Oggi assistiamo ad un tentativo, da parte della destra padronale di riconoscersi pure lei nell’antifascismo.
Il fascista Fini ha detto che senza ambiguità e reticenze la destra italiana deve riconoscere alcuni valori presenti nella costituzione.
Ha detto che chi è democratico cioè si riconosce nei valori della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia è pure antifascista.
Se facciamo un attimo il punto della situazione sui partiti parlamentari, vediamo che il partito di Berlusconi è antifascista, il PD con i restanti partitini di sinistra sono antifascisti, i fascisti della della destra sono antifascisti, ma allora i fascisti dove sono?!!!.
La verità è quella che sempre ha sostenuto la sinistra comunista, sintetizzando l’antifascismo: “il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l’antifascismo”. Questo fenomeno è solo un’aspetto del capitalismo, combattere solo il fascismo porta solo al cambiamento di pelle della borghesia. Il fascismo non è altro che l’ordinamento della fabbrica nella vita sociale di ognuno di noi.
Negli anni venti il fascismo è servito per reprimere un antagonismo organizzato di classe, ma poi l’antifascismo è servito alla borghesia progressista di convogliare lo scontro sociale negli steccati compatibili con gli interessi del capitale.
La sinistra comunista italiana è stata l’unica corrente ad inquadrare il fascismo solamente come una forma di repressione della classe dominante, mentre i centristi individuavano il fascismo come un ritorno ad un’era medievale, una crisi di civiltà, una forma politica talmente arretrata che si fa di tutto e ci appoggiamo con chiunque ne sia contraria, pur di eliminarlo.
E cosi questa forma estrema della borghesia viene eliminata dal popolo in armi insieme alla borghesia progressista che rinnovandosi farà di nuovo il suo ciclo capitalistico.
E’ dal 1923, da quando i centristi di Togliatti e Gramsci con l’appoggio del Komintern, che presero il potere all’interno del P.C.d’Italia, eliminando quella sinistra comunista che proprio lei aveva fondato il partito, che i lavoratori proletari perdono la vita appresso all’antifascismo. Prima nella lotta fratricida spagnola del 1936 e poi in quella fratricida della resistenza italiana ed europea del 1943.
Un invito a tutti quelli che praticano l’antifascismo, di riflettere su questo fenomeno che da oltre 80 anni ci viene inculcato dal vecchio P.C.I. di Togliatti e Gramsci e dai nuovi pennivendoli che hanno solo l’interesse di instaurare il capitalismo di Stato in Italia.
La differenza più evidente tra gli( antifascisti e nazional-comunisti) e la sinistra comunista è che per i primi il 25 Aprile è stato il punto più alto mai raggiunto dal popolo resistente, mentre per i secondi tale data rappresenta proprio la sconfitta della classe proletaria.
Portare di nuovo i lavoratori proletari in uno scontro interimperialista, cioè di una borghesia contro un’altra è proprio l’interesse che va cercando la classe capitalista dominante.
Leggetevi le tesi di Roma del P.C.d’Italia (1922).
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Passi Togliatti, ma che ti ha fatto il poro Gramsci?
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Gramsci non faceva parte della sinistra comunista, ma faceva parte dei centristi e come tale portava avanti posizioni diverse che poi si sono rivelate false.
Una è proprio l’individuazione del fenomeno “fascismo”, altra è quella della logica dei fronti con i socialdemocratici, altra è il modo di vedere le elezioni, etc.,e poi Gramsci è stato proprio il teorico di tale politica revisionista del vecchio P.C.I., imperniata sull’antifascismo.
Non dimentichiamo che proprio Gramsci fà scuola di politica alla corte di Stalin, e fu sempre lui nel 1924 (tramite il Komintern) che divenne segretario da tale partito.
E’ vero che Togliatti alla fine lo sacrificò, ma comunque Gramsci era portatore di una politica revisionista che con il tempo si è rivelata collaborazionista con il padronato democratico anglo-americano.
