SALERNO RINVIO A GIUDIZIO PER DE LUCA PER LA MCM
SALERNO — Tutti rinviati a giudizio: il presidente degli indu striali di Napoli Gianni Lettieri, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il suo predecessore Mario De Biase, oltre ad altre undici per sone tra tecnici comunali e im prenditori. Coinvolti in un´inchie sta giudiziaria sulla delocalizza zione delle ex Manifatture coto niere meridionali di Salerno, con accuse che vanno dalla truffa ag gravata al falso. Tre anni di indagini Nel 2006 l´inchiesta sfociò nel la notifica di decine di avvisi di garanzia. Alle tredici di ieri, il gup del Tribunale di Salerno, Vincen zo Di Florio ha disposto il rinvio a giudizio, fissando al prossimo 23 giugno la prima udienza dibatti mentale. Le intercettazioni «Dalle intercettazioni telefoni che e dalle dichiarazioni testimo niali — si legge nel decreto — emerge, al tempo dei fatti, una re altà politico-amministrativa am bientale tale da poter giustificare un´iniziativa del pm (Vincenzo Montemurro; ndr) orientata nei confronti di un singolo centro di potere burocratico-amministrati vo ». Anche se, in un passaggio successivo, è lo stesso giudice a evidenziare la necessità che sia il processo dibattimentale a fare chiarezza sui fatti. Qualche minu to dopo è l´avvocato del patron dell´ex Mcm, Arturo Froio, a gridare al «conflitto di potere, dove la volontà di un giudice si sostitu isce a quella di tre consigli comu nali ». La risposta del presidente La replica di Gianni Lettieri arri va, invece, nel pomeriggio: «La mia azienda e io personalmente — sottolinea il presidente degli industriali di Napoli — non abbia mo avuto alcun trattamento privi legiato, essendo prevista la riqua lificazione dell´area di Fratte fin dal piano Bohigas del 1995. Inol tre, l´iter amministrativo è durato ben sette anni, con costi per l´Mcm abnormi, con l´impegno di mantenere i livelli occupazionali e con l´ulteriore costo di 22 milio ni di euro per il nuovo stabilimen to ». I coinvolgimenti L´inchiesta sull´Mcm porta la stessa data, anzi lo stesso numero di quella su Ideal Standard-Sea Park (che non coinvolge Lettieri, ma solo il sindaco De Luca, rinvia to a giudizio lo scorso dicembre). È la seconda inchiesta che a fine 2005 fa tremare di nuovo palazzo di città.La seconda inchiesta Ed è anche la seconda inchie sta che porta la magistratura a in dagare sulle varianti urbanistiche deliberate dal consiglio comuna le e dall´ex giunta De Biase. Nel mirino degli inquirenti finiscono due delibere di consiglio, la 71/2003 e la 16/2004, approvate con il voto contrario dell´allo ra Cdl, di Verdi e Rifondazio ne, e che garantivano alla so cietà Salerno Invest di poter avviare l´intervento a Fratte. La manovra urbanistica pre vedeva la delocalizzazione delle Cotoniere in zona Asi e, contemporaneamente, la realizzazione a Fratte di una struttura polivalente, con annessa galleria com merciale e supermercato Coop, nonché il recupero della palazzina Liberty. La riqualificazione Un intervento di riqualifi cazione che, inserito in un più ampio e complesso pia no di valorizzazione urbana e ambientale dell´intera area di Fratte, sarebbe costato 110 mi lioni di euro, ma avrebbe offer to anche lavoro a 1500 persone. Il progetto portava, e porta anco ra oggi (i lavori di riqualificazio ne sono cominciati l´anno scor so) la firma di Salerno Invest, Co toniere e Comune di Salerno. Ma la Procura individua dieci falsi, commessi tra il 2002 e il 2004, nonché la truffa aggravata com messa, secondo la pubblica accu sa, dagli amministratori pubblici e dall´imprenditore Lettieri nel 2003. Il testimone chiave Partirono gli avvisi di garanzia, non prima però di aver ascoltato quello che, per la Procura, fu il te stimone chiave. L´ex assessore al l´Urbanistica, Fausto Martino, sen tito il 4 giugno 2006, raccontò di un incontro, svoltosi all´interno della palazzina Liberty nel 2002, tra Lettieri, De Luca, l´ingegnere dell´Ufficio di piano, Ercole De Fi lippo, e il responsabile dello Spor tello unico Alberto Di Lorenzo, in cui il patron dell´Mcm «manife stò la volontà di delocalizzare l´impianto perché diceva di non avere prospettive industriali su quella zona». Quegli screzi col sindaco Eventuali screzi con l´allora sin daco De Biase e con De Luca, che all´epoca sedeva tra i banchi del Parlamento, costarono la sfiducia a Martino. L´ex assessore sarà il super testimone anche del proces so dibattimentale. Angela Cappetta






