Lettera trasmessa all’assessore Nicola Oddati, presidente della consulta generale del Forum delle Culture 2013, ed al dottor Renato Vardaro, responsabile logistica ed organizzazione del Forum.
Oggetto: condizioni di dialogo sul Forum delle Culture 2013
Salve,
a proposito dell’apertura al dialogo da voi manifestataci in occasione della nostra “incursione” a Castel dell’Ovo di giovedì scorso, ci corre rilevare un significativo evento accaduto il giorno successivo, al convegno sul Forum da noi organizzato a palazzo Gravina.
Venerdì pomeriggio, mentre alcuni di noi salivano al piano dove si svolgeva l’iniziativa, si sono ritrovati in ascensore con due agenti della Digos, i quali hanno poi anonimamente gironzolato per l’aula facendo ai presenti domande amene quanto banali sulla manifestazione. Quando poi l’incontro è terminato e con alcuni compagni siamo usciti per ultimi da palazzo Gravina, abbiamo notato gli stessi agenti dirigersi verso la prospiciente fontana di Monteoliveto, dov’erano parcheggiati un’automobile della polizia ed un cellulare con una dozzina di celerini, salire su di essi ed allontanarsi.
Non vorremmo essere considerati degli ingenui ma continuiamo a stupirci di vedere mobilitata tutta questa forza pubblica in occasione di un semplice dibattito: o sarà stato quell’accenno al “rovinarvi la cena” contenuto nel volantino distribuito giovedì ad allarmare qualcuno? Alla luce del loro operato, non pensavamo che i nostri amministratori fossero tanto deboli di stomaco da volersi cautelare in maniera così perentoria che nulla turbasse lo svolgimento della loro digestione. Comunque sia, ciò la dice lunga sulle reali condizioni di dialogo tra cittadini ed istituzioni in questa città. L’attuale classe politica appare alquanto screditata e se non si abitua ad accettare le contestazioni evitando di ricorrere alla scorta della polizia ad ogni stormir di fronde (rischiando quindi anche di prendersi talvolta un fischio o un pomodoro, senza strepitare e annoverandolo tra gli incerti del mestiere), minaccia di chiudere ogni rapporto con i cittadini che non sia mediato dalla repressione, dalla propaganda o dalla clientela.
Nel salutarvi, vi porgiamo le nostre scuse per non essere intervenuti al vostro banchetto vespertino, assicurandovi nel contempo che non mancherà occasione di rivederci.
Distinti saluti anche ai funzionari della Questura in eventuale ascolto.
Forum2013?N’ata palla!







Salve,
in merito alla presenza della Digos durante la vostra riunione è bene chiarire che si è trattata di una
decisione presa in autonomia dalla Digos e di certo da noi non richiesta o sollecitata. Tant’è vero che se non avesse coinciso con il giorno e gli orari del Workshop, io stesso avrei partecipato all’incontro, proprio per sottolineare l’importanza del dialogo e del confronto che è bene debba esserci su un tema così importante per lo sviluppo futuro della nostra città quale è il Forum Universale delle Culture. Del resto se voi foste stati interessati ad un dialogo, avreste scelto di non organizzare la vostra iniziativa nelle stesse giornate ed in orari coincidenti.
In ogni caso ribadisco la mia disponibilità al dialogo permettendomi però di ricordarvi che per dialogare è necessario essere in due.
Cordiali saluti, Nicola Oddati
Questa mail ci è giunta stamane da parte dell’assessore Oddati: ovviamente ci tiene a sottolineare che la polizia non ce l’ha mandata lui, che viceversa è sempre disposto al dialogo, e che casomai siamo noi a non essere interessati altrimenti avremmo fatto l’incontro in un altro giorno per consentirgli di partecipare.
Al di là delle responsabilità tecniche circa l’intervento della Celere (non solo della Digos, si badi bene, ma del reparto antisommossa), non c’è una parola spesa per giudicare politicamente l’opportunità di tale presenza, che negli ultimi anni sta diventando una inquietante costante di tante iniziative pubbliche autogestite.
Vogliamo poi specificare che se per dialogo si intende un banale scambio di salamelecchi alla fine del quale istituzioni screditate tornano a casa senza aver concesso nulla di concreto alle ragioni dei cittadini ed avendo acquisito anche una patente di “democraticità” sfilando in passerella, il dialogo non ci interessa; se i rappresentanti isituzionali sono interessati al contenuto delle nostre critiche, tengano conto di esse nel definire le loro politiche e, soprattutto, mettano a disposizione dei cittadini strutture e risorse pubbliche per autogestire la produzione culturale.
All’assessore Oddati ricordiamo , casomai se ne fosse dimenticato, che lui è il responsabile di un Piano Strategico la cui fase consultiva si è ridotta ad un mero chiacchiericcio, e sul quale pesa un’inchiesta della magistratura per l’affidamento di onerose quanto inutili consulenze a vari professionisti, politici e docenti universitari.
Il problema è che questi signori sembrano vivere in una città diversa da quella reale, ci chiedono di relazionarci a loro come se fossero istituzioni di un paese scandinavo, mentre si comportano quotidianamente in maniera burocratica ed autoritaria.
Un semplice esempio: se l’assessore si fosse presentato alla nostra iniziativa, ancorchè non invitato, avrebbe avuto la stessa possibilità di parlare dovuta ad ogni partecipante. Viceversa, quando ci siamo recati alla conferenza organizzata il giorno prima dal comune di Napoli, siamo stati avvisati dai funzionari della Digos che ogni nostro tentativo di parlare avrebbe comportato il loro intervento; ovviamente la Digos agiva su richiesta degli organizzatori, che ritenevano inopportuno dedicare due minuti della conferenza “ufficiale” per permettere a dei cittadini di esporre in maniera civile e sintetica i motivi che li spingono a dissentire dal Forum 2013. La differenza tra una reale volontà di dialogo ed una semplice disponibilità di facciata è tutta qui: la volontà di cedere all’interlocutore una quota di potere, cosa che ricade soprattuto sulle istituzioni, data la dissimetria di potere esistente con i cittadini. Se ci avessero permesso in un’occasione ufficiale di esporre un’opinione critica, avrebbero dimostrato di essere più preoccupati di ascoltare i cittadini che di fare bella figura davanti ai media o ,quantomeno, di non temere che la manifestazione di un parere contrario potesse costituire un problema per i loro programmi.
Ribadiamo quanto detto nella lettera: gli amministratori saranno pronti al dialogo quando accetteranno di prendersi un pomodoro senza gridare alla lesa maestà.
A giudicare dalla risposta di Oddati, questo momento non è ancora giunto.
Forum2013?N’ata palla!
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