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Allora fascisti ed antifascisti sono uguali?
Fini=Veltroni=Bertinotti= e così via fino agli ultimi antifascisti?
Oggi siamo in democrazia o fascismo?
Sono un pò sconcertata, perchè se fossimo sotto un regime fascista noi non scriveremmo qui queste cose, perché siamo comunque controllati.
E’ vero che di noi che scriviamo qui sopra non ha paura nessuno, però non si sa mai,
potrebbero lo stesso venirci a prendere.
Ricordiamoci del Cile, di cui è ricorso da poco il 35° anno del colpo di stato, dell’Argentina, del regime dei colonelli greci.
MHA?!
Ci devo pensare sopra.
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Ma come si fa a dire che Gramsci era portatore di una politica di “collaborazione”.
I collaboratori (pentiti e dissociati) sono stati tutti “premiati”, Antonio ci ha lasciato la vita.
Anzi il regime fascista voleva che lui chiedesse la grazia per usarlo come esempio negativo (il capo che si arrende) e seminare sfiducia e sconforto tra i tanti comunisti che vivevano in clandestinità. La sua coerenza e determinazione lo hanno sorretto fino a sacrificare la propria vita per la causa per cui lottava. Ho imparato dalla vita a portare rispetto per questi uomini.
Io non sono comunista, sono un vecchio hippy che aveva i capelli lunghi, mi piace fumare ancora spinelli, ascoltare musuca rocK ed altro. Sono stato e sono un pacifista, antimilitarista, un ecologista ed un libertario. Insomma tutto quello che è l’opposto del fascista, dai quali ho preso spesso unsulti e tentativi di aggressioni.
SONO UN ANTIFASCISTA
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Lo so che la visione di un Gramsci revisionista può sembrare strano,ma non dimenticate che noi conosciamo solo la storia che ci hanno tramandato i revisionisti centristi di Togliatti. La fazione veramente antagonista al capitale fù eliminata entro il 1926 in tutta l’Europa e in Russia gli esponenti della sinistra oppositrice si piegarono al volere di Stalin. Dopo questo periodo tutta la politica dei vari partiti europei fu indotta dalla falsificazione dello stato socialista Russo che altro non era che una borghesia cammuffata.Se si legge un pò la storia che ci dicono i compagni della sinistra comunista vedremo le cose da un’altro punto di vista. Per conoscere meglio Gramsci, si può leggere quello che ha scritto Onorato Damen in “Gramsci tra marxismo e idealismo”, si trova sul sito del P.C. I. sta http://www.ibrp.org. Damen era un esponente della sinistra comunista, e come tutti quelli di questa corrente dopo il 1924 dovettero rifugiarsi all’estero perchè braccati sia dai fascisti che dai centristi di Togliatti e Gramsci. Damen nel 1943 fondò il P.C. Internazionalista.
I fascisti e gli antifascisti sono uguali?
L’antifascismo nazional-comunista teorizzato dai partiti stalinisti è un ordinamento totalitarista come lo è il fascismo, tutti e due eliminano i dissensi interni. Poi lo sanno tutti che dal 1920 al 1940 sono morti più comunisti italiani per mano di Stalin che per mano di Mussolini. I compagni scappavano dall’Italia per rifugiarsi nel paese del socialismo, arrivati in Russia venivano interrogati con questionari , e se veniva fuori che facevano parte della sinistra comunista italiana, venivano subito messi da parte.
Ci sta pure un sito della sinistra comunista in cui si può attingere un pò di notizie veraci sulla nostra storia comunista http://www.sinistra.net
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Tu dici che il nazional-comunismo è totalitario come il fascismo, cioè che entrambi eliminavano i veri comunisti (la sinistra). Sono d’accordo con te, perciò sono convinto che la democrazia sia migliore.
E’ vero che questo sistema presenta delle ingiustizie, ma è il migliore che ci possa essere. Ci permette di vivere in libertà, dove tutti possono esprimere quello che pensano liberamente, come facciamo noi con indy, senza doverci preoccupare di essere repressi brutalmente come fecero i fascisti ed i comunisti.
