Dieci discariche nel decreto rifiuti e a Chiaiano esplode la protesta

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ROMA – Dieci discariche, per tamponare e avviare verso una soluzione l’emergenza rifiuti in Campania: i nomi dei dieci siti – tra cui Chiaiano a Napoli – sono inseriti nel decreto firmato da Giorgio Napolitano. Ma in serata, proprio a Chiaiano, esplode, fortissima, la protesta: manifestanti contro forze dell’ordine, blocchi stradali, scontri, lanci di pietre. Il bilancio è di dieci dimostranti contusi, e cinque persone fermate.

Gli scontri. I cittadini hanno cominciato a manifestare a Chiaiano nel pomeriggio. Hanno bloccato le strade di accesso alla zona, hanno rovesciato anche due egli autobus. Di fronte a questo comportamento, le forze dell’ordine hanno compiuto due cariche: una decina di persone hanno riportato contusioni, una ha avuto un malore ed è stata traspostata in ospedale. L’inviato del tg3, Romolo Sticchi, ha riferito di essere stato bastonato dai poliziotti. In serata, la tregua. Ma intanto una trentina si persone si è recata davanti alla questura di Napoli, in via Medina, per sollecitare il rilascio dei cinque fermati dalla polizia. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato così: “Era prevedibile una reazione di questo tipo, lo capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale”.

Le discariche. Nel decreto, che ora viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, sono indicati dieci siti dove dovranno essere realizzate le discariche: tra questi sicuramente tre già conosciuti – Savignano Irpino nell’avellinese, Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano e Terzigno nell’area vesuviana del napoletano – ai quali si aggiungono un’altra cava a Terzigno, e poi Andretta in provincia di Avellino, Ferrandelle a Santa Maria La Fossa, Cava Mastroianni in località Torrone in provincia di Caserta, Serre in provincia di Salerno e, appunto, Chiaiano, a Napoli, già prevista nell’ordinanza firmata dal commissario uscente Gianni De Gennaro lo scorso 30 aprile.

Il caso Serre. Quanto alla località del salernitano, nel decreto è indicato soltanto il nome del comune: in teoria si potrebbe ampliare l’attuale discarica di Macchia Soprana, e anche aprirne una nuova a Valle Della Masseria, dove si consumò lo scontro con l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

I termovalorizzatori. Saranno quattro, di cui uno a Napoli. “E’ giunto il momento – dice Bertolaso – di scrivere la parola fine ad una vicenda che il presidente Napolitano, in maniera ottimista e benevola, ha definito penosa”. Ed è giunto il momento di chiuderla “con le favole: quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla”. Bisogna dunque “rimboccarsi le maniche, mettere da parte malumori, strumentalizzazioni e divisioni”.

Bertolaso polemico. Parole, quelle appena citate, rivolte non solo a quei cittadini che non intendono ascoltare ragioni diverse dalle loro ma anche a “qualche collega burocrate” che, sono sempre parole di Bertolaso, ha fatto “resistenze” al decreto perchè non convinto dalla compatibilità del ruolo di capo della protezione civile accanto a quello di sottosegretario ai rifiuti.

L’utilizzo dei militari. Prima di lasciare Napoli Bertolaso è tornato sull’utilizzo dei militari, che non “avranno regole d’ingaggio” perchè il loro compito sarà di “sorveglianza, tutela e protezione dei siti”. E però, ha precisato, poichè le discariche saranno siti di interesse strategico, “se qualcuno tenta di violarle paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell’esercito”.

(23 maggio 2008)


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0 Commenti:

  1. Autore: Anonimo

    Da ‘La Repubblica’
    >
    > Le lettere del dirigente della Regione Campania Francesco Santonastasi
    > Ieri su Repubblica l’inchiesta sul ruolo della camorra sui trasferimenti
    > Treni dei rifiuti, scatta l’inchiesta
    > Così è partito il boicottaggio
    > di CARLO BONINI
    >
    >
    > ROMA – Sui treni dei rifiuti per la Germania, la Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo per venire a capo di chi e perché ha lavorato al loro silenzioso e metodico boicottaggio. Dove sia arrivata la mano della camorra e la sua capacità di intimidazione, se e quali responsabilità vi siano nel ruolo svolto nel tempo dalla pubblica amministrazione, dagli amministratori locali. Quali ragioni abbiano sollecitato l’estromissione improvvisa dal ciclo di smaltimento di una società del gruppo Fs, ‘Ecolog’, che in 8 anni ha trasferito 2 milioni di tonnellate di rifiuti negli inceneritori tedeschi.
    >
    > Dice oggi Tommaso Sodano, campano di Pomigliano D’Arco, ex parlamentare di Rifondazione comunista, già presidente della commissione ambiente: ‘I treni eliminano i rifiuti dal territorio. Per sempre. E questo è inaccettabile per chi dall’emergenza trae profitto. La camorra e l’indotto sociale, economico e politico che alimenta hanno un interesse vitale a che i rifiuti restino sul territorio campano, possibilmente passando da un sito di stoccaggio all’altro, allungando così il ciclo provvisorio dello smaltimento e le possibilità di infiltrazione’.
    >
    > E’ un fatto che dal carteggio riservato intercorso negli ultimi cinque mesi tra ‘Ecolog’, il Commissario Straordinario e la Regione Campania si rintracciano ora, oltre a quello del commissario delegato Maurizio Bruschi, nuovi nomi. E nuove curiose circostanze.
    > Il 2 gennaio di quest’anno, mentre Napoli brucia dei primi roghi, convincendo Prodi alla nomina di Gianni De Gennaro quale nuovo commissario straordinario all’emergenza, un oscuro funzionario dell’ufficio ambiente della Regione Campania scrive alla ‘Ecolog’ comunicando che i treni diretti in Germania, ‘con partenza prevista per i giorni 2, 3, 4 e 6 gennaio non potranno aver luogo’.
    >
    > Il funzionario si chiama Francesco Santonastasi e ha lavorato, fino a qualche mese prima, a Benevento per l’assessorato regionale alla sanità che è stato travolto dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’argomento di Santonastasi per bloccare i convogli è singolare. ‘Le autorizzazioni al trasporto – scrive – sono scadute il 31 dicembre 2007′. In realtà – come replicherà la Ecolog il 7 gennaio – non è scaduta alcuna autorizzazione. Semplicemente, il 31 dicembre 2007 è decaduto dall’incarico il commissario straordinario Alessandro Pansa senza che questo abbia pregiudicato né lo stato di emergenza (prorogato sino al novembre 2008), né le decisioni che sin lì sono state assunte, treni per la Germania compresi.
    >
    > Non è il primo, né il solo caso di ostilità della Regione. Il 23 gennaio, Santonastasi scrive ancora alla ‘Ecolog’. Chiede con urgenza ‘chiarimenti/precisazioni’ sulle ‘circostanze imprevedibili’ che hanno sollecitato la società Fs a chiedere l’autorizzazione a una modifica dei luoghi di destinazione e smistamento dei rifiuti in Germania nella previsione di un aumento dei treni giornalieri diretti oltre frontiera. La ‘Ecolog’ risponde con sarcasmo: ‘Le circostanze imprevedibili, come Ella ben sa, sono legate all’emergenza rifiuti che investe il territorio della Regione Campania’.
    >
    > Forse è solo la passione per il cavillo. O forse no. Perché già a inizio 2007, alla ‘Ecolog’ è stato fatto capire che sarebbe meglio facesse un passo indietro. Roberto Cetera, amministratore delegato della società e Lorenzo Miracle, direttore tecnico, vengono convocati negli uffici della Protezione civile a Roma per un incontro con tale Michele Greco, consulente del dipartimento ed ex professore di ingegneria idraulica all’università di Potenza. Con lui è Tiziano Brembilla, broker internazionale di rifiuti, titolare della ‘Tbr’, società con sede a 200 metri da piazza del Plebiscito, coinvolto in inchieste giudiziarie su smaltimenti illeciti ancora nel 2004. A Cetera e Miracle viene fatto capire che sarebbe meglio se ‘Ecolog’ cedesse lo smaltimento in Germania accontentandosi del solo trasporto.
    >
    > I due ringraziano e si alzano dal tavolo. Quest’anno, Greco sarà nominato dirigente del servizio rifiuti della Regione Campania. Santonastasi si metterà a scrivere. Ecolog sarà estromessa dalla partita dei treni.
    >
    > (21 maggio 2008)
    >

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  2. Autore: Anonimo

    Perche’ non si valuta di scaricare tutto nella bocca del Vesuvio? La capacita’ del sito sarebbe utile per alcuni decenni nel frattempo si costruirebbero i termovalorizzatori. PS = La bocca dell’Etna sarebbe anche meglio poiche attiva e brucerebbe tutti i rifiuti .
    Non e’ una barzelletta, ma una soluzione scientifica.

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