Azione al palazzo Reale di Napoli contro le condanne dei manifestanti anti-G8

Archiviato in Nazionale, Notizie.
Parole chiave: , , , . | Report as out of policy

If you think this post is out of policy or spam, mark il pushing on "Mark post!" key.

Questa mattina decine di attivisti dei movimenti napoletani hanno occupato gli appartamenti storici del palazzo Reale di Napoli, di fronte la Prefettura, esponendo all’esterno striscioni per contestare le condanne ai 24 attivisti anti-G8 condannati a genova con accuse e pene allucinanti. Intanto altri volantinavano e megafonavano in piazza Plebiscito e interrompevano una cerimonia dell’esercito che si svolgeva in quel momento.

Quello che segue è il volantino distribuito durante l’iniziativa:

DEVASTATORI SONO I POTENTI DEL G8!
SOLIDARIETA’ AI 24 CONDANNATI I GENOVA!!

Il 14 dicembre il tribunale di Genova, presieduto dai giudici Devoto, Gatti e Realini, ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di “devastazione e saccheggio” per i fatti del luglio 2001 (manifestazioni contro il G8 a Genova). Le pene, molto pesanti, vanno dai 6 agli 11 anni per i 10 condannati per devastazione e saccheggio; per i restanti 14 imputati pene dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo.
In totale 110 anni di carcere! Il tribunale di Genova non ha avuto il coraggio di opporsi alla feroce ricostruzione della storia collettiva ad uso del potere che i pm Andrea Canciani e Anna Canepa gli hanno richiesto di avvallare. Così tutti quelli che avevano bisogno di capri espiatori dietro cui seppellire la coscienza sporca della nazione hanno i loro colpevoli… Si può “finalmente” cercare di dimenticare quello che Genova è stata: un agguato delle forze di sicurezza contro un movimento di contestazione radicale alle oligarchie e agli interessi che devastano il pianeta, affamano metà dell’umanità e regalano un futuro di precarietà a noi tutti! Centinaia di migliaia di persone si sono riversate in quelle piazze al culmine di un ciclo di mobilitazioni che era passato per le strade di tutta Europa, compresa Napoli nelle giornate del marzo 2001 (contro-Global Forum) quando sperimentammo già la repressione che ci attendeva a Genova. Poi ci sono state le cariche e le aggressioni gratuite, le sevizie nelle caserme Raniero e Bolzaneto, la mattanza cilena della scuola Diaz, fino all’assassinio di Carlo Giuliani. Per tutto questo non ci sono colpevoli, o se ci sono non saranno mai giudicati prima della prescrizione. Invece per i manifestanti, il tribunale ha riesumato reati da codice di guerra! Dispositivi giuridici come “Devastazione e saccheggio” e “Compartecipazione psichica”: per il primo chiunque, da oggi in poi, rompe una vetrina non sarà più condannato per danneggiamenti ma con pene superiori all’omicidio… per il secondo si può essere condannati anche per la sola presenza fisica in un contesto che pure è di pubblica manifestazione. Uno slittamento dei codici repressivi che rispecchia la svolta autoritaria che in questi ultimi anni stiamo vedendo scatenarsi contro le lotte sociali: anni di carcere e multe incredibili per disoccupati, lavoratori, ambientalisti, studenti, antifascisti e antirazzisti…
Il messaggio è chiaro: nessuno osi ribellarsi! I potenti del pianeta, i signori della guerra e della vera devastazione non hanno dimenticato che dopo quel ciclo di manifestazioni del 2001 sono stati costretti a portare le loro kermesse in luoghi isolati, fuori dalle città, per sfuggire il disprezzo della gente.
Noi però sappiamo che nel chiuso dei tribunali non passa la storia dei movimenti. Quello che lì si cerca di farne è piuttosto l’autopsia, la certificazione e la mostra del cadavere perché nessuno osi considerarlo ancora vivo. Ma le centomila persone che sono ritornate in piazza il 17 novembre scorso a Genova conoscono la propria storia! Sanno che la memoria sociale è un ingranaggio collettivo. Sanno che non possiamo lasciare che pochi capri espiatori paghino la vendetta dei poteri forti. Con quella manifestazione è cominciato un percorso di ri-appropriazione che ci vedrà ancora in piazza come a Cosenza il 2 febbraio quando si concluderà un altro processo ai manifestanti contro il Global Forum e il G8. In piazza per difendere chi ha fatto parte di un corpo e di una voce comune! In piazza per difendere la storia dei movimenti contro la storia del potere. In piazza perché un altro mondo è necessario!!

Compagne e Compagni di Napoli


Attached files

Lascia un Commento