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Ma stavamo parlando del nazional-comunismo di Stalin, cioè il capitalismo di stato venduto come sistema socialista.
Io invece sono per una società socialista che elimini questo sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, attuandolo tramite la dittatura della classe proletaria( attenzione non la dittatura di un partito). Per quanto riguarda la democrazia, la parola è bella ma praticamente questa democrazia che viviamo oggi è la dittatura della borghesia,se a te va bene, a me no.
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“Io invece sono per una società socialista che elimini questo sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, attuandolo tramite la dittatura della classe proletaria (attenzione non la dittatura di un partito). Per quanto riguarda la democrazia, la parola è bella ma praticamente questa democrazia che viviamo oggi è la dittatura della borghesia, se a te va bene, a me no.”
Però basta con questo bordighismo di maniera, la rivoluzione non è aritmetica, cazzo, è dialettica, ma questo non vi entrerà mai in testa… per la serie quelli che non hanno mai sbagliato nulla perchè mai avrebbero potuto sbagliare visto che solo quelli che agiscono sbagliano e quelli come voi che non hanno mai diretto nessun processo rivoluzionario ma si sono sempre e solo limitati a tacciare di riformisti, revisionisti e blablabla.. chiunque non se ne stesse a contemplare l’iperuranio delle idee… Gramsci moriva in carcere ucciso dai fascisti e Bordiga comodamente se ne stava nel suo letto superando indenne tutto il venennio fino agli anni 70 blaterando sulle formule per fare N+1 alias il comunismo… chi sono i rivoluzionari, dunque?
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Per quanto riguarda sempre questo Bordiga, lui è stato capo della sinistra comunista fino al 1926 anno in cui si ritirò a vita privata. Ma altri comunisti della stessa corrente hanno vissuto galere ed esili, perseguitati sia dai fascisti che dagli stalinisti di Togliatti.
La cosa bella di voi nazional-comunisti, è che prima cercate di eliminare la sinistra comunista e poi li tacciate di non far niente. Certamente la direzione del processo “rivoluzionario” della guerra di resistenza del 1943 la avete diretta voi, anche ammazzando chi diceva che quella non era una guerra di classe, Fausto Atti e Mario Aquaviva del P.C. Internazionalista.
Non vi volete capacitare che:
la Russia di Stalin non era socialista – “Il socialismo in un solo paese ” in una logica di capitali finanziari multinazionali è una grande bufala – le autodeterminazioni dei popoli fanno solo gli interessi delle borghesie progressiste – le guerre antifasciste fanno solo cambiare la pelle alla borghesia -la costituzione italiana del 1948 non ha nessun carattere di classe proletaria.
Per fare una rivoluzione di classe abbiamo bisogno di un polo industrializzato che abbia l’autonomia delle risorse energetiche , perchè caro compagno, la borghesia nei processi rivoluzionari non starà certamente a guardare.
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Ma che sei Paolini?
Lo scemo che esce dietro ai cronisti della TV.
Parli da solo, senza sapere nemmeno con chi stai dialogando, e ripeti all’infinito sempre la stessa storia.
Vuoi convincere gli altri, ma non ti poni sessuna delle domande che gli altri ti hanno e si sono posti. Sei il solo detentore della verità. Bravo!
A me sembra che usi dei titoli ambigui per attirare nelle tue elugubrazioni qualche ingenuo con cui dialogare. Insomma i tuoi sono degli S.O.S.
Per tirarti fuori da questo pantano devi affrontare il toro per le corna.
I comunisti per trasformare la realtà devono trasformare se stessi.
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Almeno io dico sempre la stessa cosa, e quindi si può partire da qualcosa, tu invece sai solo mettere in ridicolo?. Le mie posizioni politiche sono quelle della sinistra comunista italiana, io non ho inventato proprio niente. Per te, i comunisti per trasformare la realtà devono diventare extraterrestri?.
