti, non vi è stata vertenza di lotta dove Rifondazione non abbia marcato una presenza. Con la costruzione di una cassa di resistenza, partecipando direttamente ai presidi, organizzando la vendita di prodotti a prezzi calmierati a partire dal pane, portando nei consigli comunali, provinciali o regionali le ragioni di quella lotta.
L’altra sera ero ad Anagni, in provincia di Frosinone, ad una iniziativa promossa dal circolo di Rifondazione Comunista sulla grave situazione occupazionale che sta determinando, in quel territorio, la chiusura di fabbriche e il ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità per migliaia di lavoratori. Un circolo appena ricostruito dopo la scissione, alla sua prima iniziativa pubblica. Ebbene, non solo la sala era piena, ma al dibattito sono intervenuti i rappresentanti di quelle fabbriche in lotta, Fiom e sindacati di base, comitati per la difesa dell’ambiente e rappresentanti politici della Federazione della Sinistra che anche lì si sta costruendo.

0 Commenti:

  1. Autore: Anonimo

    bla bla- bla bla- bla bla e appoggiamo però il pd, bla bla- bla bla- bla bla e ci accordiamo pure con l’udc, bla bla- bla bla- bla bla e i soldi dai palazzinari non li rifiutiamo, bla bla- bla bla – bla bla e quanto sò cojoni quelli che credono a Grassi trallalà.

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  2. Autore: Anonimo

    Probabilmente il mio commento è stato tolto perchè ritenuto offensivo. Discutibile ma possibile. Ma che si usi una fraseologia pseudo antagonista per poi spalleggiare pd udc, prendere i soldi dai palazzinari ed altro, questo è un fatto . Si può cancellare il commento, ma il fatto resta.

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