Blocchiamo la Demolizione dell’Università Pubblica!!!

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 Il 28 Ottobre 2009 il CdM ha approvato il disegno di legge Gelmini di riforma organica dell’università, che prevede:

- blocco parziale dei turnover e dimezzamento delle assunzioni;

-
penalizzazione degli atenei "non virtuosi" (tra cui rientrerebbero
tutte le università campane) in base ad oscuri ed imprecisati criteri
di valutazione, con drastica riduzione di finanziamenti;

-
riduzione di 1/3 dei consiglieri di amministrazione con attribuzione
del 40% dei seggi a privati esterni all’università ed attribuzione di
tutto il potere agli stessi con svuotamento dei senati accademici;

-trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato!

Come
al solito il governo, puntando sull’effetto annuncio e sulla
pubblicizzazione mediatica, esibisce lunghe demagogie sul merito e su
come questa riforma lo valorizzi… Ma noi conosciamo bene l’idea
rigorosissima di "merito" della banda berlusconi e dei suoi numerosi
epigoni, a cominciare dai criteri di "selezione" delle ministre fino ad
arrivare alle formidabili abilità "culturali" necessarie per essere
candidati con il Pdl. La verità è che la valorizzazione del merito è la
patina retorico-pubblicitaria con cui si copre un provvedimento che
mira manifestamente ad asservire le università a poteri esterni,
privati, finanziari e di mercato. Esattamente quegli stessi poteri che
hanno divorato capitali pubblici e speculato sulle tasche delle
collettività per anni, scaraventandoci nei drammi della crisi e persino
lucrando sulla crisi stessa, basando la loro redditizia attività sul
modello che tanto piace a questi partiti, ai loro finanziatori e ai
loro clienti: la pubblicizzazione dei costi e la privatizzazione dei
benefici.

 

Manifesto

 

 

Non ci piace l’università così com’è, ma vogliamo cambiarla esattamente nella direzione opposta a quella che vogliono imporci.



L’università
che vogliamo costruire è quella che ci permetta di studiare, di
studiare proprio come evitare che domani si verifichi esattamente
quello che sta accadendo: migliaia di lavoratori e precari costretti da
una disperazione senza vie d’uscita ad occupare i tetti delle loro
aziende,delle loro fabbriche, delle loro scuole; città di tutt’ Italia
preda di una deriva razzista, sessista e fascista che scarica sulle
"diversità" e sulle marginalità ogni frustrazione; un paese a cui si
vuole far credere che mentre viene schiacciato su ogni fronte sociale
dovrebbe concepire le primarie del PD come massima espressione di
alternativa e democrazia, come a dire che il ruolo di un cittadino che
vuole resistere può esprimersi al massimo in una croce per la scelta di
un leader;

L’università che vogliamo è luogo di libertà dei
saperi dalle logiche del profitto, è laboratorio di trasformazione
della realtà, è capacità di organizzarsi e lottare per autodeterminarsi
nei percorsi formativi e per liberare il pensiero e la critica.
L’università che vogliamo è quella che concepisce la cultura come BENE
COMUNE e che non si lascia addomesticare dalla gelmini, da berlusconi,
dai fascisti, di strada o di governo che siano.

Se il terremoto
politico senza precedenti che abbiamo creato con l’Onda li ha
intimoriti facendo rimandare ad oggi questi provvedimenti, non ci resta
che ricominciare a lottare per spiegargli che come non li abbiamo
accettati allora non li accetteremo oggi. L’università resisterà!

COMINCIAMO SUBITO!!!

  ASSEMBLEA GENERALE
FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA – FEDERICO II
VIA PORTA DI MASSA
4 NOVEMBRE – ORE 15
 
 
Aderisci all’ Evento su FACEBOOK!!!
 

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