Parla della lotta di classe se ne sei capace !!!!!!!
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Almeno io dico sempre la stessa cosa, e quindi si può partire da qualcosa, tu invece sai solo mettere in ridicolo?. Le mie posizioni politiche sono quelle della sinistra comunista italiana, io non ho inventato proprio niente. Per te, i comunisti per trasformare la realtà devono diventare extraterrestri?.
Parla della lotta di classe se ne sei capace !!!!!!!
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Alitalia, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, carovita, salari, razzismo, disgregazione sociale e devastazione dell´ambiente
Possiamo vincere su ogni fronte, ma per vincere i lavoratori più avanzati devono organizzarsi in Comitati di Partito e promuovere la rinascita del movimento comunista. È così che si mettono in condizione di orientare, organizzare e dirigere i loro compagni sulla via della lotta, della vittoria immediata e della vittoria finale!
Le lunghe trattative di questi giorni sull´Alitalia e sul CCNL mostrano
- che siamo governati da una banda di lupi famelici, di ipocriti profittatori, di criminali e di avventurieri, degni accoliti e complici della Corte Pontificia che come una tela di ragno controlla e soffoca il nostro paese,
- che tutta questa canaglia può avanzare nella sua opera di rapina e di saccheggio e devastazione del paese e nell´eliminazione delle conquiste dei lavoratori solo se ad ogni nuovo passo riesce preliminarmente a distruggere le condizioni organizzative, morali e intellettuali necessarie ai lavoratori per resistere: non può fare a meno della demoralizzazione e della rassegnazione della massa dei lavoratori e del consenso almeno di una parte,
- che la destra che spadroneggia nei sindacati di regime (CGIL, CISL, UIL, UGL e affini) è complice indispensabile di queste commedie e manovre alle spalle degli iscritti per esaurire le forze e la resistenza dei lavoratori,
- che la sinistra borghese, anche quando deplora e condanna, non ha alcuna volontà né capacità di orientare, organizzare e mobilitare i lavoratori per resistere con successo.
Non è la borghesia che è forte. Siamo noi lavoratori che dobbiamo ancora far valere la nostra forza.
Berlusconi e la sua banda attuano il programma comune della borghesia imperialista, della Corte Pontificia, degli imperialisti USA e dei sionisti. Avanzano in ogni campo una rapina dopo l´altra, un imbroglio dopo l´altro, un sopruso dopo l´altro, un delitto dopo l´altro. Ma fanno passi avanti solo man mano che riescono a confondere le idee tra la massa della popolazione, a seminare tra i lavoratori la convinzione che non c´è niente da fare, a convincere anche i meno docili che l´unica cosa che resta da fare per ognuno è cercare di essere tra i meno colpiti (“si salvi chi può”), a isolare i più ribelli.
Per resistere con successo i lavoratori hanno bisogno di un orientamento, di una organizzazione e di una direzione adeguati. Ai padroni che cercano di spaventarli e minacciano guai peggiori, fallimenti, recessione, crisi, delocalizzazioni, i lavoratori organizzati devono opporre che instaureranno il socialismo, che faranno a meno dei padroni.
I lavoratori devono essere convinti di poter vincere ogni singola battaglia, ma ancora più devono essere convinti che è possibile instaurare un ordinamento sociale in cui c´è posto per chiunque è disposto a fare la sua parte di lavoro: il socialismo, che possono creare un sistema di relazioni internazionali basato sulla collaborazione tra tutti i popoli, a partire da quelli che si sono già almeno in qualche misura liberati dal sistema imperialista mondiale.
I lavoratori hanno bisogno di sapere quali obiettivi immediati sostenere e dove porta la lotta che stanno conducendo. Devono essere organizzati in modo da far valere la forza del loro numero e della loro unità. Devono avere una direzione formata da compagni che vogliono condurli alla vittoria in ogni lotta immediata e a liberarsi definitivamente dei padroni: a instaurare il socialismo. Devono, in sintesi, costruire una ramificata e forte organizzazione diretta dai comunisti. Questa è la rinascita del movimento comunista. Per vincere oggi e avanzare passo dopo passo fino a instaurare il socialismo.
Oggi i centri più autorevoli di orientamento, di organizzazione e di mobilitazione di massa che ereditiamo dalla storia, i sindacati di regime e i partiti di opposizione, recitano la commedia con i padroni e con i preti. Sono in mano a collaboratori, a complici, a corrotti o a sbandati. Quali che siano le convinzioni e le motivazioni individuali, vere o ostentate, dei dirigenti dei sindacati di regime e della sinistra borghese, i risultati della loro azione mostrano chiaramente la loro natura. Non è questione di imbecillità individuale. La questione è che la difesa efficace delle conquiste dei lavoratori è possibile solo nel quadro della lotta per instaurare il socialismo. Solo chi sa dove vuole arrivare, solo chi al saccheggio, alla devastazione e al razzismo promossi dalla borghesia imperialista e dalla Corte Pontificia oppone l´obiettivo di fare dell´Italia un nuovo paese socialista, è in grado di dare un orientamento e una direzione vittoriosi alla resistenza della massa dei lavoratori anche in ogni singola lotta immediata.
Colaninno e i suoi complici stanno facendo affari, con Berlusconi e la sua banda, con la Corte Pontifica e con gli imperialisti USA e i sionisti. Sbavano per impadronirsi di nuovi campi di investimento, per valorizzare i loro capitali. Hanno fatto figurare in rosso l´Alitalia per fare affari. Si presentano come benefattori, ma non mollano l´osso. Ricattano, ma non hanno molte scelte: il trasporto aereo è un grande affare e la borghesia imperialista non può rinunciarvi. E senza piloti, senza hostess, senza assistenti di volo, senza addetti alla manutenzione, gli aerei non volano. Colaninno e soci vinceranno solo se la demoralizzazione e il disfattismo prevarranno tra i lavoratori.
Marcegaglia e i suoi soci hanno bisogno di togliere diritti e salari ai lavoratori. L´abolizione e la sterilizzazione del CCNL servono a frantumare, dividere e indebolire tutti i lavoratori, oggi e ancora più domani. Servono a dare più forza ai padroni nelle aziende. Servono a dare più forza ai padroni, al clero, a tutti gli altri notabili nell´intera società. Renderanno più strafottenti gli imperialisti USA e i sionisti. Ma per passare, Marcegaglia e i suoi accoliti devono ancora convincere i lavoratori a rassegnarsi. I sindacalisti di regime gli servono a questo. I ricatti di Marcegaglia e soci sono un bluff. Ogni giorno minacciano di alzarsi dal tavolo delle trattative, ma hanno bisogno che i lavoratori in fabbrica lavorino.
Che se ne vadano i padroni, se gli conviene! La loro forza sta solo nella confusione che seminano tra i lavoratori, nella collaborazione dei sindacalisti di regime, nel fatto che i lavoratori mancano di un orientamento giusto e unitario, di un´organizzazione ramificata e salda, di una direzione decisa a vincere. Ma possiamo costruire tutto questo!
Nessuno ce lo regalerà. Tutte queste cose dobbiamo costruircele e a questo servono i comunisti. Bisogna che nel corso delle lotte di questi giorni i lavoratori più avanzati e i comunisti si uniscano, costituiscano Comitati di Partito, rafforzino ogni comitato e organismo di resistenza, diffondano e incoraggino ogni forma di organizzazione dei lavoratori, spieghino alla massa dei lavoratori che è possibile vincere, che in definitiva i padroni hanno bisogno di sottomettere i lavoratori, mentre in definitiva i lavoratori possono fare a meno dei padroni. Strategicamente i lavoratori sono forti. Strategicamente i padroni e i loro complici sono deboli. Bisogna tradurre il rapporto di forza strategico nei rapporti di forza in ogni singolo scontro. A questo servono l´orientamento, l´organizzazione e la direzione che i Comitati di Partito promuovono.
La lotta per instaurare il socialismo è il contesto necessario anche per resistere, per difendere le vecchie conquiste e strapparne di nuove, per togliere libertà d´azione agli speculatori, per contrastare la brama di denaro e di potere dei capitalisti, del clero e degli altri notabili, per far fronte al razzismo e all´emarginazione, per mettere a tacere i fascisti.
Questa è la via d´uscita dal marasma materiale, politico, sociale, intellettuale, morale e ambientale in cui la borghesia ha condotto l´umanità.
Il sistema sociale capitalista e lo sforzo della borghesia, del clero e delle altre classi sfruttatrici di prolungarne l´esistenza sono la causa principale dei mali che oggi affliggono l´umanità. Sono anche l´unico vero impedimento alla loro soluzione.
Solo l´organizzazione dei lavoratori e la loro lotta senza riserve e senza quartiere contro queste classi giorno dopo giorno e in ogni campo ci condurranno a instaurare il socialismo.
Questo è il compito che noi comunisti ci proponiamo!
Facciamo appello a ogni lavoratore avanzato, alle donne più generose, ai giovani più coraggiosi perché si uniscano a noi per realizzare questo compito!
Uniamoci sempre più profondamente ai popoli che da un capo all´altro del mondo resistono alla guerra di sterminio non dichiarata perpetrata dalla borghesia imperialista e dalle altre forze reazionarie!
Che i lavoratori, le donne, i giovani più avanzati si arruolino nelle fila del Partito comunista, degli organismi della resistenza e delle organizzazioni di massa e contribuiscano alla rinascita del movimento comunista!
Rafforzare la struttura clandestina centrale del (nuovo)Partito comunista italiano, moltiplicare il numero dei Comitati di Partito clandestini e migliorare il loro funzionamento, sviluppare il lavoro sui quattro fronti indicati dal Piano Generale di Lavoro!
Costruire in ogni azienda, in ogni zona d´abitazione, in ogni organizzazione di massa un comitato clandestino del (n)PCI!
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La cosa che ammiro in voi è lo spirito organizzativo che avete. Compagni che si sacrificano e danno tutto per un ideale – il socialismo-. Ma la maggior parte di voi pecca di concretismo, costruisce, costruisce senza analizzare dove porta la loro lotta. Ci tevevo a dire che sulla vostra sinistra borghese siete contradditori, prima date indicazioni di voto per lei e poi dopo la additate come revisionista, limite dell’antifascismo, ma mi dite come fate ad instaurare il socialismo?. Già il termine instaurare mi sembra un programma, una trattativa a tavolino o un cambiamento elettorale.
Compagni, la lotta di classe è una lotta violenta, fatta per abbattere il sistema capitalista che per forza si vuole rinnovare. E poi in un’Europa multinazionale, economicamente dipendente da Bruxelles, voi teorizzate un’Italia socialista sul modello dei paesi a socialismo reale che altro non erano che borghesie a capitalismo di stato. Voi dite che i lavoratori non hanno bisogno dei padroni, cioè possono essere sfuttati pure senza i padroni, praticando i governi operai i quali fanno parte della degenerazione della III Internazionale, cioè la collaborazione con la socialdemocrazia borghese.
Cari compagni, già negli anni venti del secolo scorso avete perso l’orientamento di classe, dirottando la lotta del proletariato nella lotta di popolo. Vi rivendicate conquiste dei lavoratori che la borghesia ha dovuto dare ma solo perchè lei si trovava all’inizio del ciclo produttivo, ma insieme a queste conquiste, sul sangue dei lavoratori si è sancito pure il diritto allo sftruttamento capitalistico, la Costituzione.
Penso che faremo guerre diverse, voi una guerra di resistenza popolare, io invece una guerra di classe proletaria sulle orme di Lenin.
Stiamo di nuovo qui, centristi e sinistra comunista.
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